Cari e venerati Fratelli nell'Episcopato!
1. Sono lieto di accogliervi al termine della vostra assemblea
promossa congiuntamente dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa e
dalla Congregazione per i Vescovi. A voi, Vescovi europei nominati negli ultimi
cinque anni, rivolgo il mio cordiale e fraterno saluto.
Desidero esprimere, anzitutto, la mia gratitudine per la
comunione con il Successore di Pietro, che in molti modi, non ultimo quello di
un'affettuosa insistenza per avere questa Udienza, avete chiaramente
manifestato. Ringrazio, in particolare, il Signor Cardinale Miloslav Vlk per le
parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi, confermando il vostro attaccamento
e la vostra devozione.
Esprimo, poi, il mio compiacimento per l'iniziativa della
conferenza a cui prendete parte, perché in essa vi è dato di vivere un intenso
momento di fraternità, di scambio, di confronto e di riflessione, alla luce
dell'esperienza che ciascuno di voi va maturando nei primi anni di ministero
episcopale.
2. "Essere Vescovi oggi in Europa", come dice il tema del
vostro Congresso, significa certamente trovarsi ad affrontare molteplici
problemi, alcuni dei quali molto articolati e complessi, sotto il profilo sia
dottrinale che pastorale. Lo attesta la serie di domande che avete esaminato in
questi giorni nelle relazioni, nei gruppi e nei dibattiti.
Vorrei, con intensa partecipazione, rinnovarvi l'attestazione
della mia vicinanza spirituale e confermarvi nella fede e nella fiducia in Gesù
Cristo, che vi ha chiamati e vi ha resi pastori del suo popolo in questo nostro
tempo, mentre ci avviciniamo a passi rapidi verso il terzo millennio dell'era
cristiana. Egli è lo stesso ieri, oggi e sempre. Egli cammina con noi. Nessuna
difficoltà, pertanto, vi turbi. Confidate piuttosto in Lui, che guida la Chiesa
sulle strade della storia, perché continui a rendere il suo servizio al Regno di
Dio.
3. Questo vostro incontro si è svolto nel corso dell'anno
dedicato allo Spirito Santo: lo Spirito della Pentecoste, lo Spirito della
vostra Consacrazione episcopale, lo Spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Egli è all'opera anche in questo nostro tempo, che presenta a volte aspetti
tanto lontani non solo dai valori evangelici, ma dalla stessa dimensione
religiosa che è connaturale all'essere umano. Tuttavia, nonostante le apparenze,
lo Spirito non cessa di svolgere la sua azione silenziosa nel segreto delle
coscienze, predisponendo gli animi ad accogliere l'annuncio della "lieta
notizia" della salvezza in Cristo morto e risorto.
Il compito di questo annuncio spetta innanzitutto a noi Vescovi.
Ed è per noi di grande conforto sapere che lo Spirito Santo è costantemente con
noi, per sostenerci nel nostro ministero con la luce e la forza dei suoi sette
doni. Confidate, dunque, nello Spirito, venerati Fratelli, ed invocateLo con
fiducia! Implorate da Lui, in particolare, il dono della fortezza, per saper
svolgere con impavida decisione il vostro ministero episcopale. Mentre è in
corso la storia del mondo, il credente sa che si sta preparando il trionfo
preannunciato nell'Apocalisse: "Al vincitore che persevera fino alla fine
nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni... e darò a lui la stella del
mattino" (Ap 2,26.28).
Sostenuti da questa certezza, approfondite la vostra comunione
nella verità e nella carità, perseverando con energie sempre nuove nell'impegno
dell'evangelizzazione. Lo Spirito saprà rendere fecondi i vostri sforzi anche là
dove essi potrebbero apparire umanamente destinati al fallimento.
4. Attingete forza nell'assiduo dialogo con Dio. Lo Spirito
Santo è l'anima della preghiera, Egli che "intercede con insistenza per noi
con gemiti inesprimibili" (Rm 8,26). Come non sentirsi impegnati ad essere
soprattutto Pastori oranti? Cari e venerati Fratelli, lasciatevi costantemente
formare dallo Spirito stesso nell'arte dell'ascolto della Parola di Dio e
dell'incessante comunione con Lui. Sarete in tal modo disponibili ed atti a
comprendere in profondità i sacerdoti, i religiosi, i fedeli e tutti gli uomini
e le donne a cui si rivolge il vostro lavoro apostolico. A ciascuno di essi
potrete con gioia e coraggio offrire le risposte che vengono dal Vangelo, le
sole capaci di soddisfare l'intima sete di verità e di amore di ogni persona.
Da parte mia, mentre vi abbraccio e vi assicuro un costante
ricordo all'altare di Dio, vorrei confidarvi che conto, a mia volta, sulla
vostra preghiera, per poter adempiere nel modo migliore al ministero petrino che
mi è stato affidato. Rafforzi Iddio il vincolo spirituale che ci unisce, vincolo
sigillato dallo Spirito Santo e dalla celeste intercessione della Vergine Maria,
Madre di Cristo e della Chiesa. Insieme uniti, continuiamo a lavorare con
slancio rinnovato nel preparare il Popolo di Dio alla storica scadenza del
Grande Giubileo.
Con questi sentimenti, imparto di cuore a ciascuno di voi una
speciale Benedizione Apostolica, che estendo volentieri alle Comunità affidate
alle vostre cure pastorali.