Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Sono lieto di potervi incontrare e porgo il mio cordiale
benvenuto a tutti voi, Dirigenti e Soci dell'«Automobile Club d'Italia»,
un'Associazione che dal 1926, anno della sua fondazione, svolge un apprezzato
servizio nel vasto settore della vita sociale collegata con l'uso degli
autoveicoli. Ringrazio in modo particolare il Presidente, il Signor Rosario
Alessi, per le cortesi parole con le quali, nell'esprimere i sentimenti di voi
tutti, ha pure ben delineato le importanti attività dell'Ente.
Con la vostra opera voi cercate di stabilire un significativo
punto d'incontro tra le giuste attese degli automobilisti e le necessarie
richieste da parte dell'autorità governativa nazionale. In un'epoca di rapidi
cambiamenti, la mediazione che offrite fra le esigenze delle diverse componenti
sociali si presenta non sempre facile. Importante è non dimenticare mai che ogni
servizio all'uomo ed alle sue legittime rivendicazioni deve tendere alla
promozione del vero bene e della dignità della persona in tutte le sue
dimensioni.
Auspico, pertanto, che il vostro lavoro costituisca un
contributo qualificato a migliorare le condizioni di vita, assecondando i più
nobili aneliti presenti nel cuore dell'uomo, promuovendo il rispetto e la difesa
della vita ed allargando, al tempo stesso, l'attenzione alla salvaguardia
ecologica dell'ambiente, da conservare integro per le future generazioni.
2. Tutti riconosciamo l'indispensabile contributo che l'auto
fornisce all'attività dell'uomo, sia essa riferita all'ambito del lavoro, dello
svago o dello sport. Lo sviluppo delle vie di comunicazione ha accorciato
notevolmente le distanze, accrescendo le possibilità di incontro e di scambio
culturale ed economico tra le diverse nazioni e rinsaldando i comuni rapporti di
amicizia e di solidarietà. I moderni mezzi di trasporto possono persino
facilitare e favorire il lavoro apostolico e le attività di sostegno ai
fratelli.
Nelle finalità istituzionali del vostro Ente, che con lodevole
sforzo tiene in primaria considerazione la tutela del valore della vita, è poi
compresa l'istruzione automobilistica e l'educazione dei conducenti di
autoveicoli. Si tratta di un compito importante. Sappiate avvicinare con idonee
iniziative soprattutto i giovani perché, aiutati ad affrontare la guida e
rigorosamente preparati al rispetto delle norme di sicurezza stradale, usino in
maniera corretta e responsabile gli autoveicoli, così che essi non diventino
strumenti di morte. E' sempre molto elevato, purtroppo, il numero delle vittime
degli incidenti automobilistici e stradali.
Di grande rilievo è, a questo proposito, instillare in tutti i
conducenti uno stile di solidarietà e di fraterno soccorso verso quanti sulle
strade vengono a trovarsi in difficoltà. Sono circostanze nelle quali, come
nella parabola evangelica del buon Samaritano, gesti di amicizia gratuita e di
carità alleviano la pena di chi è vittima di un guasto meccanico o di un
incidente stradale.
3. Il vostro Presidente ha detto poc'anzi che, in occasione del
Grande Giubileo del Duemila, la vostra Associazione, in collaborazione con i
Clubs di tutto il mondo, ha predisposto un programma straordinario di assistenza
sulle strade per i numerosi pellegrini che verranno a Roma in automobile. Vi
sono grato per questa iniziativa che, favorendo il regolare svolgimento
dell'importante appuntamento giubilare, offre un valido contributo per creare i
presupposti di una adeguata ricezione del messaggio e dei contenuti spirituali
dell'Anno Santo.
Continuate ad operare nella linea di una corretta politica di
sviluppo automobilistico e stradale, ispirata alle esigenze del bene comune.
Anche se talora questo impegno potrà comportare momentanee reazioni dettate da
interessi di parte, alla lunga esso contribuirà alla creazione di una cultura di
rispetto dell'uomo e di solidarietà a beneficio di tutti.
Con questi auspici, mentre vi ringrazio per l'odierna visita,
invoco dal Signore per voi, per i vostri familiari e per tutti i membri
dell'Automobile Club Italia abbondanza di pace e di cristiana prosperità, e di
cuore vi benedico.
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1998 - Libreria Editrice Vaticana