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DISCORSO DEL SANTO PADRE
 GIOVANNI PAOLO II
A S.E. IL SIGNOR MANUEL MAS RIBÓ
AMBASCIATORE DI ANDORRA
PRESSO LA SANTA SEDE*

28 maggio 1998 

 

Signor Ambasciatore,

1. Con piacere ricevo le Lettere Credenziali che La accreditano come primo Ambasciatore del Principato di Andorra presso la Santa Sede! Nel porgerLe il mio cordiale benvenuto in questa occasione, desidero incontrarmi, per il tramite della sua persona, con un popolo molto amato, circondato dai Pirenei, di profonde radici cristiane e che fin dalle sue origini ha mantenuto uno speciale legame con questa Sede Apostolica.

In effetti, come Lei stesso ha ricordato nelle sue parole, la storia insegna che la stretta unione con la Chiesa è stata decisiva nella nascita di Andorra come Paese autonomo, nella salvaguardia della sua indipendenza lungo i secoli e nel consolidamento della sua identità come popolo. La tradizione cristiana e i valori morali hanno forgiato lo stile di vita dei suoi abitanti, particolarmente apprezzati per la loro disponibilità all'accoglienza, al dialogo e all'interscambio culturale.

2. In questi ultimi anni è stato attuato un notevole sforzo per migliorare ed adeguare alle attuali circostanze gli strumenti costituzionali e giuridici che reggono la Comunità, assicurando l'identità del Principato e la sua presenza attiva nel concerto delle nazioni. In tale processo non poteva mancare l'allacciamento di relazioni formali con la Santa Sede, che hanno lo scopo di rafforzare ed incrementare, in un clima di rispetto, comprensione e dialogo, una stretta collaborazione, la quale ridondi a beneficio del progresso umano, sociale e spirituale di tutti i figli di questo nobile popolo.

3. Tali relazioni pongono le basi istituzionali e giuridiche che permettono di operare con maggiore efficacia in favore del bene comune degli andorrani, al cui servizio si pongono le altre istituzioni. L'apporto della Chiesa, così presente nella storia e nella società del Principato, deriva dalla sua ferma convinzione del fatto che "la fede tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell'uomo, e perciò guida l'intelligenza verso soluzioni pienamente umane" (Gaudium et spes, 11). Per questo, a partire dalla sua visione integrale e trascendente dell'uomo, essa continuerà instancabilmente a promuovere tutte quelle iniziative che favoriscono l'irrinunciabile dignità delle persone, come figli di Dio redenti dal sangue di Cristo. Mediante l'esercizio della missione che le è propria, senza invadere né soppiantare le responsabilità dell'Autorità civile, incoraggerà le persone a condurre una vita in accordo con la loro vocazione e a costruire una società sempre più umana.

Nelle sue relazioni con gli Stati, la Chiesa non cerca privilegi, né persegue interessi diversi dal bene stesso delle persone e dei popoli, il cui futuro dipende soprattutto dalla loro capacità di incarnare i valori fondamentali di libertà, giustizia e solidarietà, che stanno alla base di ogni convivenza pacifica e del progresso autenticamente umano.

A tale riguardo, in Andorra la Chiesa svolge una parte importante nel campo dell'educazione ai diversi livelli, che è auspicabile si consolidi nel futuro attraverso le formule più idonee. In effetti, non può mancare alle nuove generazione una formazione solida e ben organizzata, che permetta loro di crescere in armonia con le profonde convinzioni dei loro antenati, i quali, gelosi della propria libertà, amanti della loro patria e affezionanti alla loro fede cattolica, hanno saputo mantenere unita, prospera e allo stesso tempo aperta alla storia, la comunità del Principato. Questa sarà la migliore garanzia per il futuro di un popolo che non aspira ad altre grandezze che alla nobiltà della propria gente.

4. Le radici cristiane e i valori morali che hanno caratterizzato Andorra attraverso la storia, possono essere anche un valido contributo nell'ordine internazionale e nella costruzione della nuova Europa, delle cui istituzioni è entrata a far parte negli ultimi anni. Si tratta di un fatto importante per tutti, perché nasce dalla convinzione che niente può essere fatto oggi senza ascoltare tutte le voci e che nessuno può esimersi dall'affrontare le grandi responsabilità dell'attuale momento storico. La comunità del Principato ha desiderato assumersi anche il ruolo che le spetta nei confronti del mondo, per contribuire con la sua esperienza e sapienza secolare al compito di rafforzare le basi della pacifica convivenza tra i popoli nel contesto della giustizia e della solidarietà. Formulo fervidi voti affinché, anche sotto questo aspetto, le relazioni diplomatiche costituiscano un valido strumento che serva alla promozione nelle istituzioni internazionali di quei valori fondamentali che permettono all'uomo di vivere in accordo con la propria autentica dignità e costruire, alle soglie del Terzo Millennio, la nuova civiltà mondiale della vita e dell'amore.

5. Signor Ambasciatore, prima di terminare questo incontro, desidero assicurarLe la mia stima e apprezzamento, uniti con i miei più cordiali auspici che l'importante missione a Lei affidata sia feconda per il suo Paese. La prego di farsi interprete di questi sentimenti e voti presso le illustri Autorità di Andorra. Elevo la mia preghiera, per intercessione di Nostra Signora di Maritxell, celeste patrona del Principato, affinché l'Onnipotente assista con i suoi doni Lei, la sua famiglia, i suoi collaboratori, i Governanti del Principato, così come l'amato Popolo andorrano, sempre vicino al cuore del Papa.


*Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XXI, 1 p. 1083-1085.

L'Osservatore Romano 29.5.1998 p.7.

 

    © Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana


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