Carissimi Fratelli!
1. Benvenuti! A tutti voi il mio cordiale saluto, in occasione
di questa gradita visita, espressione di quel forte e sentito legame alla
Cattedra di Pietro che ha sempre caratterizzato la Federazione tra le
Associazioni del Clero in Italia. Saluto tutti voi con affetto e ringrazio, in
modo particolare, il vostro Presidente, che si è fatto interprete dei comuni
vostri sentimenti.
Mi sono note le attività che voi svolgete a favore di una larga
parte del Clero che vive ed opera in Italia. Voi cercate di venire incontro alle
speranze ed alle preoccupazioni che, a diverso livello, interessano la vita
spirituale, pastorale, sociale, giuridica ed economica di Presbiteri e Diaconi.
Grande è, pertanto, il vostro servizio all'interno delle singole diocesi e nel
tessuto connettivo dell'intera Chiesa in Italia.
Di questo mi rallegro, unendomi a voi nel rendere grazie al
Signore, che ama i suoi ministri con singolare predilezione e che proprio a loro
ha indicato l'atteggiamento del reciproco servizio come modello da testimoniare
e da annunciare a tutti i cristiani ed a tutto il mondo.
2. Vorrei, al tempo stesso, incoraggiarvi a perseverare nell'impegno
già profuso, intensificando gli sforzi, coordinando gli interventi e superando
eventuali ostacoli e scoraggiamenti.
Siate consapevoli che la vostra azione ridonda a beneficio
dell'intera Comunità ecclesiale, chiamata a rispondere oggi a inedite e
molteplici sfide.
Per quanto riguarda la vostra specifica missione al servizio del
Clero, tre emergenze mi sembrano di grande rilievo.
Anzitutto la fatica del dialogo nell'epoca
dell'indifferenza, particolarmente tra i Confratelli, con il proprio Vescovo,
con le comunità, con i lontani, con chiunque sia in difficoltà.
Alla indispensabile presenza di un proficuo dialogo si unisce
l'esigenza di una costante collaborazione, che è ricerca di un cammino
comune, tra ministri ordinati e laici, per la realizzazione del Regno di Dio nel
mondo.
In tale cammino, poi, si rende sempre più necessaria quella che
spesso viene definita come la concretezza dei segni nell'epoca
dell'inflazione delle parole. Si tratta cioè di costruire, attraverso l'umiltà
dei gesti, una trama reale e tangibile di amicizia e di condivisione.
3. Il Signore, cari Fratelli nel Sacerdozio, vi aiuti e vi
illumini con la potenza del suo Spirito, perché possiate aiutare la Federazione
tra le Associazioni del Clero in Italia a rispondere a queste istanze con
apertura di mente e di cuore.
A tal fine, invoco pure l'assistenza di Maria, Madre della
Chiesa, e, mentre vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, volentieri
imparto la Benedizione Apostolica a voi qui presenti ed a tutti coloro che fanno
parte della vostra Associazione.