Venerati Fratelli nell'Episcopato!
1. Siate i benvenuti nella Casa di Pietro! Vorrei ripetere a voi
le parole che il Signore Gesù rivolgeva ai Dodici, quando li riuniva intorno a
Sé dopo un periodo di missione: "Venite in disparte, in un luogo solitario, e
riposatevi un po'" (Mc 6,31).
Quello di oggi prolunga la serie, breve ma assai significativa,
dei miei incontri con i Pastori della Chiesa che è nella Repubblica Ceca, dopo i
mutamenti politici del 1989. Indimenticabile rimane il viaggio del 1990, come
pure la storica visita "ad limina" compiuta due anni dopo da tutti i Vescovi
delle due Conferenze Episcopali Ceca e Slovacca, ancora unite. Dopo la divisione
della Cecoslovacchia, per due volte sono venuto nel vostro Paese.
Indelebili impressioni ha lasciato nel mio animo la visita del
1995, durante la quale ho avuto la gioia di inscrivere nell'albo dei Santi Jan
Sarkander e Zdislava di Lemberk, due insigni figure che onorano la storia
secolare della vostra Chiesa, venuti ad aggiungersi alla folta schiera di anime
elette germogliate nel corso dei secoli nelle terre di Boemia, di Moravia e di
Slesia.
Le presenti osservazioni ed indicazioni si pongono in continuità
con quelle, più globali ed articolate, da me offerte alla vostra Conferenza
Episcopale, durante la visita che ho compiuto nello scorso anno, in occasione
del Millennio di S. Adalberto.
2. Mi piace vedere l'attuale visita "ad limina" nella
particolare luce che promana da questi coraggiosi testimoni del Vangelo. I Santi
Adalberto e Jan Sarkander indicano la via della fede professata e testimoniata
fino al sangue, come risposta alle diverse prove che la Comunità ecclesiale è
chiamata ad affrontare col mutare delle situazioni. E Santa Zdislava mostra la
famiglia come via privilegiata della Chiesa per rinnovare gli uomini e le
società con il fermento del Vangelo.
In effetti, l'impegno per la fede e la pastorale della famiglia
costituiscono due direttrici fondamentali dell'azione della Chiesa: la fede
richiama, per così dire, l'asse verticale, il compito prioritario di annunciare
Dio e condurre a Lui; la famiglia rappresenta piuttosto la dimensione
orizzontale, il tessuto sociale, da animare con i valori cristiani.
In ogni Continente e in ogni Paese, questo è il duplice impegno
a cui deve soddisfare l'azione pastorale. In particolare, in una realtà come la
vostra, contrassegnata, per un verso, dalla ricca tradizione spirituale della
regione e, per l'altro, dalle ferite della scristianizzazione e dalle sfide
della nuova fase socioculturale, gli obiettivi della fede e della famiglia
risaltano in tutta la loro urgenza.
Mi permetterò di attirare la vostra attenzione su due fenomeni,
che sono da tempo oggetto di speciale sollecitudine da parte dei Pastori della
Chiesa ormai in ogni parte del mondo, e che impegnano direttamente anche voi,
come so bene: mi riferisco alla nuova evangelizzazione, oggi contrastata dalla
diffusione delle sette, ed alle problematiche connesse con la morale familiare e
con il rispetto della vita. Ora, voi ben sapete che tali fenomeni esigono studi
specifici e risposte mirate: non possono venire affrontati con soluzioni di
corto respiro. Si richiedono interventi specifici, inseriti all'interno di un
piano pastorale d'insieme, che punti a consolidare le convinzioni di fondo su
cui si regge il comportamento privato e pubblico dei fedeli.
3. Sul piano della fede, anzitutto, è necessario un serio lavoro
di consolidamento delle basi della vita cristiana, per il quale le vostre
Diocesi sono dotate di strutture in genere assai valide, di cui vanno
legittimamente orgogliose. Tale patrimonio di persone e di mezzi richiede
tuttavia di essere costantemente alimentato ed aggiornato, perché mantenga la
sua efficienza nell'impegno di trasmettere il messaggio alla gente del nostro
tempo. Questo è stato lo spirito con cui avete vissuto il Decennio di
preparazione al millenario del martirio di Sant'Adalberto: un periodo di
rinnovamento spirituale, promosso dal compianto e venerato Cardinale František
Tomášek, che non mancherà di produrre i suoi frutti ben oltre la soglia del
terzo millennio.
In questa visuale, vi incoraggio a condurre avanti anzitutto la
pastorale liturgica e catechistica, ben radicata e sviluppata nelle vostre
parrocchie; come pure la multiforme pastorale della carità, che reca frutti
preziosi di testimonianza nelle normali situazioni di vita, ma che si esplica
con una continua inventiva nelle emergenze, come è avvenuto nel caso delle
alluvioni dello scorso anno e ancora recentemente. A questo proposito vorrei far
giungere una parola di lode per quanto i fedeli delle vostre diocesi, le
parrocchie, le associazioni e, in particolare, le Charita dell'intera
Repubblica, organizzate in una fitta rete di collegamenti, con progetti generali
e con interventi concreti, hanno compiuto in Moravia e, quest'anno stanno
compiendo nella Boemia orientale. Esse non si sono scoraggiate davanti agli
immani problemi, suscitati dalla furia distruttrice delle acque, e hanno offerto
un magnifico segno di solidarietà fattiva. Portate l'attenzione e il
compiacimento del Papa a quei vostri volonterosi Collaboratori che, senza
chiedere compenso alcuno e con ammirevole altruismo, hanno dato il loro aiuto
con tanta efficacia e altrettanta modestia.
4. La Chiesa deve oggi affrontare la sfida del secolarismo, che
esige un rinnovato slancio, sia nella direzione dell'approfondimento spirituale,
sia in quella dell'impegno missionario. E' l'urgenza della nuova
evangelizzazione, che coinvolge l'intera comunità cristiana.
Per questo esorto ciascuno di voi a coltivare sempre una stretta
e cordiale unità con il rispettivo presbiterio diocesano, affinché le linee di
azione tracciate dal Vescovo siano condivise idealmente e praticamente e il
dinamismo pastorale sviluppi tutta la sua efficacia.
Al tempo stesso, e proprio attraverso il lavoro formativo
guidato dai Sacerdoti, occorre far crescere nella spiritualità e nella
corresponsabilità il laicato, secondo gli orientamenti del Concilio Vaticano II.
Per raggiungere tale obiettivo è assai preziosa l'opera delle associazioni e dei
movimenti, a condizione che questi si muovano in costante sintonia con i
Pastori, e non si chiudano in se stessi, affinché i vari carismi contribuiscano
effettivamente all'edificazione dell'intera Comunità ecclesiale.
A tale scopo è indispensabile un'efficace pastorale della
cultura e delle comunicazioni sociali: mi compiaccio per la vivacità che anche
in questo settore dimostrano le vostre Diocesi. A voi soprattutto il compito di
promuovere tale attenzione e di vigilare sulla qualità dei contenuti. Sarà
particolarmente interessante ed utile, in questo campo aperto alla creatività,
il confronto e lo scambio di esperienze con altri Paesi europei, in un dialogo
costruttivo che non mancherà di rivelarsi vantaggioso per tutti.
5. Un'altra grande linea di azione è la pastorale familiare:
essa deve essere ribadita come un'esigenza prioritaria, da porre al centro della
vostra attenzione. Senza un serio e organico lavoro con le famiglie,
nell'attuale contesto culturale anche la pastorale vocazionale e quella
giovanile in senso lato diventano inevitabilmente più fragili. Come voi avete
sperimentato, le famiglie credenti sono state il baluardo della fede nei periodi
bui della persecuzione e le vocazioni sono nate naturalmente da quegli ambienti
di fede vissuta e provata come l'oro nel crogiolo. Esprimo pertanto il mio
apprezzamento per le molteplici iniziative in favore delle famiglie, dalle quali
dipende appunto la predisposizione del terreno favorevole per l'educazione dei
giovani e per le vocazioni. Una buona rete formativa al servizio delle famiglie,
che parta dalla parrocchia e, con l'aiuto dei movimenti e delle associazioni,
cerchi di coinvolgere le famiglie stesse per una presenza discreta ma incisiva
là dove la gente vive e soffre, appare anche come la più efficace risposta al
proselitismo delle sette e alla mentalità edonistica e permissiva, che mina alla
base la fecondità della vita cristiana.
Quale indispensabile servizio alle famiglie è da vedere anche
l'impegno per l'istituzione, la difesa e lo sviluppo delle scuole cattoliche.
Esse recano, per altro, un prezioso contributo alla stessa cultura della
Nazione, come l'esperienza ampiamente conferma. Vi esorto pertanto a sostenerle,
promovendo al tempo stesso l'insegnamento della religione nelle scuole statali,
perché questo corrisponde ad un diritto fondamentale degli adolescenti e dei
loro genitori.
A tale proposito, esprimo apprezzamento anche per l'impegno che
ponete perché i rapporti con le autorità civili siano sempre improntati a lealtà
e collaborazione. Ciò permetterà di affrontare nel modo più proficuo le varie
questioni che rimangono aperte e che è interesse sia della Chiesa sia dello
Stato portare a conveniente soluzione.
6. Carissimi Fratelli, vorrei ora rivolgermi più direttamente a
voi, con una parola personale di riconoscenza e apprezzamento per il vostro
generoso lavoro pastorale, e sopratutto per dirvi: coraggio, il Signore è con
voi! Quando più si fa sentire la fatica e quando maggiori sono le difficoltà
personali o ambientali, proprio allora voi potete contare su di una speciale
presenza di Cristo Buon Pastore, che vi chiama ad una più intima conformazione a
Lui nella fede e nella grazia del vostro stato.
Siate vicini ai Sacerdoti che la Provvidenza continua a
suscitare tra il vostro popolo. Sappiate ascoltarli, sostenerli, valorizzarli,
indirizzarli, richiamarli quando occorre, ma sempre con saggezza e soprattutto
con paterna carità. Siate per loro maestri di discernimento, perché essi, a loro
volta, sappiano educare le comunità loro affidate a discernere e a perseguire
quello che lo Spirito suggerisce per alimentare la fede e per mantenere alta la
temperie spirituale, che ha distinto le famiglie ceche, specie nei periodi
dell'oppressione atea.
Possa la Chiesa, che testimonia la sua fede in Cristo nella
vostra Terra, conoscere una fioritura di carismi e di iniziative che, grazie al
vostro ministero di Pastori, portino frutti abbondanti di vita cristiana alle
soglie del nuovo millennio.
Con questi voti vi affido a Maria Santissima, che la vostra
gente venera con tanta devozione negli innumerevoli santuari, sparsi in tutta la
Repubblica. Ella vi ottenga le grazie che maggiormente vi stanno a cuore e vi
sostenga sempre nel servizio ecclesiale. Vi accompagni anche la mia Benedizione,
che imparto di cuore a ciascuno di voi ed alle vostre Comunità diocesane.