Carissimi Ufficiali e Sottufficiali
del trentunesimo Stormo dell’Aeronautica Militare!
1. L’incontro, che ormai da diversi anni ho con voi e con le
vostre famiglie qui a Castelgandolfo, al termine del mio soggiorno estivo, mi
offre l’opportunità di salutare personalmente quanti mi hanno accompagnato nei
miei spostamenti lungo la penisola italiana e di ringraziarli cordialmente per
l’accortezza e la precisione con cui svolgono il loro apprezzato e generoso
servizio.
Se il Papa può recarsi in varie località d'Italia per realizzare
la sua missione papale, se può così rivolgere la sua parola a tante donne e
uomini d'ogni età e condizione sociale recando loro conforto, nel nome di
Cristo: se con la sua presenza può suscitare speranze, e richiamare ad ogni
persona di buona volontà quei nobili valori umani e cristiani che fanno parte
del patrimonio dell'intero popolo italiano, tutto ciò è reso possibile anche
mediante la vostra disponibilità e il vostro costante impegno.
Un ringraziamento particolare rivolgo al vostro Comandante per
essersi fatto interprete dei comuni sentimenti e per il dono della scultura che
nel bronzo fonde artisticamente l’emblema del vostro lavoro e lo stile che lo
caratterizza.
2. La mia gratitudine vuole manifestarsi anche in un segno
visibile: sono le onorificenze pontificie che ho la gioia di conferire
quest'oggi ad alcuni di voi, quale gesto di riconoscimento per tutti i membri
del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare.
Il mio affettuoso pensiero, va poi alle vostre famiglie: a voi,
mogli, figlie e figli di questi uomini chiamati a svolgere un compito non certo
facile. Voi siete per loro la “casa”, il punto di radicamento spirituale e
fisico, il riferimento delle scelte, lo scopo dei progetti. Con la preghiera e
la calda serenità dei rapporti familiari sosteneteli nell'adempimento del loro
dovere, accompagnandoli nel loro cammino professionale.
3. “I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia
l’opera delle sue mani” (Sal 19,1). Così canta l’antico salmista; e gli fa eco
il grido della folla di Gerusalemme che accoglie Gesù la Domenica delle Palme:
“Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli” (Lc 19,38).
La gloria di Dio, risplende nella bellezza del firmamento,
rifulge in modo sublime nell’armonia dei cieli. Essa è simbolo di quella pace
che Dio vive in sé e che vuole donare all’umanità, affinché la terra sia
riempita della sua gloria (cfr. Nm 14,21).
A voi, carissimi, che solcate i cieli rivolgo l'invito ad
ascoltare la voce divina, silenziosa e potente, mentre vi esorto a fare del
vostro lavoro quotidiano un servizio alla costruzione della pace.
Con tali sentimenti, invoco su tutti voi qui presenti la
protezione della Vergine Maria, Regina dei cieli, ed imparto di cuore a
ciascuno, alle vostre famiglie ed a quanti vi sono cari una speciale Benedizione
Apostolica.