Illustri Signori,
Gentili Signore!
1. Sono lieto di accogliervi in occasione del Convegno
Internazionale di Studi sul tema “Biblical language and contemporary
communication”, organizzato dalla "Lux Vide". Ringrazio il Dottor Ettore
Bernabei, Presidente della Società Lux, per le cortesi parole che mi ha
indirizzato a nome di tutti voi. Rivolgo un cordiale saluto a ciascuno dei
presenti, studiosi di esegesi biblica ed esperti dei moderni mezzi di
comunicazione sociale, che prendono parte a questo interessante Congresso.
La vostra visita mi offre la gradita opportunità di esprimere
stima ed apprezzamento per il vostro qualificato impegno di approfondimento e di
diffusione del messaggio biblico presso il grande pubblico attraverso i potenti
mezzi della comunicazione, in particolare mediante il cinema e la televisione.
Si tratta di un servizio di alto valore umano e spirituale, che merita di essere
sempre più amplificato e perfezionato. Ecco perché un convegno internazionale di
studi su questo tema non può non attrarre l’attenzione. Esso, infatti, si
inscrive provvidenzialmente all’interno dei molteplici tentativi ermeneutici che
oggi a vari livelli conducono a sempre nuove forme di attualizzazione del testo
sacro.
2. L'incontro tra la Rivelazione divina ed i moderni mezzi di
comunicazione sociale, quando è condotto nel rispetto della verità dei contenuti
biblici e nella correttezza dell'uso dei mezzi tecnici, è portatore di
abbondanti frutti di bene. Da una parte, infatti, esso comporta un'elevazione
dei mass-media ad un compito tra i più nobili, che in qualche misura li riscatta
da usi improprii e a volte banalizzanti. Dall'altra, offre possibilità nuove e
straordinariamente efficaci per avvicinare il grande pubblico alla Parola di Dio
comunicata per la salvezza di tutti gli uomini.
Va subito notato che alla natura della Sacra Scrittura
appartengono due fattori fondamentali fra loro diversi, ma mutuamente ed
intimamente connessi. Essi sono, da un lato, la dimensione assolutamente
trascendente della Parola di Dio, e, dall’altro, quella ugualmente importante
della sua inculturazione. A causa della prima caratteristica, la Bibbia non è
riconducibile a sola parola di uomo, e quindi a mero prodotto culturale. A
causa, però, della seconda caratteristica, essa partecipa inevitabilmente e in
maniera profonda della storia dell’uomo, riflettendone le coordinate culturali.
Proprio per questo - ecco la conseguenza importante - la Parola
di Dio ha “la capacità di propagarsi nelle altre culture, in modo da raggiungere
tutte le persone umane nel contesto culturale in cui vivono”. E’ quanto ha
ricordato opportunamente l’Istruzione della Pontificia Commissione Biblica su
“L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa” (Parte IV, B, Città del Vaticano
1993, p. 108), la quale specifica: “L’importanza sempre crescente dei mezzi di
comunicazione di massa ("mass-media"), stampa, radio, televisione, esige che
l’annuncio della Parola di Dio e la conoscenza della Bibbia siano propagati
attivamente con questi strumenti. Gli aspetti molto particolari di questi ultimi
e, d’altra parte, la loro influenza su un pubblico vasto richiedono per la loro
utilizzazione una preparazione specifica che permetta di evitare pietose
improvvisazioni, nonché effetti spettacolari di cattivo gusto” (Ivi, Parte IV,
C, 3, p. 116).
3. Questo provvidenziale incontro tra la Parola di Dio e le
culture umane è contenuto già nell'essenza stessa della rivelazione e rispecchia
la "logica" dell'Incarnazione. Come sottolinea il Concilio nella Costituzione
dogmatica Dei Verbum, "le Parole di Dio espresse con lingue umane si sono fatte
simili al linguaggio degli uomini, come già il Verbo dell'eterno Padre, avendo
assunto le debolezze della umana natura, si fece simile agli uomini" (n. 13).
Tale principio generale trova una propria specifica applicazione
nell'ambito dei mezzi di comunicazione di massa. Si tratta di favorire il
passaggio o, più precisamente, la trasposizione da una forma di linguaggio ad
un'altra: dalla parola scritta, ampiamente sedimentata nel cuore dei credenti e
nella memoria di un gran numero di persone, alla comunicazione visiva della
"fiction" filmica, apparentemente più superficiale ma, sotto certi aspetti,
perfino più potente ed incisiva di altri linguaggi.
Al riguardo, i tentativi succedutisi fino agli anni più recenti,
e fra i quali si inserisce il vostro qualificato lavoro, sono degni di
attenzione perché raggiungono in non pochi casi un notevole livello artistico.
Sono perciò lieto di esprimere il mio cordiale apprezzamento per questo
rinnovato interesse cinematografico sia per l'Antico che per il Nuovo
Testamento, soprattutto perché, pur nelle sue varie trasposizioni filmiche
inevitabilmente parziali, vostro intento è di presentare la Bibbia nella sua
globalità. Esso contribuisce a mantenere viva nelle persone quella "fame" e
quella "sete" della Parola di Dio, che il profeta Amos indicava come presente in
modo crescente sulla terra (cfr Am 8, 11).
Memore delle parole dell’Apostolo “purché in ogni maniera ...
Cristo venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene” (Fil
1,18), auspico che il vostro servizio a favore di una sempre maggiore diffusione
del messaggio biblico prosegua con rinnovato impegno, nell'intento di produrre
opere che all'aspetto artistico sappiano unire un profondo afflato religioso, in
grado di suscitare negli spettatori non soltanto ammirazione estetica, ma anche
partecipazione interiore e maturazione spirituale.
Mentre, pertanto, affido le vostre persone e tutte le vostre
attività alla celeste protezione di Maria, Madre del Verbo Incarnato, assicuro
il mio costante ricordo nella preghiera e tutti di cuore benedico.