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PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
ALL'INIZIO DELLA «VIA CRUCIS» AL COLOSSEO
Venerdì Santo, 2 aprile 1999
Padre Santo, amico delle creature, da sempre nel tuo Verbo ci hai amati
e pensati e hai voluto che riconoscessimo il tuo Volto nel volto del tuo
Unigenito nato dalla Vergine Maria. In lui, provato in ogni cosa, come
noi, escluso il peccato, hai compatito le nostre infermità; in lui
hai assunto il limite del dolore e della morte e ciò che era distrutto
l'hai ricostruito; in lui la tua misericordia si è estesa di generazione
in generazione per sempre. Padre Santo, guarda il tuo popolo che
dopo aver celebrato il memoriale della passione e morte del suo Signore
percorre orante, in attesa della risurrezione, la via della Croce. Siamo
in comunione con il grido di dolore del tuo Figlio, la cui eco si
prolunga nel grido che sale dalle infinite croci degli uomini e delle
donne di ogni tempo. Siamo in comunione con la sua offerta d'amore
mentre porta a compimento la sua passione: nel tempo drammatico della
sofferenza e della morte non cessi mai il dialogo fiducioso con te,
Padre, di noi figli nello Spirito del tuo Figlio. Egli vive e regna nei
secoli dei secoli.
* * *
Padre, nella tua prescienza conosci tutto prima che sia e quando è lo
guardi essere con il tuo sguardo imperscrutabile. Quanto è lontana da te
l'angoscia che mi opprime. L'angoscia che mi leggi in viso e nel cuore
è quella del presentimento. Tutto ti è comprensibile: anche questo;
eppure dubito talora che questa sofferenza non ti arrivi, poi subito di
questo mi ravvedo perché so la tua misericordia. Padre, che sta per
accadere che per te non sia già stato? Che cos'è questo sgomento?
C'è nel tempo qualcosa che m'affligge, il tempo è degli umani, per loro
lo hai creato,
a loro hai dato di crearne, di inaugurare epoche, di chiuderle. Il tempo
lo conosci, ma non lo condividi. Io dal fondo del tempo ti dico: la
tristezza del tempo è forte nell'uomo, invincibile.
© Copyright 1999 -
Libreria Editrice Vaticana
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