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PAROLE DI RINGRAZIAMENTO DI GIOVANNI PAOLO II
Cortile del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo
Gentili Signore e illustri Signori, 1. Al termine di questo concerto, desidero rivolgere un cordiale ringraziamento agli Artisti del Quartetto «Contempo», che con sensibilità e perizia ci hanno donato un momento di intensa contemplazione estetica. Il mio ringraziamento si estende anche all'Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, che ha progettato e organizzato questa serata musicale. I brani, nell'alternarsi di fasi serene e vivaci, drammatiche e struggenti, sono stati per noi tutti occasione di coinvolgimento e di riflessione. L'arte, infatti, sarebbe vuota esercitazione estetica, se non aprisse all'intuizione dell'aspetto più profondo della realtà, traducendosi in invito all'impegno, perché quanto è stato percepito non resti astrazione vana, ma si concretizzi nella vita di ogni giorno portandovi luce di bellezza e di verità. L'arte, ho scritto nella Lettera agli Artisti, è «appello al Mistero» (n. 10). Due indicazioni pedagogiche, in modo particolare, ci offre l'esperienza artistica: indicazioni che, a loro volta, diventano ispirazioni per la vita. La prima è data dalla constatazione dell'armonia che sboccia dalla diversità: la bellezza scaturisce da varie componenti, che non si annullano vicendevolmente, ma si fondono insieme in un unico disegno. La seconda è relativa alla nobiltà dei sentimenti: la bellezza non è mai frutto di appiattimento e mediocrità, ma di tensione verso ciò che è più alto e più perfetto. Nell'impegno di realizzare questi valori nell'esistenza quotidiana, le singole persone e le società crescono e maturano. 2. Un ulteriore motivo rende questa serata particolarmente lieta ed evocatrice: pochi mesi fa, ho avuto la gioia di visitare la Romania, incontrando Autorità e cittadini di quell'amata Nazione ed accogliendo nel mio cuore propositi e speranze delle donne e degli uomini di quell'illustre Terra. La musica di questa sera, quasi eco fedele delle ricchezze culturali del popolo romeno, riporta alla mia memoria quell'incontro straordinario, ricco di cordialità e di condivisione, e rinnova in me ammirazione sincera per la storia, la civiltà, le realizzazioni di quel grande popolo. A Lei, Signor Ambasciatore, chiedo di rendersi interprete presso le Autorità del suo Paese dei miei sentimenti di stima sincera e di cordiale vicinanza. Ai valenti Artisti auguro un lusinghiero cammino professionale e una ancor più soddisfacente realizzazione umana. Il Signore, Dio della bellezza e dell'armonia, riempia di gioia la vostra vita, colmando ciascuno delle sue benedizioni.
© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana
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