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VIAGGIO APOSTOLICO A CITTĄ DEL MESSICO
E A SAINT LOUIS (22-28 GENNAIO 1999)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE L'INCONTRO DI QUATTRO GENERAZIONI

Stadio «Azteca» (Cittą del Messico)
Lunedģ, 25 gennaio 1999

 

Fine di un secolo e di un millennio alla luce del Concilio Vaticano II

Amati fratelli e sorelle:

1. Fra poco si concluderanno un secolo e un millennio importantissimi per la storia della Chiesa e dell'umanità. In questo significativo momento siete chiamati a prendere nuovamente coscienza del fatto che siete i depositari di una ricca tradizione umana e religiosa. È compito vostro trasmettere alle nuove generazioni questo patrimonio di valori per alimentarne la vitalità e la speranza, rendendole partecipi della fede cristiana che ha forgiato il loro passato e deve caratterizzare il loro futuro.

Mille anni fa, nel 999 della nostra era, il furore di quanti adoravano un dio violento, definendosi suoi rappresentanti, fece scomparire Quetzalcóalt, il re-profeta dei Toltechi, perché si opponeva all'uso della forza per risolvere i conflitti umani. All'approssimarsi della morte, stringeva fra le mani una croce che per lui e per i suoi discepoli simboleggiava la coincidenza fra tutte le idee alla ricerca dell'armonia. Aveva trasmesso al suo popolo questi elevati insegnamenti: «Il bene si imporrà sempre sul male». «L'uomo è il centro di tutto il creato». «Le armi non saranno mai compagne della parola; è essa che disperde le nubi della tormenta affinché ci colmi la luce divina» (cfr Raúl Horta, El Humanismo en el Nuevo Mundo, cap. II). In questi e in altri insegnamenti di Quetzalcóalt possiamo vedere «una preparazione al Vangelo» (cfr Lumen gentium, 16) che gli antenati di molti di voi avrebbero avuto la gioia di accogliere cinquecento anni dopo.

2. Questo millennio ha conosciuto l'incontro fra due mondi, tracciando una rotta inedita nella storia dell'umanità. Per voi è il millennio dell'incontro con Cristo, delle apparizioni di Santa Maria di Guadalupe sul Tepeyac, della prima evangelizzazione e del conseguente insediamento della Chiesa in America.

Gli ultimi cinque secoli hanno lasciato un'impronta decisiva nell'identità e nel destino del Continente. Si tratta di cinquecento anni di storia comune, intessuta fra le popolazioni autoctone e le genti provenienti dall'Europa, alle quali si aggiunsero successivamente quelle provenienti dall'Africa e dall'Asia. Con il caratteristico fenomeno del meticciato è divenuto evidente che tutte le razze hanno eguale dignità e diritto alla propria cultura. In tutto questo lungo e complesso processo, Cristo è stato costantemente presente nel cammino dei popoli americani, dando loro come Madre la propria madre, la Vergine Maria, che voi tanto amate.

3. Come suggerisce il motto con cui il Messico ha voluto ricevere per la quarta volta il Papa - «Nasce un millennio. Riaffermiamo la fede» - la nuova epoca che si avvicina deve portare a consolidare la fede dell'America in Gesù Cristo. Sarà questa fede, quotidianamente vissuta da numerosi credenti, ad animare e ispirare le norme necessarie a superare le carenze nel progresso sociale delle comunità, soprattutto di quelle contadine e indigene, a sovrapporsi alla corruzione che permea tante istituzioni e tanti cittadini, a sradicare il narcotraffico, basato sulla mancanza dei valori, sulla bramosia del facile guadagno e sull'inesperienza giovanile, a porre fine alla violenza che contrappone in maniera cruenta fratelli e classi sociali. Solo la fede in Cristo dà origine a una cultura contraria all'egoismo e alla morte.

Genitori e nonni qui presenti: spetta a voi il compito di trasmettere alle nuove generazioni radicate convinzioni di fede, pratiche cristiane e sani costumi morali. In ciò, vi saranno di aiuto gli insegnamenti dell'ultimo Concilio.

4. Il Concilio Vaticano II, come risposta evangelica alla recente evoluzione del mondo e inizio di una nuova primavera cristiana (cfr Tertio millennio adveniente, n. 18), è stato provvidenziale per il XX secolo. Questo secolo ha visto due guerre mondiali, l'orrore dei campi di concentramento, persecuzioni e massacri, ma è stato anche testimone di progressi che fanno sperare per il futuro, come la nascita delle Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Sono quindi lieto di constatare i benefici derivati dall'aver accolto gli orientamenti conciliari, come il profondo senso di comunione e di fraternità fra i Vescovi d'America che, in stretta unione con il Papa, si è reso evidente nella celebrazione del Sinodo che ieri ho concluso solennemente, l'impegno crescente dei laici nell'edificazione della Chiesa, lo sviluppo di movimenti che danno impulso alla santità di vita e all'apostolato dei suoi membri, l'aumento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata che si osserva in diversi luoghi, fra cui il Messico.

Qui sono presenti quattro generazioni e vi chiedo: è vero che il mondo in cui viviamo è al contempo grande e fragile, eccelso, ma talvolta disorientato? Si tratta di un mondo per alcuni aspetti progredito, ma per altri retrogrado? E, tuttavia, questo mondo - il nostro mondo - ha bisogno di Cristo, Signore della storia, che illumina il mistero dell'uomo e che con il suo Vangelo lo guida nella ricerca di soluzioni ai principali problemi del nostro tempo (cfr Gaudium et spes, n. 10).

Poiché alcuni potenti hanno voltato le spalle a Cristo, questo secolo che si conclude assiste impotente alla morte per fame di milioni di esseri umani, anche se paradossalmente aumenta la produzione agricola e industriale; rinuncia a promuovere i valori morali, progressivamente erosi da fenomeni come la droga, la corruzione, il consumismo sfrenato e il diffuso edonismo; contempla inerme il crescente abisso fra Paesi poveri e indebitati e altri forti e opulenti; continua a ignorare la perversione intrinseca e le terribili conseguenze della «cultura della morte»; promuove l'ecologia, ma ignora che le radici profonde di qualsiasi attentato alla natura sono il disordine morale e il disprezzo dell'uomo per l'uomo.

5. America, terra di Cristo e di Maria! Tu hai un ruolo importante nella costruzione del mondo nuovo che il Concilio Vaticano II ha voluto promuovere. Devi impegnarti affinché la verità prevalga su tante forme di menzogna, affinché il bene si sovrapponga al male, la giustizia all'ingiustizia, l'onestà alla corruzione. Accogli senza riserve la visione conciliare dell'uomo, creato da Dio e redento da Gesù Cristo. Giungerai così alla piena verità dei valori morali, di fronte al miraggio di certezze momentanee, precarie e soggettive.

Noi che formiamo la Chiesa - Vescovi, sacerdoti, consacrati e laici - ci sentiamo impegnati nell'annuncio salvifico di Cristo. Seguendo il suo esempio, non vogliamo imporre il suo messaggio, ma proporlo in piena libertà, ricordando che solo Lui ha parole di vita eterna e confidando pienamente nella forza e nell'azione dello Spirito Santo nell'intimità del cuore umano.

Che voi, cattolici di tutte le generazioni del XX secolo, siate portatori e testimoni della grande speranza della Chiesa in tutti gli ambienti in cui Dio vi ha inviati come semi di fede, di speranza e di un amore senza confini per tutti i vostri fratelli!

(II parte)

Il XXI secolo, secolo della nuova evangelizzazione e della grande sfida dei giovani cristiani

6. L'anno prossimo celebreremo duemila anni da quando «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14). Il Figlio di Dio fattosi uomo ha insegnato a tutti ad essere uomini e donne autentici, provando compassione per le moltitudini che incontrava come pecore senza pastore e dando la propria vita per la nostra salvezza. La sua presenza e la sua azione proseguono sulla terra attraverso la Chiesa, suo Corpo Mistico. Per questo, ogni cristiano è chiamato ad annunciare, a testimoniare e a rendere presente Cristo in tutti gli ambienti, nelle varie culture ed epoche della storia.

7. L'evangelizzazione, compito primordiale, missione e vocazione propria della Chiesa (cfr Evangelii nuntiandi, 14) nasce proprio dalla fede nella Parola, che è la vera luce che illumina ogni uomo che viene a questo mondo (cfr Gv 1, 9). A voi che oggi siete uniti al Papa, qui o attraverso i mezzi di comunicazione sociale, dico: sentitevi responsabili di diffondere la luce che avete ricevuto!

Presto si concluderanno un secolo e un millennio in cui, nonostante i tanti conflitti, è stato promosso il valore della persona al di sopra delle strutture sociali, politiche ed economiche. A tale proposito, la nuova evangelizzazione ha con sé anche la risposta della Chiesa a questo importante cambiamento di prospettiva storica. Ognuno di voi, con il suo modo di vivere e il suo impegno cristiano deve testimoniare, in tutta l'America e nel mondo, che Cristo è il vero promotore della dignità umana e della sua libertà.

8. Noi discepoli di Cristo desideriamo che nel prossimo secolo prevalgano l'unità e non le divisioni, la fraternità e non gli antagonismi, la pace e non le guerre. Questo è anche un obiettivo fondamentale della nuova evangelizzazione. Voi, come figli della Chiesa, dovete adoperarvi affinché la società globale che si avvicina non sia spiritualmente indigente né erediti gli errori del secolo che sta terminando.

Per far questo è necessario dire sì a Dio e impegnarsi con Lui nell'edificazione di una nuova società dove la famiglia sia un ambito di generosità e di amore, la ragione dialoghi serenamente con la fede, la libertà favorisca una convivenza caratterizzata dalla solidarietà e dalla partecipazione. In effetti, chi possiede come guida e norma di vita il Vangelo non può rimanere in atteggiamento passivo, ma deve condividere e diffondere la luce di Cristo, anche con il proprio sacrificio.

9. La nuova evangelizzazione sarà seme di speranza per il nuovo millennio se voi, cattolici di oggi, vi sforzerete di trasmettere alle generazioni future il prezioso lascito di valori umani e cristiani che hanno dato un senso alla vostra vita. Voi, uomini e donne che con il passare degli anni avete accumulato preziosi insegnamenti di vita, avete la missione di far sì che le nuove generazioni ricevano una salda formazione cristiana durante la loro preparazione intellettuale e culturale, per evitare che il forte progresso li renda chiusi al trascendente. Infine, presentatevi sempre come instancabili promotori di dialogo e di concordia di fronte al predominio della forza sul diritto e all'indifferenza davanti ai drammi della fame e della malattia che affliggono grandi masse di popolazione.

10. Da parte vostra, voi giovani e voi ragazzi che guardate al domani con il cuore colmo di speranza, siete chiamati ad essere gli artefici della storia e dell'evangelizzazione nel presente e poi nel futuro. Una prova del fatto che non avete ricevuto invano un'eredità cristiana e umana tanto ricca, sarà la vostra decisa aspirazione alla santità, sia nella vita della famiglia che molti di voi formeranno fra qualche anno, sia donandovi a Dio nel sacerdozio o nella vita consacrata se chiamati a ciò.

Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato che tutti i battezzati, e non solo alcuni privilegiati, sono chiamati ad incarnare nella loro esistenza la vita di Cristo, ad avere i suoi stessi sentimenti e a confidare pienamente nella volontà del Padre, affidandosi senza riserve al suo piano salvifico, illuminati dallo Spirito Santo, pieni di generosità e di amore instancabile per i fratelli, soprattutto per i meno fortunati. L'ideale che Gesù Cristo vi propone e vi insegna con la sua vita è certamente molto elevato, ma è l'unico a poter dare pienamente senso alla vita. Per questo, diffidate dei falsi profeti che propongono altre mete, a volte più piacevoli, ma sempre ingannevoli. Non vi conformate al meno!

11. I cristiani del XXI secolo hanno inoltre una fonte inesauribile di ispirazione nelle comunità ecclesiali dei primi secoli. Coloro che vissero insieme a Gesù o ascoltarono direttamente la testimonianza degli Apostoli, sentirono la loro vita come trasformata e inondata da una luce nuova. Dovettero però vivere la loro fede in un mondo indifferente e persino ostile. Far penetrare la verità del Vangelo, sconvolgere molte convinzioni e costumi che denigravano la dignità umana richiese grandi sacrifici, una ferma costanza e una grande creatività. Solo con la fede incrollabile in Cristo, alimentata costantemente dalla preghiera, dall'ascolto della Parola e dalla partecipazione assidua all'Eucaristia, le prime generazioni cristiane riuscirono a superare quelle difficoltà e a fecondare la storia umana con la novità del Vangelo, versando, molte volte, il proprio sangue.

Nella nuova era che si schiude, era dell'informatica e dei potenti mezzi di comunicazione sociale, prossima a una globalizzazione sempre più fluida delle relazioni economiche e sociali, voi, carissimi giovani, e i vostri coetanei avete dinanzi la sfida di far sì che la mente e il cuore dell'umanità si aprano alla novità di Cristo e alla gratuità di Dio. Solo in questo modo si allontanerà il rischio di un mondo e di una storia senza anima, insuperbita dalle sue conquiste tecniche ma carente di speranza e di significato profondo.

11. Voi giovani del Messico e d'America dovete fare in modo che il mondo che un giorno vi sarà affidato sia orientato a Dio e che le istituzioni politiche o scientifiche, finanziarie o culturali si pongano al servizio autentico dell'uomo, senza distinzione di razza né di classe sociale. La società di domani dovrà sapere grazie a voi, attraverso la gioia che proviene dalla vostra fede cristiana vissuta in pienezza, che il cuore umano trova la pace e la piena felicità solo in Dio. Come buoni cristiani, dovete essere anche cittadini esemplari, capaci di lavorare insieme agli uomini di buona volontà per trasformare popoli e regioni, con la forza della verità di Gesù e di una speranza che non viene meno davanti alle difficoltà. Cercate di mettere in pratica il consiglio di San Paolo: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (Rm 12, 21).

12. Vi lascio come ricordo e come pegno le parole di congedo di Gesù, che illuminano il futuro e ravvivano la nostra speranza: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).

Nel nome del Signore, andate ad evangelizzare con decisione il vostro ambiente affinché sia più umano, fraterno e solidale, più rispettoso della natura che ci è stata affidata. Trasmettete la fede e gli ideali di vita a tutte le genti del Continente, non con inutili scontri ma con la testimonianza della vostra vita. Rivelate che Cristo ha parole di vita eterna, in grado di salvare l'uomo di ieri, di oggi e di domani. Rivelate ai vostri fratelli il volto divino e umano di Gesù Cristo, Alfa e Omega, Principio e Fine, il Primo e l'Ultimo di tutta la creazione e di tutta la storia, anche di quella che state scrivendo con la vostra vita.

 

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

 

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