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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA (5-17 GIUGNO 1999)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA VISITA ALLA CHIESA DEI
PADRI BASILIANI GRECO-CATTOLICI

  Chiesa greco - cattolica (Varsavia) - Venerd́, 11 maggio 1999

   

Sia lodato Gesù Cristo!
Cari Fratelli e Sorelle!

1. A tutti i presenti rivolgo un cordiale saluto. Saluto in modo particolare l’Arcivescovo Jan, Metropolita di Przemysl-Warszawa, come pure il Superiore Generale dell’Ordine Basiliano di San Giosafat, il Protoarchimandrita Dionisio, insieme con i superiori provinciali della Polonia, dell’Ucraina, della Slovacchia, della Romania e dell’Ungheria. Esprimo la mia gioia per l'elevazione all'Episcopato del vostro Provinciale, P. Vladimiro, destinato alla sede di Wroclaw-Gdansk. Lo saluto di tutto cuore, come pure i sacerdoti, le religiose, i fratelli e i fedeli laici della Chiesa greco-cattolica, tutti a me cari.

Sono lieto di poter visitare questo tempio basiliano per la seconda volta. Venni qui come Pontefice la prima volta nel 1979, ma i tempi erano diversi e l'incontro non poté essere annunciato in anticipo. Con quella mia visita ho voluto esprimere il mio grande riconoscimento non solo all’Ordine dei Padri Basiliani, ma a tutta la Chiesa greco-cattolica, costretta allora al silenzio.

La numerosa presenza oggi della gerarchia, del clero, dei rappresentanti delle comunità religiose e dei fedeli laici testimonia il fatto che voi, di nuovo, potete professare liberamente la vostra fede e rendere lode a Dio uno e trino. Insieme a voi ringrazio la divina Provvidenza per quest’incontro ed esclamo con gioia insieme al Salmista: “In te, Signore, ci siamo rifugiati, mai siamo stati delusi. Sei stato per noi la rupe che ci accoglieva, la cinta di riparo che ci salvava e non ci hai consegnati nelle mani del nemico. Quanto è grande la tua bontà, Signore” (cfr Sal 30[31], 2-3.9.20).

2. La vita cristiana è una continua lotta per l'avvento del regno di Dio, che entrò nella storia umana e definitivamente realizzato da Cristo. Tale regno, tuttavia, non è di questo mondo; esso è del Padre e soltanto il Padre può realizzarlo tra gli uomini. Ad essi è affidato il compito di essere terreno fertile, nel quale il regno possa svilupparsi e crescere. A volte occorre sopportare grandi sacrifici e persecuzioni perché ciò avvenga. Nell’arco dei secoli, la vostra Chiesa venne sottoposta molte volte a simile prova di fedeltà, specialmente durante il governo degli zar, come pure sotto il regime comunista ateo.

Rendo grazie a Dio per l’elevazione alla gloria degli altari di quei vostri fratelli, che offrirono la somma testimonianza a Pratulin. Oggi tutti insieme ci troviamo davanti alle loro reliquie e alla loro icona e fissiamo il loro luminoso esempio di una fede semplice, sincera e sconfinata. Con grande venerazione ricordiamo anche la moltitudine dei nostri contemporanei “martiri e confessori della fede della Chiesa in Ucraina (...). Essi hanno conosciuto la verità, e la verità li ha resi liberi. I cristiani d’Europa e del mondo, chini in preghiera sul limitare dei campi di concentramento e delle prigioni, devono essere riconoscenti per quella loro luce di Cristo, che essi hanno fatto risplendere nelle tenebre. Queste, agli occhi del mondo, sono apparse per lunghi anni vincenti, ma non hanno potuto spegnere quella luce, che era luce di Dio e luce dell’uomo offeso ma non piegato” (Lettera Apostolica per il quarto centenario dell’Unione di Brest, 4).

Incoraggiati dall’esempio di questi intrepidi testimoni della fede, potete e dovete accettare con coraggio le grandi sfide che vi si pongono dinanzi. Oggi, come non mai, le nazioni hanno bisogno della luce del Vangelo e delle energie che da esso scaturiscono, per realizzare il regno di Dio nel mondo e nel cuore degli uomini. I nostri fratelli che per lunghi anni ne furono privati hanno bisogno di questa luce.

3. Mi rivolgo in modo speciale a voi, Padri e Fratelli dell’Ordine Basiliano di San Giosafat. Nella Lettera apostolica Orientale lumen scrissi: “Il monachesimo è stato da sempre l’anima stessa delle Chiese orientali” (n. 9). Queste parole si possono riferire anche alla Comunità Basiliana, che nel corso della sua lunga storia è stata sempre una piccola parte viva della Chiesa greco-cattolica.

San Basilio il Grande, uno dei più eminenti Padri della Chiesa Orientale, indicò a quanti volevano donarsi totalmente a Dio la via della vita monastica, “dove il precetto della carità concretamente vissuta diventa ideale di convivenza umana, e dove l’essere umano cerca Dio senza barriere e impedimenti” (cfr Orientale lumen, 9). San Basilio è per voi modello del servizio perfetto di Dio e della Chiesa. Tutta la sua vita fu una coerente realizzazione della virtù della fede e la pratica dell’amore attivo, nello spirito dei consigli evangelici. Nel corso dei secoli l’insegnamento di San Basilio portò frutti maturi di vita religiosa, prima di tutto in Oriente.

Il canto a voi noto dice: “Rallegrati, Basilio, gerarca santo, Patriarca di Cesarea, oggi ti vogliamo onorare”. Rallegrati alla vista delle moltitudini di discepoli attirati nell’arco dei secoli dall’esempio della tua santa vita e dal tuo insegnamento ascetico, lasciatici come perpetuo patrimonio di tutto il cristianesimo. Rallegrati di tanti tuoi figli spirituali che, mediante la santità della vita, divennero testimoni della trasformante grazia di Dio, e con la profondità e la perspicacia della mente conoscevano e predicavano i meravigliosi misteri del Padre che danno la vita. Hanno confermato la loro fedeltà alla Chiesa nello spazio dei secoli, sopportando con coraggio le persecuzioni, le sofferenze e perfino la morte. Tra loro vi furono anche Vescovi, Padri e Fratelli del vostro Ordine.

4. Cari Padri e Fratelli!

Alle soglie del terzo millennio cristiano, la divina Provvidenza pone dinanzi a voi importanti compiti da realizzare. Come persone consacrate a Dio, dovete essere il sale della terra, segno particolare e modello di fedeltà alla vocazione cristiana sulla via dei consigli evangelici: povertà, castità e obbedienza. Oggi gli uomini hanno tanto bisogno di modelli da imitare, specialmente in quei Paesi dove la Chiesa è stata sottoposta a dure persecuzioni ed ha sperimentato dolorose umiliazioni.

Siete chiamati alla preghiera. Che essa scandisca le singole tappe di ogni giornata della vostra vita. Ho in mente, anzitutto, la Liturgia eucaristica, il coro comune, la preghiera privata con la meditazione della Sacra Scrittura, la lettura degli scritti dei Padri Orientali della Chiesa, in modo speciale delle opere di San Basilio il Grande. Avete bisogno di preghiera perché, grazie ad essa, vi santificate e vi perfezionate interiormente. Il mondo ha bisogno della vostra preghiera, specialmente quanti sono alla ricerca del senso della vita o della guarigione interiore.

Su di voi grava il dovere di una fedele osservanza delle vostre tradizioni liturgiche. In Oriente furono soprattutto i monasteri il luogo della celebrazione della liturgia in tutta la sua bellezza e maestà. Questa antica tradizione dovrebbe essere osservata fedelmente da voi e trasmessa alle future generazioni di religiosi. “Essa è parte integrante del patrimonio della Chiesa di Cristo; la prima necessità per i cattolici è di conoscerla per potersene nutrire e favorire, nel modo possibile a ciascuno, il processo dell’unità” (cfr Orientale lumen, 1).

Vorrei anche attirare l’attenzione sull’importante problema dell’unità della Chiesa. L’Ordine Basiliano possiede grandi meriti in questo campo. I vostri predecessori si sentivano pienamente responsabili di quell’unità, per la quale con tanto ardore pregò Cristo durante l’Ultima Cena: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). Figura eminente è stato San Giosafat Kuncewicz, Vescovo e martire, che diede la propria vita per la grande causa dell’unità della Chiesa.

Lo sforzo a favore dell’unità ha bisogno di preghiera, che trasforma la nostra vita con la luce e la verità, rendendoci un’icona di Cristo. Perciò uno dei grandissimi compiti di tutte le comunità religiose è la preghiera sincera ed incessante. I cristiani che aspirano all’unità devono prima di tutto rivolgere gli occhi al cielo ed implorare Dio di destare sempre nuovamente il desiderio dell’unità, per ispirazione dello Spirito Santo. L’unità può essere raggiunta soltanto con l’aiuto della grazia divina.

Nel corso della storia avete dato testimonianza di un profondo impegno nelle opere d’apostolato, dimostrando sempre disponibilità a servire la Chiesa. Oggi, specialmente ad Oriente come pure in Ucraina, si sente un grande bisogno dell’evangelizzazione. La Chiesa vi guarda con speranza e fiducia, e conta sulla vostra collaborazione. Perché tale aiuto possa produrre i frutti attesi è necessaria un’istruzione teologica e un’adeguata formazione spirituale. Soltanto allora potrete servire bene gli uomini, mostrando con la vostra vita l’amore di Dio che si è manifestato in Gesù Cristo.

5. Cari Fratelli e Sorelle! Conservate con fervore la vostra tradizione come un peculiare patrimonio spirituale. Essa costituisce la forza della vostra vita e del vostro operato. Ricordate la grande testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e al Successore di San Pietro offerta dai vostri confratelli. Preferirono perdere la loro vita piuttosto che separarsi dalla Sede Apostolica. Le loro sofferenze e il loro martirio sono per la vostra Chiesa una fonte inesauribile di grazia ora e per il futuro. Dovete custodire nei vostri cuori questo grande patrimonio di fede, di preghiera e di testimonianza, per trasmetterlo alle generazioni che verranno.

La responsabilità per la Chiesa non è compito soltanto del Papa, dei Vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi. La Chiesa è il Corpo mistico di Cristo, di cui siamo responsabili tutti, senza alcuna eccezione.

Sono presenti in questo tempio i rappresentanti della vostra Chiesa: il clero, i consacrati, i fedeli laici della Polonia e di altri Paesi. Formiamo insieme una comunità riunita in Cristo.

Prego Iddio affinché la Chiesa greco-cattolica fiorisca di un’autentica vita cristiana e porti la Buona Novella a tutti i fratelli e a tutte le sorelle nell’Ucraina e nella diaspora. Perché, con spirito di responsabilità, custodisca l’unità di tutta la Chiesa e la sostenga attivamente mediante l'impegno nel campo ecumenico.

Vi affido alla protezione di Maria Santissima, Madre di Dio e Madre della Chiesa.

Madre di Dio, venerata dai cherubini
e famosa molto di più dei serafini.
Guarda benigna questa Chiesa cattolica orientale.
Aiuta i tuoi figli, eredi del battesimo di San Vladimiro,
affinché possano confessare con coraggio la fede nel Tuo Figlio
e colmi dell’amore, diventino testimoni
dell’ineffabile amore di Dio Uno e Trino
davanti a quanti sono alla ricerca di quest’amore.
Rafforza la loro speranza
sul cammino verso la casa del Padre.

Con la mia Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

 

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

 

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