Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Saluto con affetto tutti voi, fedeli delle diocesi di
Brescia, Vercelli e Chiavari, che con l'odierna vostra presenza intendete
ricambiare la visita che ho avuto la gioia di compiere alle vostre Comunità
diocesane. Saluto pure con grande cordialità voi, carissimi malati ed amici
dell'OFTAL, e voi, membri delle Confraternite qui presenti, venuti a Roma per
incontrare il Papa e sostare presso la tomba dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
Sono lieto di accogliervi all'indomani della solennità di san
Giuseppe. Chiamato ad essere il custode del Redentore, Giuseppe «fece come gli
aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1, 24).
Ispirandosi al Vangelo, i Padri della Chiesa fin dai primi secoli hanno
sottolineato che egli, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso
impegno all'educazione di Gesù Cristo (cfr S. Ireneo, Adv. haereses, IV,
23, 1), così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la
Vergine santa è figura e modello.
Possa il pellegrinaggio di tutti voi a Roma, cuore del
Cristianesimo, rafforzare la vostra fede in Cristo e la vostra fedele adesione
al suo Vangelo.
2. Mi rivolgo ora in modo particolare a voi, carissimi fedeli
della diocesi di Brescia! Vi saluto a uno a uno, con particolare benevolenza.
Saluto in special modo il vostro nuovo Vescovo Mons. Giulio Sanguineti, e il
Vescovo emerito Mons. Bruno Foresti. Saluto i sacerdoti, le religiose, i
religiosi, i seminaristi ed estendo il mio pensiero a tutta la famiglia
diocesana di Brescia. Sappiate che nell'animo del Papa è riservato uno speciale
posto per voi, concittadini dell'indimenticabile mio predecessore, il servo di
Dio Paolo VI, di cui proprio l'altro ieri si è svolta qui a Roma la Sessione di
chiusura dell'inchiesta diocesana.
Mentre esprimo il mio ringraziamento per la vostra visita,
ricordo con emozione i pellegrinaggi apostolici che la Provvidenza mi ha dato di
compiere nella vostra Città e fra le montagne della Valle Camonica. Vorrei
quest'oggi incoraggiarvi a proseguire nel vostro cammino di costante adesione a
Cristo ed al suo messaggio di salvezza. Facendo mie le parole del Papa vostro
concittadino, vi dico anch'io: «Siate fedeli, bresciani, promettete a voi stessi
ed assicurate alle nuove generazioni che conserverete saldo, forte, completo,
fecondo il patrimonio della fede cristiana» (Discorso del 25 gennaio
1965). L'esempio del Beato Giuseppe Tovini vi sia di incoraggiamento in questo
impegno di testimonianza coerente e generosa.
Vi assista Maria santissima, la «Madonna delle Grazie», che
Paolo VI amava e sovente ricordava con nostalgia. Il tenero amore del compianto
Pontefice verso la Madonna vi sia di esempio, e vi accompagni ogni giorno della
vostra vita.
3. Saluto, ora, voi, carissimi Fratelli e Sorelle di Chiavari
qui venuti insieme col vostro Vescovo, Mons. Alberto Maria Careggio. La vostra
presenza risveglia nel mio animo le emozioni provate durante la visita alla
vostra Diocesi nel settembre dell'anno scorso. Nel rendere con voi grazie al
Signore per quanto Egli ha compiuto nella vostra comunità, vi esorto a
continuare con vigore nell'itinerario della fedele testimonianza evangelica.
Rinnovo l'esortazione che allora vi rivolsi a crescere
nell'unità e nella missionarietà, aprendovi sempre più ai vasti orizzonti
dell'evangelizzazione. Affido voi e l'intera Comunità diocesana a Maria
Santissima che, con il titolo di "Nostra Signora dell'Orto", veglia come Patrona
su di voi e sulle vostre famiglie. Siate sempre a Lei devoti e sperimenterete in
ogni circostanza la sua materna protezione.
4. La mia parola si volge ora a voi, carissimi fedeli di
Vercelli, per ringraziarvi della cortesia con cui avete voluto contraccambiare
la mia visita alla vostra Città nel maggio dello scorso anno. Esprimo il più
cordiale benvenuto al vostro Vescovo, Mons. Enrico Masseroni, mentre ricordo con
gratitudine i suoi predecessori, Mons. Tarcisio Bertone, Segretario della
Congregazione per la Dottrina della Fede, ed il compianto Mons. Albino Mensa.
Ho sempre presente alla memoria l'accoglienza calorosa che mi
avete riservato durante il mio soggiorno tra voi e profitto di questa occasione
per salutare i sacerdoti, i consacrati e le consacrate, nonché tutti i
rappresentanti delle diverse componenti della vostra Comunità diocesana. A tutti
Don Secondo Pollo, che ho avuto la gioia di beatificare durante la mia visita
nella vostra Città, rinnova l'invito a "scommettere con lui sulla santità", che
è vocazione dell'intero popolo di Dio. Egli testimonia che seguire Gesù è
impresa esigente, ma anche fonte di gioia esaltante.
Nell'esprimervi il mio apprezzamento e la mia gratitudine per i
sentimenti che la vostra presenza e il vostro entusiasmo manifestano, vi
incoraggio a perseverare nei buoni propositi, così che i semi allora gettati
abbiano a recare frutto abbondante.
5. Carissimi malati ed amici dell'OFTAL, benvenuti! Mentre
abbraccio ognuno di voi e saluto cordialmente il vostro Presidente, Mons. Franco
De Grandi, penso con commozione alla compianta figura del vostro Fondatore,
Mons. Alessandro Rastelli, apostolo della sofferenza, che spese tutta la vita a
servizio dei malati. Voi avete continuato in questi anni a camminare sulla
strada da lui tracciata con entusiasmo e dedizione, ed oggi siete qui per
ringraziare il Signore e per rinnovare la vostra volontà di proseguire con
generosità in tale prezioso apostolato. Esprimo a voi, malati, ed a quanti a voi
si dedicano - medici, infermieri, farmacisti, amici volontari, accompagnatori,
sacerdoti, religiosi - la mia viva riconoscenza per l'esempio che offrite e per
la carità di cui siete silenziosi servitori ed eloquenti testimoni.
Maria Santissima, che ben conosce il valore redentivo dell'umano
soffrire, vi sia accanto nella vostra condizione di prova e talora di prolungata
malattia.
6. Porgo, infine, un saluto a voi, cari fedeli appartenenti a
diverse Confraternite. Saluto specialmente il vostro Presidente, Signor Nicola
Gerardo Marchese, ed i vostri assistenti spirituali. Siete venuti in
pellegrinaggio a Roma per venerare l'immagine del Santissimo Crocifisso nella
Chiesa di San Marcello al Corso e per rinnovare, presso le tombe degli Apostoli
e dei martiri, la vostra volontà di partecipare all'opera della nuova
evangelizzazione. Missionari di speranza e di cristiana solidarietà, portate
dappertutto la luce, la gioia, la grazia di Cristo. Siate fedeli testimoni di
Cristo nel mondo di oggi.
Carissimi Fratelli e Sorelle! A tutti voi, che siete venuti per
rendermi visita, auguro di proseguire generosamente l'itinerario quaresimale
verso la Pasqua. Accompagno questi voti con la Benedizione Apostolica, che
volentieri estendo alle vostre famiglie ed alle Comunità ecclesiali da cui
provenite.