Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Con vivo piacere do il mio benvenuto a ciascuno di voi,
membri delle Forze Armate Italiane, che così numerosi avete voluto rendermi
visita a conclusione del primo Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare. Saluto
con affetto il Vostro Pastore, Mons. Giuseppe Mani, e lo ringrazio per le
cortesi espressioni indirizzatemi a nome dei presenti. Con lui saluto gli
Ordinari Militari di altre Nazioni, che hanno condiviso con voi questo momento
di viva comunione. Il mio cordiale pensiero va, altresì, ai Rappresentanti delle
diverse Confessioni religiose, impegnati nell'assistenza spirituale ai militari,
che hanno voluto arricchire con la loro presenza i vostri lavori sinodali.
Desidero poi ringraziare il Signor Ministro della Difesa, gli
Onorevoli Sottosegretari ed i Capi di Stato Maggiore per la loro significativa
partecipazione ad un evento tanto importante della Chiesa Ordinariato Militare.
Mi è gradito, infine, far giungere il mio affettuoso saluto ai Cappellani ed
alle Religiose, che offrono il loro prezioso sostegno morale e spirituale a
quanti svolgono un così impegnativo servizio alla Comunità nazionale. Anche a
tutti coloro che a vario titolo collaborano con le Forze Armate porgo fervidi
voti di pace e di bene nel Signore risorto.
2. L'assistenza spirituale dei militari italiani, sin dall'unità
d'Italia, ha costituito un costante impegno per la Chiesa che, attraverso
l'azione generosa di molti sacerdoti, si è preoccupata di non far mancare la
Parola di Dio ed i Sacramenti a quanti erano impegnati al servizio della Patria.
Tale presenza divenne più diffusa ed organica dopo il primo Conflitto mondiale,
quando la Santa Sede, d'intesa con le Autorità dello Stato Italiano, assicurò
l'assistenza spirituale alle Forze Armate, costituendo il Vicariato Castrense
per l'Italia con un Ordinario Militare.
I Cappellani hanno svolto un ruolo spirituale ed umano
insostituibile, condividendo la vita ed i problemi dei militari ed offrendo a
tutti la luce del Vangelo e la Grazia divina. In questa attività, spesso umile e
nascosta, si sono distinte splendide figure di sacerdoti, che hanno onorato la
Chiesa e le Forze Armate.
Tra questi, mi piace ricordare il Beato Secondo Pollo, sacerdote
zelante e apprezzato educatore dei giovani, che concluse la sua vita terrena a
soli 33 anni, il 26 dicembre 1941, sul fronte del Montenegro, colpito da una
raffica di mitragliatrice mentre soccorreva i suoi alpini feriti in un’imboscata.
A lui, immolato nella violenza della guerra in quella stessa Regione balcanica,
dove nuovamente risuona un tragico rumore di armi, chiediamo di ottenere a
quella martoriata Terra il dono di una pace duratura e rispettosa dei diritti di
ogni popolo.
3. La provvidenziale spinta al sano aggiornamento impressa dal
Concilio Ecumenico Vaticano II, grazie all'azione sapiente e generosa degli
Ordinari Militari e dei Cappellani, ha trovato pronta accoglienza tra il popolo
cristiano militare, suscitando nuova coscienza di Chiesa e rinnovato impegno
soprattutto tra i fedeli laici. Si è passati così da un "servizio di Chiesa"
offerto ai militari, ad una "Chiesa di servizio", radunata tra quanti nel mondo
militare sono chiamati ad esercitare il loro sacerdozio battesimale operando per
la convivenza pacifica tra gli uomini, in unione a coloro che col sacrificio
della vita hanno reso la suprema testimonianza di amore.
Con la Costituzione Apostolica Spirituali Militum Curae,
del 1986, ho desiderato incoraggiare tale promettente cammino, configurando la
Chiesa Ordinariato Militare, come Chiesa particolare, territoriale, personale,
che nel nome stesso esprime la sua natura teologica, la sua struttura
organizzativa e la sua specificità. Di essa fanno parte i battezzati militari, i
loro familiari e parenti come pure i collaboratori che abitano la stessa casa, e
quanti per legge sono assunti al servizio delle Forze Armate o sono ad esse
collegati.
Con l'odierno incontro si conclude il primo Sinodo della vostra
Chiesa particolare, celebrato proprio alla vigilia del Grande Giubileo dell'Anno
Duemila. In questi tre anni di preghiera e di riflessione, sotto la guida del
vostro Pastore, avete avuto l'opportunità di rileggere alla luce della Parola di
Dio il piano che il Signore ha sulla vostra Comunità ecclesiale, della quale
avete approfondito l'identità di popolo di Dio radunato tra i militari
nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Vi siete di conseguenza
interrogati su come annunciare il Vangelo nell'ambito della vita militare
odierna.
Quante nuove prospettive di evangelizzazione e di servizio si
aprono alla Chiesa Ordinariato Militare alle soglie del Nuovo Millennio
cristiano!
4. Nelle società democratiche va affermandosi sempre più la
convinzione che le Forze Armate sono chiamate ad essere strumento di pace e di
concordia tra i popoli e di sostegno verso i più deboli. Come non ricordare, in
proposito, le numerose missioni, durante le quali i militari sono stati in prima
linea per offrire il loro aiuto generoso alle popolazioni colpite da calamità
naturali o da tragedie umanitarie? Come non pensare con ammirazione ai pericoli
ed ai sacrifici che incontrano quanti svolgono opera di pacificazione in Paesi
devastati da assurde guerre civili? Con questi interventi, i militari si
accreditano sempre più come difensori dei valori inalienabili dell'uomo quali la
vita, la libertà, il diritto e la giustizia. Concezione, questa, della vita
militare, in sintonia con il messaggio evangelico che apre alla Chiesa
Ordinariato Militare non poche opportunità pastorali. Nel vostro ministero voi
incontrate ogni anno la maggior parte della gioventù, chiamata a trascorrere
alcuni mesi sotto le armi. Si tratta di una peculiarità che fa apparire la
vostra Chiesa come una famiglia con molti figli giovani e vi dà l'occasione di
entrare a contatto con il mondo giovanile, con le sue speranze e le sue
delusioni.
Le attese e le problematiche giovanili, come pure le sfide che
esse costituiscono per la vostra Chiesa Ordinariato Militare, hanno avuto grande
spazio nell'Assise sinodale. Nell'esprimere il mio apprezzamento per il lavoro
compiuto, desidero esortarvi a guardare al mondo dei giovani con fiducia, certi
che ogni parola, ogni gesto di concreta attenzione, ogni fatica per aprire il
loro cuore a Cristo produrrà abbondanti e generosi frutti di bene nel loro
spirito.
Vi invito, altresì, a porre ogni cura per essere in mezzo a loro
testimoni prima che maestri ed icone viventi dei valori che annunciate. Siate
per loro sicure guide spirituali e sosteneteli ogni giorno con la vostra
preghiera ed il vostro esempio.
5. Come ha ricordato all'inizio il vostro Arcivescovo, il mondo
militare, nel passato come nel presente, si presenta spesso come veicolo di
evangelizzazione e luogo privilegiato per raggiungere le vette della santità:
penso ai Centurioni del Vangelo, penso ai primi soldati martiri ed a quanti nel
corso della storia, servendo un sovrano terreno, hanno imparato a diventare
soldati e testimoni dell’unico Signore, Gesù Cristo.
Il mio pensiero va, in particolare, al Servo di Dio, il
Brigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto, che in circostanze molto difficili
ha saputo testimoniare con il dono della vita la fedeltà a Cristo ed ai Fratelli.
Questa splendida schiera di credenti e di santi vi incoraggia a proseguire nel
vostro apostolato. Formulo voti che la celebrazione del primo Sinodo susciti in
voi entusiasmo e creatività per diventare sempre più, all'interno della Forze
Armate, fermento fecondo di speranza e di salvezza.
Con tali auspici, mentre invoco la materna protezione di Maria,
Regina della Pace, imparto di cuore alla Chiesa Ordinariato Militare, al suo
Pastore ed a ciascuno di voi, una speciale Benedizione Apostolica.