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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
A S.E. IL SIGNOR JAMES FARRUGIA
NUOVO AMBASCIATORE DI MALTA PRESSO LA SANTA SEDE*

Giovedì, 20 maggio 1999

 

Signor Ambasciatore,

Rispondo volentieri al Suo saluto con le parole di nostro Signore che, come Ella ha ricordato, costituiscono l'augurio rinnovato in ogni celebrazione eucaristica: "La pace sia con voi!". La pace sia con Lei, Signor Ambasciatore, con le Chiese di Malta e di Gozo e con tutto il Popolo maltese!

Ho potuto più volte ripetere questo saluto ai Maltesi nove anni fa, in occasione della mia visita pastorale a quel caro Paese. In verità, siamo vicini all'anniversario di quei giorni indimenticabili del maggio 1990, quando ebbi la grazia, Signor Ambasciatore, di soggiornare e pregare nella Sua Patria, ricordata già negli Atti degli Apostoli. San Paolo naufrago e gli altri scampati alla tempesta vi furono ricevuti "con rara umanità": "il «primo» dell'isola, chiamato Publio", li accolse ed ospitò "con benevolenza" e, quando partirono, i Maltesi li "fornirono di tutto il necessario" (cfr At 28,2-10).

La tradizione fa risalire a quel soggiorno di Paolo l'inizio della Chiesa di Malta e della fede dei Maltesi in Gesù Cristo. Questa fede si è sviluppata ed ha perseverato vigorosamente fino ad oggi, rafforzata dalle numerose prove e difficoltà affrontate nel corso dei secoli.

Ho avvertito questa fede, pregando con i Maltesi nella con-Cattedrale di San Giovanni, nel Santuario di Mellieha, nello stadio con i giovani, nella Grotta di San Paolo, nel Santuario della Madonna di "Ta' Pinu" e sull'isola di San Paolo.

Questa stessa fede è espressa nelle centinaia di chiese, piccole e monumentali che, costruite spesso con il sacrificio di persone semplici, caratterizzano molte strade cittadine o campestri dell'Isola.

E' la stessa fede che mi auguro costituisca la motivazione autentica delle tante e belle feste dei Santi che, radicate nella tradizione del Popolo maltese e celebrate anche con particolare impegno esteriore, si presentano come occasioni propizie per una seria catechesi e per un'autentica crescita nella vita cristiana.

Ella, Signor Ambasciatore, ha fatto cenno a grandi valori morali e civili, quali la pace, la vita e la famiglia. In particolare vorrei sottolineare l'importanza della famiglia, piccola Chiesa, dove, insieme con la vita, ha inizio e si sviluppa il germe della fede e dove si educano i figli a seguire la legge di Dio. Oggi l'istituto familiare è sottoposto a forti attacchi in varie parti del mondo. Anche in Malta si sta diffondendo una mentalità che rischia di contaminare i sani convincimenti della popolazione al riguardo. Proprio per questo l'Episcopato maltese ha preso di recente posizione sull'argomento mediante una pubblica dichiarazione, nella quale ha ribadito i principi di diritto naturale su cui poggia questa istituzione fondamentale ed ha ricordato che "famiglie stabili e unite sono il bene più importante e prezioso di una Nazione".

Esse sono anche un valore essenziale per la Chiesa. Nella famiglia, infatti, nascono e maturano le vocazioni all'impegno laicale come anche quelle al sacerdozio ed alla vita religiosa, ancora oggi numerose in Malta. E' un'immensa grazia ed una gioia, per la Chiesa e per l'intero Popolo di Malta, poter rinnovare quella stessa generosità dimostrata al naufrago Paolo. Malta può offrire sacerdoti, religiosi e religiose ad altre Chiese che ne hanno bisogno. Auguro che lo spirito missionario dell'Apostolo Paolo continui ad essere sempre più vivo nel cuore di tutta la popolazione dell'Isola.

Auspico, altresì, che cresca il numero di Maltesi capaci di distinguersi nella vita consacrata e nello zelo pastorale, quali fedeli interpreti della fede, della religiosità popolare e dello spirito missionario. Quanto è augurabile che la Chiesa che è in Malta, insieme con le comunità ecclesiali del mondo intero, possa gioire per il riconoscimento dell'eroicità e della santità di non pochi suoi figli!

Malta, nel centro del Mediterraneo, è, oggi più che mai, luogo di incontro tra popolazioni e culture diverse. Il noto spirito di accoglienza che caratterizza la gente maltese rafforza questa vocazione dell'Isola ad essere sede di confronto e di dialogo. E' un ruolo importante, che i Maltesi e le loro Autorità possono svolgere per la conoscenza e la comprensione tra i popoli, favorendo la pace e la cooperazione culturale, scientifica ed economica. E' questo l'augurio che il Papa formula con speranza e amore grande verso il popolo di Malta.

Signor Ambasciatore, Ella ha anche accennato alle relazioni tra le Istituzioni civili e la Chiesa che è in Malta. Grazie a Dio, esse sono ottime e ispirate al desiderio di un dialogo costruttivo, continuo e leale. Si tratta di un atteggiamento già ben sperimentato e che, negli anni passati, ha favorito il superamento di alcune difficoltà e la conclusione di proficui Accordi bilaterali. Sono certo che questo stesso spirito continuerà a caratterizzare i rapporti futuri tra la Sede Apostolica e la Nazione maltese.

L'assicuro, Signor Ambasciatore, che, da parte della Chiesa, questo desiderio di collaborazione è costante. Esso è anche testimoniato dalla cordialità con la quale ricevo oggi ed accolgo le Lettere Credenziali che La accreditano come Ambasciatore della Repubblica di Malta presso la Santa Sede. Questo stesso sentimento di cordialità si estende, attraverso la Sua persona, al Popolo di Malta, alle Autorità ed al neo-eletto Capo di Stato, Sua Eccellenza il Signor Guido de Marco.

Per questo Suo nuovo incarico di Ambasciatore, che corona una lunga vita dedicata al servizio del Suo Paese, ricoprendo importanti incarichi pubblici, Le presento i miei auguri più calorosi e La benedico insieme con i Suoi cari e con l'intero Popolo maltese.


*Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XXII, 1 p.1032-1034.

L'Osservatore Romano 21.5.1999 p. 8.

 

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

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