1. Sono lieto di rivolgere un particolare saluto a voi, gestori di
impianti di distribuzione di carburanti AGIP, convenuti a Roma, insieme
con i vostri familiari, in occasione del Grande Giubileo.
Ringrazio il Signor Cardinale Virgilio Noè, che si è fatto
interprete dei vostri sentimenti ed ha introdotto questo nostro incontro.
Il Gruppo ENI, di cui l'AGIP fa parte, ha realizzato la grande opera di
restauro della facciata della Basilica di San Pietro, e mi è
gradito in questa circostanza rinnovare l'espressione della mia
gratitudine a coloro che hanno curato questo impegnativo lavoro, il cui
risultato è oggetto di unanime ammirazione da parte di pellegrini e
visitatori.
2. Voi siete venuti per compiere il vostro pellegrinaggio giubilare e
per far visita al Successore di Pietro. Mentre con gioia vi accolgo,
desidero ricordare brevemente il senso del pellegrinaggio giubilare. Esso
esprime e favorisce il cammino di conversione, autentico scopo dell'Anno
Santo. Convertirsi significa operare un cambiamento di mentalità:
da quella "del mondo" a quella di Dio, che Cristo ci ha rivelato
e comunicato. Varcare la Porta Santa esprime precisamente la fede in
Cristo e la volontà di seguire Lui, che con la sua morte e
risurrezione ci ha fatto passare dal peccato alla grazia, da un modo di
vivere dominato da interessi egoistici ad un altro impostato secondo il
Vangelo, ispirato cioè all'amore di Dio e del prossimo.
Questa vostra visita si colloca, per una felice coincidenza, subito dopo
il Giubileo dei Lavoratori. E' spontaneo, pertanto, rivolgere anche a voi
l'augurio che ho formulato il primo maggio scorso all'intero mondo del
lavoro: che cioè la vostra attività professionale, con la
parte di fatica che essa inevitabilmente comporta, possa ben armonizzarsi
con la vita spirituale e familiare, per corrispondere al disegno del
Creatore.
3. Ogni attività umana, ed anche il lavoro, deve essere vissuta
dal credente in rendimento di grazie a Dio. Quest'azione di grazie con
antica parola greca diventata sacra ai cristiani si dice "eucaristia".
All'altare della Santa Messa portiamo anche le gioie e le fatiche del
lavoro quotidiano, perché il sacerdote le offra insieme con il pane
ed il vino. In questo la persona umana esprime la sua vocazione di
immagine di Dio e la attua pienamente nel Giorno del Signore, quando
partecipa alla celebrazione domenicale e si dedica con più libertà
alla famiglia, al riposo e ai rapporti fraterni. Auspico che le legittime
esigenze della vostra professione non vi ostacolino nel vivere in questo
modo la Domenica come il Giorno del Signore.
Mettere in pratica lo spirito del Giubileo significa porre al giusto
posto questi valori fondamentali, che non tolgono nulla all'attività
lavorativa, ma la collocano nella dimensione che le spetta, conferendole
il significato più autentico.
Vi auguro di cuore che il presente pellegrinaggio vi rafforzi
nell'impegno cristiano e, mentre vi assicuro un costante ricordo al
Signore, imparto a tutti voi una speciale Benedizione Apostolica.