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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
All'Illustrissimo Signore
1. Lo scorso 13 aprile ho avuto la gioia di
incontrare la grande famiglia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore,
convenuta nella Basilica di San Pietro per la celebrazione giubilare. E' stato
un momento di alta tensione spirituale, una vibrante testimonianza di fede e di
comunione. Ora la ricorrenza annuale della Giornata per l'Università Cattolica
mi offre un'ulteriore occasione di rivolgermi a Lei, Signor Rettore, e a tutta
la comunità che Ella rappresenta. Lo faccio ben volentieri,
considerando anche le significative ricorrenze del quarantesimo anniversario
della morte del Fondatore, P. Agostino Gemelli, e l'ormai imminente
ottantesimo anniversario di fondazione dell'Università stessa: circostanze,
queste, che offrono un motivo di speciale riflessione ai componenti di codesta
prestigiosa Istituzione, invitandoli ad un impegno sempre più generoso in
sintonia con le attese della Chiesa e della società. Nel rinnovare dunque i
miei sentimenti di stima e di affetto ai Docenti, agli Studenti e a quanti
sono a diverso titolo collegati con l'Università, riprendo il mio dialogo sul
difficile ma esaltante compito che è Loro affidato, quello di coniugare,
negli ambiti propri dell'attività accademica, l'audacia della ragione e la
*parresìa" della fede. 2."La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito
umano s'innalza verso la contemplazione della verità" (Fides et ratio).
Di fronte alla crisi della ragione, caratteristica di tanta parte della
cultura odierna, la fede deve assumersi la responsabilità di un supplemento
di sforzo, facendosi quasi
"samaritana
della ragione", perché questa recuperi pienamente se stessa, nella
propria nativa capacità metafisica e sapienziale.
Ponendosi in questa prospettiva, si ha immediatamente la percezione di quanto
prezioso sia il lavoro dei credenti impegnati nella ricerca, attraverso la
coltivazione delle discipline umanistiche e scientifiche, nelle quali si esprime
l'incoercibile anelito dell'uomo verso la conoscenza della verità. Mediante
questa indagine, aperta a sempre nuovi orizzonti, l'uomo non cerca solo delle
cose, ma se stesso, e in ultima analisi si apre al mistero di Dio. La conoscenza
sempre più adeguata della realtà va inoltre a vantaggio della vita sociale,
come anche della stessa pratica della fede, perché sia più illuminata e
matura. Per questo, nella Costituzione Apostolica
Ex corde Ecclesiae,
ricordavo che è proprio della vita universitaria "l'ardente ricerca della
verità e la sua trasmissione disinteressata ai giovani", insegnando loro
"a ragionare con rigore, per agire con rettitudine e servire meglio la
società umana" (n. 2). 3. Di ciò furono ben consapevoli coloro che ebbero il grande merito di
preparare e realizzare codesta Istituzione. Penso innanzitutto al Venerabile
Giuseppe Toniolo, a cui è intitolato l'Ente fondatore dell'Università
Cattolica. Mentre la Chiesa italiana è oggi impegnata nel "progetto
culturale", conviene ricordare l'impegno da lui profuso con passione
missionaria per assicurare alla cultura un'anima cristiana. Penso poi con
particolare ammirazione al Padre Agostino Gemelli, il fervente francescano che
diede vita e sicuro orientamento a codesta Istituzione che tanto onora
l'Italia cattolica. Il ricordo del Padre Gemelli, nel quarantesimo
anniversario della sua scomparsa, non può non suscitare anche una riflessione
sulla natura e sulla missione dell'Università Cattolica, che s'accinge a
celebrare i suoi ottant'anni di vita. E ciò è tanto più urgente in una
situazione storica come quella italiana in cui la riforma in atto dell'intero
sistema universitario rende necessario un ripensamento delle funzioni e della
ragion d'essere dell'Università come tale. 4. In realtà il progetto di un'Università libera e cattolica in Italia
continua ad essere di grande attualità. Attraverso questo qualificato
strumento i cattolici italiani possono, infatti, inserirsi in modo organico,
con un loro specifico contributo, nei vari ambiti della ricerca, mostrando
come l'argomentare razionale non solo non si opponga alla fede, ma trovi in
essa un'alleata per il suo autentico e fecondo esercizio. D'altra parte, da
una ragione forte e umile a un tempo, la stessa fede trae vantaggio per
evitare i rischi sempre latenti della superstizione e del magismo, e diventare
una fede pienamente rispondente alle esigenze della Rivelazione e alle istanze
autentiche dell'humanum. E', pertanto, un dovere imprenscindibile
dell'Università Cattolica quello di coltivare l'intima solidarietà
che deve stringere la fede alla ragione, testimoniandola non solo rispetto
agli interrogativi universali dell'essere umano, ma anche di fronte alle sfide
epocali poste, all'inizio del millennio, dalla società multietnica,
multireligiosa, multicontestuale, con le sue incessanti e frenetiche
trasformazioni. 5. In quest'orizzonte ben si coglie l'interesse del tema che è stato
scelto per la Giornata dell'Università Cattolica: "Una
cultura di solidarietà per il nostro Paese".
E' un tema che si apre su un complesso scenario, che Professori e Studenti
dell'Università Cattolica sono chiamati a "leggere" in profondità, misurandosi certo con la concretezza dei
fenomeni sociali, ma al tempo stesso cercando di andare alla radice dei
problemi. Spetta ad essi innanzitutto ricordare che una cultura di solidarietà,
per essere autentica e profonda, ha bisogno di quella che si potrebbe
qualificare come "solidarietà
della cultura", ossia di una prospettiva del sapere che, pur consapevole
dei suoi limiti, non si appaghi dei frammenti, ma si provi a comporli nella
direzione di una sintesi veritativa e sapienziale. Nulla è tanto devastante
nella cultura contemporanea quanto la diffusa convinzione che la possibilità
di raggiungere la verità sia un'illusione della metafisica tradizionale. E'
allora più che mai necessaria un'azione a vantaggio della cultura, che
potrebbe essere chiamata "opera
di carità intellettuale", secondo una pregnante espressione del Rosmini. 6. L'Università Cattolica, proprio in forza della sua ispirazione
cristiana, ha qualcosa di significativo da dire per rispondere a questo
appello di solidarietà che le viene dalla cultura del nostro tempo. In
particolare, essa è chiamata a contribuire al superamento di quella
mortificante divaricazione tra progresso scientifico e valori dello spirito
che spinge verso una prassi materialistica, il cui punto d'arrivo è una
società individualistica e competitiva, fonte spesso di ingiustizie e
violenze, di emarginazioni e discriminazioni, di conflitti e di guerre.
Il processo di globalizzazione economica, pur non privo di aspetti positivi, sta
portando nuove incrinature nel campo della solidarietà, in Europa e nel mondo.
Il valore della solidarietà è in crisi, forse principalmente perché è in
crisi l'esperienza che sola potrebbe garantirla quale valore oggettivo e
universale: quella comunione tra persone e popoli che la coscienza credente
riconduce all'essere tutti figli dell'unico Padre, il Dio che
"è
amore" (1 Gv 4,8). In Cristo Egli ci ha introdotti nella "pienezza
del tempo" (cfr Gal 4,4), chiamandoci all'autentica libertà
di una prassi di amore e di solidarietà. 7. Emerge allora l'esigenza di una "rifondazione" culturale, che non può non interpellare l'Università
Cattolica nella sua ricerca razionalmente rigorosa quanto ben radicata nella
fede e aperta al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà. Occorre
mirare ad una cultura che assicuri la centralità della persona, i suoi
inalienabili diritti, la sacralità della vita. È necessario promuovere una
cultura dell'accoglienza, del rispetto, della condivisione, ricordando che
"l'uomo non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero
di sé" (Gaudium et spes, 24), nel coinvolgimento della propria
libertà a favore del bene comune, oltre gli interessi individuali o di gruppo
e lontano dalla ricerca del profitto a tutti i costi. E' questa la solidarietà,
peculiare espressione di quel farsi prossimo che, con linguaggio
evangelico, chiamiamo carità - agape e che deve contraddistinguere la
vita dei discepoli di Cristo.
Così intesa, la solidarietà diventa il nome nuovo dato alla pace, il criterio
di ogni organizzazione civile improntata alla giustizia, il fondamento di ogni
democrazia politica che non voglia ridursi a pura retorica. Come altri Paesi,
anche l'Italia è attraversata oggi da tentazioni di razzismo, di introversione
e di chiusura egoistica: occorre cercare le forme storico-pratiche più idonee
perché la solidarietà non resti un'enunciazione di principio, ma diventi vita
vissuta. 8. Per tutto questo, non è di poco conto l'impegno di supporto
teorico-scientifico che l'Università Cattolica può offrire, valorizzando
quel coordinamento tra i saperi che la caratterizza proprio come università.
Essa deve dunque sentirsi impegnata a portare la molteplicità delle scienze a
una sintesi sapienziale che possa veramente aiutare l'uomo, orientandolo a una
convivenza civile giusta e pacificata; una sintesi che ponga rimedio alla
frammentazione radicale dei saperi, ben diversa dalla legittima autonomia
metodologica delle singole discipline. Tale frammentazione infatti esprime e
insieme aggrava quel disorientamento nella percezione del senso della vita,
che per tanti nostri contemporanei è spesso l'anticamera del nichilismo.
Di fronte a tali sfide, l'elaborazione scientifica dell'Università Cattolica,
già ricca in tanti campi, saprà sempre più nel futuro allargare l'orizzonte facendosi carico con sempre maggiore organicità
di quei gravi problemi contemporanei segnalati nell'Ex corde Ecclesiae:
"La dignità della vita umana, la promozione della giustizia per tutti,
la qualità della vita personale e familiare, la protezione della natura, la
ricerca della pace e della stabilità politica, la condivisione più equa
delle risorse del mondo e un nuovo ordine economico e politico, che serva
meglio la comunità umana a livello nazionale e internazionale" (n. 32).
In questa mappa di temi si gioca gran parte dell'agire solidale degli uomini e
delle donne del nostro tempo. E' compito dei cristiani il portarvi la luce del
Vangelo, quali testimoni di Colui che nell'Incarnazione "si è unito in
certo modo ad ogni uomo" (Gaudium et spes, 22), e ha mostrato col
dono della sua vita che cosa significa solidarizzare con gli altri. 9. Auspico, dunque, che l'Università Cattolica, mantenendosi fedele ai
grandi orientamenti cristiani della sua consolidata tradizione, incrementi il
suo servizio nell'educazione alla solidarietà delle giovani generazioni,
speranza del prossimo futuro del nostro Paese. E' un'educazione da offrire
attraverso l'insegnamento, ma anche creando nella vita quotidiana
dell'Università un autentico clima di comunione, giacché la solidarietà si
apprende per "contatto", più che per "nozioni", e va calata nella sfera dell'essere prima che in quella
dell'agire.
Perseveri l'Università Cattolica del Sacro Cuore nella sua missione! Si rinnovi
ulteriormente nello spirito e nelle strutture, riprendendo l'entusiasmo del suo
Fondatore!
Confidando nell'impegno che ogni componente della prestigiosa Istituzione vorrà
porre in questa direzione, invoco su progetti e propositi la protezione materna
di Maria, Sedes sapientiae, e invio una speciale Benedizione Apostolica a
Lei, Signor Rettore, al Corpo accademico, agli Studenti, ai Collaboratori, a
tutta la grande famiglia di sostenitori e amici dell'Università. Voglia il
Signore, in questo anno giubilare, dare nuovo slancio all'Università Cattolica
del Sacro Cuore, perché essa resti degna di tanti "testimoni", maestri di scienza e di vita, che hanno onorato la sua
storia e possa così rendere un servizio sempre più efficace alla cultura,
alla società, alla Chiesa di Dio che è in Italia. Dal Vaticano, 5 Maggio 2000
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