Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Siete convenuti numerosi in questa amata città di Roma per
compiere il vostro pellegrinaggio giubilare. A tutti rivolgo il mio saluto
cordiale. Il mio pensiero va in particolare ai fedeli della Diocesi di Ascoli
Piceno, che mediante questo pellegrinaggio giubilare intendono riaffermare i
loro stretti vincoli di comunione con il Successore di Pietro. Carissimi, siate
i benvenuti!
Porgo il mio cordiale saluto, anzitutto, a Mons. Silvano
Montevecchi, vostro Vescovo, e lo ringrazio per le gentili espressioni che, a
nome di tutti, mi ha rivolto. Attraverso di lui, desidero far giungere
l'assicurazione del mio ricordo nella preghiera all'intera Diocesi: ai cari
sacerdoti, ai consacrati, alle consacrate ed ai fedeli laici, con un particolare
pensiero per quanti cooperano attivamente alla vita della vostra Chiesa, ai
giovani, ai malati, ed a quanti cercano la Verità con cuore sincero. E'
presente oggi con voi pure il Padre Raniero Cantalamessa, vostro conterraneo e
Predicatore della Casa Pontificia, che saluto con affetto. Rivolgo, infine, il
mio pensiero deferente alle Autorità civili di ogni ordine e grado, che hanno
voluto unirsi a questo significativo incontro.
L'odierna visita ai luoghi giubilari avviene, per provvidenziale
disegno, nel contesto del Congresso Eucaristico Internazionale, che avrà domani
la sua solenne conclusione. Valga questa coincidenza a confermare tutti voi
nella fede e nella devozione verso il Sacramento del Corpo e del Sangue di
Cristo, che la Chiesa custodisce come prezioso tesoro, datole per sostenerla
lungo il cammino verso la Pasqua eterna.
2. Mi è noto il percorso pastorale che dal mese di ottobre ha
visto impegnate tutte le parrocchie della vostra Diocesi in una riflessione
approfondita sull'Eucaristia e sulla santa Messa. Durante questo periodo, sotto
la guida dei Padri Sacramentini, si sono svolte le Settimane Eucaristiche,
modulate sul tema: "Cristo, vita dell'anima, Signore della storia".
Ho appreso con gioia dei notevoli frutti che si sono raccolti, a
livello catechetico e pastorale, nei numerosi "Centri di Ascolto"
della Parola di Dio, attivati nelle famiglie. Converrà che l'esperienza,
aderendo al desiderio di molti, venga ulteriormente continuata, a vantaggio di
chi vuole giungere ad una conoscenza sempre più completa della propria fede.
L'iniziativa ha visto la collaborazione delle varie associazioni ecclesiali,
coinvolgendo nel cammino di approfondimento molte persone. Anche questo aspetto
merita di essere sviluppato.
L'impegno catechetico trova il suo compimento nella celebrazione
liturgica. L'evento pasquale, che viene annunciato, si realizza infatti
compiutamente nel mistero vissuto attraverso i doni sacramentali. Le settimane
eucaristiche organizzate nelle parrocchie e nelle vicarie della vostra Diocesi
vi hanno aiutato a prepararvi intensamente a vivere nella concretezza delle
situazioni quotidiane la dimensione eucaristica della vita ecclesiale. Ora,
gettata la semente, occorrerà coltivare il terreno, affinché sia sempre meglio
conosciuta e vissuta la liturgia della Croce, la liturgia della Luce, la
liturgia della Carità.
La riscoperta della pia pratica dell'adorazione eucaristica, con
sussidi preparati dalle Monache benedettine del monastero di Offida, vi ha
introdotto nella dimensione orante della vita ecclesiale. E', infatti, da un
dialogo costante e profondo con Cristo, presente in maniera specialissima
nell'Eucaristia, che trae vigore l'impegno della testimonianza e della missione,
affidato ad ogni battezzato, secondo il suo stato di vita.
3. La comunità ecclesiale diviene così «tenda dell'ascolto»,
per aprirsi poi alla condivisione con tutti: giovani, adulti, operai, anziani,
carcerati, ammalati, poveri, sposi, fidanzati, consacrati.
Al momento dell'evangelizzazione e della celebrazione, deve
corrispondere un valido impegno nell'ambito della carità, mediante gesti
concreti di solidarietà. So che la vostra Diocesi ha già programmato la
costruzione di un centro di pastorale giovanile in Sierra Leone e di una casa di
ospitalità per ragazzi portatori di handicap in Zambia. Nel vostro territorio
sono state pure inaugurate nuove strutture per l'aiuto a persone in difficoltà
materiali o spirituali. Continuate senza timore a servire i poveri che bussano
alla porta del vostro cuore. In essi è Cristo che passa a visitarvi, per
donarvi la sua grazia. Una fede rinvigorita, una speranza più salda,
un'instancabile carità saranno i frutti più preziosi della celebrazione
dell'Anno Santo.
4. Desidero ora rivolgere un saluto affettuoso ai Soci del
"Pio Sodalizio dei Piceni", antica e benemerita Confraternita romana,
che da ben quattro secoli opera per la conservazione e la promozione dei valori
umani e cristiani tra la numerosa e attiva comunità marchigiana di questa
città. Il mio pensiero cordiale si estende anche ai pellegrini delle parrocchie
dello Spirito Santo di Palo del Colle; di Santa Maria Assunta, in Civita,
dell'Eparchia di Lungro; ed inoltre ai partecipanti alla staffetta promossa dal
dopolavoro ferroviario di Udine, ai dipendenti della Cassa di Risparmio di
Ferrara, all'Associazione italiana Barman e Sostenitori, ai dipendenti delle
"Edizioni Frate Indovino" di Perugia. Saluto, infine, i membri della
Pontificia Accademia di san Tommaso, raccolti in questi giorni a Roma per la
loro prima Assemblea.
Carissimi, il Giubileo sia per tutti motivo di rinnovata
adesione a Cristo e al Vangelo per una sempre più incisiva testimonianza
cristiana nella società. Vi sostenga in questo cammino l'intercessione della
Madre di Dio e quella del Precursore di Cristo, che oggi la liturgia ricorda con
speciale onore.
Accompagno questi voti con la Benedizione Apostolica, che
volentieri imparto a voi, qui presenti, alle vostre famiglie ed ai vostri cari,
con particolare affetto per i malati e gli anziani, come anche per quanti, pur
desiderandolo, non hanno potuto essere qui con noi nell'odierno incontro.
Sia lodato Gesù Cristo!