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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE SUORE BENEDETTINE DELLA DIVINA PROVVIDENZA

Castel Gandolfo, 25 Agosto 2000

 

Carissime Suore Benedettine della Divina Provvidenza!

1. Sono lieto di accogliervi e di dare a ciascuna di voi il mio cordiale benvenuto. Vi ringrazio per questa visita, con la quale intendete confermare la vostra fedeltà al Successore di Pietro, in occasione del XXII Capitolo Generale, mentre è ancora vivo il ricordo del 150° di fondazione del vostro Istituto, celebrato lo scorso anno.

Desidero esprimervi il mio apprezzamento per il bene che realizzate in tanti Paesi del mondo e soprattutto per l'amore con cui vi ponete al servizio del Vangelo, attente alle attese e alle necessità dei piccoli, dei poveri e dei sofferenti. Nello stesso tempo, vorrei riflettere con voi sulle nuove frontiere che il Signore vi indica, perché l'esperienza maturata dalla vostra Congregazione in questi lunghi anni possa costituire, all'inizio del nuovo millennio, la felice premessa per una ancor più feconda stagione apostolica e missionaria.

Il vostro Istituto nacque come piccolo granello di senapa nella città di Voghera, in diocesi di Tortona, dalla fede e dalla generosità delle sorelle Maria e Giustina Schiapparoli, chiamate dal Signore a farsi madri amorose di tanti bambini dediti all'accattonaggio ed esposti ad un futuro carico di pericoli materiali e morali. Esse decisero così di aprire la loro casa ad alcune bambine abbandonate, perché venissero "formate alla religione, alla virtù e ai lavori del loro stato" (Lettera di Maria e Giustina Schiapparoli del 20 dicembre 1860) e, come mezzo per provvedere alle quotidiane necessità, scelsero il lavoro "di ago", nel quale erano esperte.

Il Signore benedisse il nuovo Istituto, che presto iniziò a svilupparsi, grazie all'arrivo di numerose giovani attratte dal medesimo ideale apostolico. Nel 1936, anno in cui la Sede Apostolica approvava e confermava le Costituzioni della Congregazione, essa cominciò ad estendere i suoi rami anche oltre Oceano. Oggi la vostra Famiglia religiosa è presente, oltre che in Italia, in Brasile, Paraguay, Bolivia, Messico, Guinea Bissau, Kenya, Romania, Albania e India, come "umile strumento di carità misericordiosa" per la "gioventù povera, disadattata e posta in condizioni pericolose" (Costituzioni, 1 e 5).

2. Nel contesto ricco di grazia e di speranza del Grande Giubileo dell'Anno 2000, avete scelto per il vostro Capitolo Generale un tema di grande interesse: "Rifondazione della vita religiosa come Suore Benedettine della Divina Provvidenza: mistica, vita fraterna e missione". Vi proponete in tal modo di rivisitare con umiltà e coraggio le sorgenti spirituali del vostro Istituto per attingere rinnovato vigore ed accogliere le sfide che si presentano alla vostra intraprendenza apostolica, all'inizio del terzo millennio cristiano. Guardando alla singolare esperienza delle Fondatrici, voi desiderate realizzare quasi una "rifondazione" della vostra "forma di vita", attraverso una maggiore adesione a Cristo, pietra angolare, che "è lo stesso ieri, oggi e sempre!" (Eb 13, 8).

Tale scelta, mentre chiede a ciascuna Suora Benedettina della Divina Provvidenza un forte impegno di conversione interiore e di gioiosa disponibilità alla chiamata del Signore, domanda, altresì, fedeltà creativa al carisma e attenta ricerca di uno stile di vita religiosa capace di realizzare "la convergenza armonica della vita interiore con l'attività apostolico-caritativa, intese come esigenze inseparabili della consacrazione religiosa" (Costituzioni, 2). Si rispecchia in tutto ciò la spiritualità di San Benedetto, il cui motto "Ora et labora" campeggia nello stemma del vostro Istituto. In tal modo, desiderate riproporre il volto autentico della vostra Congregazione per attrarre all'ideale apostolico che la contraddistingue nuove giovani desiderose di incontrare Cristo e di riconoscerlo nei volti spesso smarriti di tanti fratelli deboli e indifesi.

3. Per raggiungere questo vostro obiettivo, nel corso dell'Assise capitolare voi avete individuato nella mistica, nella vita fraterna e nella missione le vie privilegiate per continuare ad essere, sull'esempio delle Fondatrici, "presenza di Provvidenza". E' vostro desiderio realizzare la vostra missione soprattutto nel mondo dell'infanzia abbandonata, dei piccoli esclusi, dei giovani e degli adolescenti, condizionati dalla moderna mentalità consumistica e vittime spesso di violenze di ogni genere.

Voi sapete bene come ogni autentico progetto di rinnovamento debba fondarsi sull'approfondimento della fedeltà a Cristo nella Chiesa. E' in questo contesto che vanno ripensate la vostra consacrazione e la vostra missione! Voi intendete farlo guardando agli esempi di Maria, la Vergine orante e fedele, e ponendovi in ascolto degli insegnamenti di San Benedetto, grande maestro di vita spirituale. La Vergine possiede le chiavi di quanto Dio dona con amore agli uomini, e il Santo di Norcia, vostro "speciale protettore e padre", vi è di guida mediante la Regola, nella quale ammonisce i suoi figli a non anteporre nulla all'amore di Cristo (cfr Regola Benedettina, 4, 21).

La Madonna e il Santo Patriarca furono i saldi riferimenti dell'esperienza mistica delle Serve di Dio Maria e Giustina Schiapparoli, che vissero nel confidente abbandono alla Divina Provvidenza, a cui affidarono l'intera loro opera. Tale fiducia le condusse ad essere semplici ed umili, abbracciando con semplicità e gioia la dura fatica quotidiana. Amarono e seppero istillare nelle loro Figlie spirituali un genuino spirito di famiglia, capace di coinvolgere anche le bambine accolte in casa.

4. Sorelle carissime, l'esempio delle Fondatrici vi ricorda che l'autentica dimensione mistica va tradotta nell'esperienza di vita fraterna e nell'impegno apostolico. Qui, infatti, l'amore di Dio, la fiducia nella Provvidenza e lo spirito di povertà trovano la loro visibilità e la loro concretezza. Le Costituzioni vi ricordano che "la comunione con le Sorelle comporta di sapervi accettare ed aiutare fraternamente, di mettere in comune tutto: gioie, dolori, idee, preghiere, lavoro e di sapervi usare misericordia" (Art. 63).

In questa prospettiva, voi vi sforzate di superare la tentazione dell'individualismo, impegnandovi a coltivare un'autentica spiritualità di comunione. Ecco ciò che porterà le singole religiose ed ogni comunità a vivere una rinnovata e consapevole appartenenza alla Chiesa universale e locale, oltre che alla propria Famiglia religiosa, e ad essere immagine sempre più visibile e accogliente della Provvidenza divina.

5. "Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?... il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" (Mt 6, 31-33). Queste parole del Vangelo costituivano l'orizzonte spirituale ed il programma di vita delle Serve di Dio Maria e Giustina Schiapparoli. Dalla contemplazione del Padre celeste esse impararono a fare della loro vita un continuo atto d'amore per i piccoli, in atteggiamento di totale abbandono alla Provvidenza. Alle loro figlie spirituali hanno lasciato il compito di proseguire su questo stesso sentiero evangelico. Si tratta di una missione che, all'inizio del XXI secolo, è particolarmente attuale. Non è forse vero che in vaste aree del pianeta, purtroppo, l'infanzia è ancora vittima della fame, delle guerre, di tremende malattie come l'AIDS, e della perversione di adulti senza scrupolo, che insidiano la loro innocenza e compromettono gravemente il loro futuro? A tante forme di povertà e di bisogno non è possibile far fronte senza una grande fiducia nella divina Provvidenza, abbandonandosi alla quale è possibile diventarne in qualche modo un prolungamento "secondo le esigenze e le circostanze dei tempi e dei luoghi".

Ecco la sfida che si presenta al vostro Capitolo! Essa richiede un cuore grande e colmo di fede, capace di cercare sempre il Regno di Dio e la sua giustizia con audacia profetica e fiducia piena nella Provvidenza divina. Auspico di cuore che la rinnovata fedeltà al carisma delle Fondatrici vi sia di aiuto nel testimoniare l'accoglienza degli "ultimi", riconoscendo in essi la vera immagine di Cristo, che chiede di essere onorata, accolta e restaurata.

6. Carissime Sorelle! Siate consapevoli della vostra vocazione e proseguite nel cammino intrapreso. La vostra vocazione di Suore Benedettine della Divina Provvidenza costituisce un dono prezioso per la Chiesa; impegnatevi a viverla in perenne sintonia con la missione evangelizzatrice dell'intera Comunità ecclesiale. Chiamate ad essere "prolungamento della divina Provvidenza", siate pronte a testimoniare ovunque con fervore sempre nuovo i grandi valori della preghiera, della comunione fraterna, della laboriosità e del servizio evangelico ai piccoli, agli abbandonati ed agli esclusi. Ogni vostra Comunità sia annuncio concreto della civiltà dell'amore, che ha nella tenerezza provvidente di Dio il suo fondamento e la sua speranza.

Affido i lavori dell'Assemblea capitolare e l'intera vostra Congregazione alla celeste protezione della Vergine Santa e di San Benedetto da Norcia. Assicuro per ogni vostra intenzione un ricordo nella preghiera e imparto volentieri la Benedizione Apostolica alla Madre Generale, alle Capitolari, a tutte le Consorelle, a coloro che sono accolti nelle vostre case ed a quanti collaborano alla vostra missione.

 

© Copyright 2000 - Libreria Editrice Vaticana

 

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