2. Siete venuti in pellegrinaggio da molte città e nazioni per varcare
la Porta Santa; siete venuti per incontrare Cristo e riaffermare con decisione la
vostra volontà di camminare insieme con Lui verso un futuro più sereno e
responsabile. Molti di voi hanno portato con sé il bastone intagliato
durante il periodo penitenziale della Quaresima. Esso è un segno che evoca un
sostegno spirituale per alleviare la fatica del cammino. E' per voi un simbolo
del pellegrinaggio interiore intrapreso, che deve condurvi ad un'esistenza
sempre più piena di fede, di speranza e di amore.
Il Papa vi vuole bene e vi accompagna con la sua preghiera ed un
costante ricordo. Profitto volentieri di questa circostanza per ripetere a voi
qui presenti, ed a tutti coloro che in ogni parte del mondo sono impegnati nella
lotta contro la droga e per la vita: la Chiesa è con voi, cammina al vostro
fianco!
3. Cari ragazzi e ragazze, la vostra famiglia spirituale si chiama
"Comunità Incontro" perché è nata da un significativo incontro a
Piazza Navona 37 anni fa. Essa vuole offrire a chi è finito nel vicolo cieco
della droga la possibilità di ritrovare il sentiero della speranza. I
centri nei quali siete accolti contribuiscono non poco ad aiutarvi in questo
impegno di recupero personale. Sono luoghi di fraternità, dove ad ognuno viene
offerta una ulteriore possibilità per non sciupare il bene prezioso della vita.
Chi di voi è passato attraverso la triste esperienza della droga sa
bene quanto essa generi solitudine, abbandono e talora profonda disperazione. Di
fronte ad un simile dramma, che investe la persona umana e la sua stessa
esistenza fisica, e che costituisce un fenomeno preoccupante nella società
contemporanea, la Chiesa ha ripetutamente affermato che drogarsi non è mai
una soluzione. Essa intende ribadire con forza tale convinzione di fronte ad
opinioni che vorrebbero la liberalizzazione delle sostanze stupefacenti o,
almeno, una loro parziale liceità, ritenendo che il libero accesso a tali
sostanze contribuisce a limitare o ridurre i danni alle persone e alla società.
3. La droga non si combatte con la droga. Chi, purtroppo, si è
trovato avviluppato
dai tentacoli
delle sostanze
stupefacenti testimonia che
quella esperienza
è una
fuga da
se stessi
e dalla realtà.
La droga è spesso la conseguenza del vuoto interiore: è
rifiuto, rinuncia
e perdita
di orientamento
che spesso
conduce alla disperazione. Ecco perché
la droga
non si
vince con
la droga, ma occorre
una vasta
azione di
prevenzione,che
alla cultura della morte sostituisca la cultura della vita. E' necessario
offrire ai giovani ed alle famiglie concrete ragioni di impegno e
sostenerli efficacemente nelle loro difficoltà d'ogni giorno.
Cari amici,
la vera
alternativa alle
tante sostanze
che stordiscono la persona umana voi l'avete ritrovata all'interno di
comunità che,
più che
proporre soluzioni
tecniche,offre
un itinerario di
rinascita umana
e spirituale.
Come la
vostra, esistono fortunatamente nel mondo tante altre strutture, dove non
pochi vostri
amici hanno
la fortuna
di risalire
dall'abisso della droga.
A tutti
coloro che
operano in
questo settore
vorrei far pervenire il mio
incoraggiamento ed il mio cordiale pensiero.
Si trattaì
di preziose
presenze che affiancano
le famiglie provate
da difficili
situazioni di
disagio. La
Chiesa è
grata a quanti
prestano un
simile disinteressato e competente
servizio alla vita e alla dignità dell'uomo.
4. Carissimi, vi ringrazio per i due doni che don Pierino a vostro nome
ha voluto presentarmi: l'apertura dei nuovi centri a New York ed in Kazakhstan,
e questa bella statua di Cristo risorto. Gesù risuscitato indica a voi tutti
che in Lui è possibile guardare all'avvenire con rinnovata fiducia. Egli
vi conduce all'amorevole abbraccio del Padre celeste. La sua misericordia vi
sprona a proseguire nella
strada che
avete intrapreso,
perché, rinati
alla vita, possiate offrire da protagonisti il vostro contributo
all'edificazione di
una società libera
da ogni
tipo di
droghe. Portate nelle
vostre comunità
la serenità
che oggi
vedo sui vostri volti.
Sappiate testimoniare sempre il coraggio di rialzarsi, quando si cade, e di
riprendere con prontezza il cammino, anche quando questo domanda sacrificio e
rinunce. Cristo, medico delle anime, vi è amico. Egli è l'unico Redentore.
Maria, che voi onorate con il significativo titolo di "Madonna del
Sorriso", vi sorregga con la sua materna intercessione. Accolga quanti in
questi anni sono morti, vittime della droga e delle sue conseguenze, e sia
accanto alle famiglie segnate da questo dramma. Tutti accompagni con la sua
potente protezione.
Con tali sentimenti, vi assicuro la mia preghiera ed imparto volentieri
a ciascuno di voi ed alle persone a voi care una speciale Benedizione.