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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
DIRIGENTI ED AGENTI DEL COMMISSARIATO DI PUBBLICA SICUREZZA
"BORGO" DI ROMA
Giovedì, 15 febbraio 2001
Signor Questore, Cari Dirigenti ed Agenti della Questura
di Roma!
1. Ho cordialmente desiderato l'incontro odierno, che avviene a
poco più di un mese dal termine del Grande Giubileo, per manifestarvi i miei
grati sentimenti per la generosa opera che quotidianamente svolgete e che ha
avuto una singolare intensificazione durante i mesi dell'Anno giubilare.
Ringrazio in primo luogo il Signor Questore, Dottor Giovanni
Finazzo, per la sua presenza e per le gentili espressioni che, a nome di tutti,
ha voluto rivolgermi. Ripensando agli appuntamenti giubilari, che hanno
registrato una massiccia presenza di pellegrini, dobbiamo ancora una volta
rendere grazie a Dio per l'ordine e la serietà con cui tutto si è svolto. Ma
è, al tempo stesso, giusto riconoscere anche il prezioso contributo di chi ha,
come voi, attentamente vigilato su milioni di pellegrini in visita alle
Basiliche romane e specialmente qui in Vaticano. So che questo ha comportato per
ciascuno disagi personali e familiari, nonché un supplemento di fatica e non
poche rinunce e sacrifici. Iddio, che tutto considera nella sua provvidente
misericordia, vi ricompensi ampiamente.
2. Non posso qui non richiamare alcuni di questi momenti
indimenticabili che insieme abbiamo trascorso. Penso agli incontri nella Piazza
e nella Basilica di San Pietro, alle visite di Autorità di ogni parte del
mondo, a tante altre circostanze che hanno reso l'Anno Santo un evento di
straordinaria grazia per milioni di persone. In modo tutto singolare vorrei
ricordare la Giornata Mondiale della Gioventù, che vi ha visti alacremente
coinvolti in Piazza San Pietro, nella città di Roma e soprattutto a Tor Vergata
per la veglia e la celebrazione eucaristica conclusiva.
Sono certo che anche per voi il Giubileo è stato un intenso
momento di grazia, i cui frutti spirituali continuano a segnare la vostra
esistenza. Ora avete ripreso l'attività ordinaria e pure per questa vostra
discreta ma necessaria presenza voglio cordialmente ringraziarvi. Chiedo al
Signore che vi aiuti a portare avanti con fedeltà il vostro lavoro. Unisco
nella mia preghiera un ricordo anche per le vostre famiglie e per le persone a
voi care.
Mentre vi affido alla premurosa intercessione di Maria
Santissima e di san Michele Arcangelo, vostro speciale Patrono, imparto a
ciascuno di voi la mia affettuosa Benedizione, che estendo volentieri ai vostri
cari.
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