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 DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II 
AI MEMBRI DEL CONSIGLIO GENERALIZIO 
DEI MISSIONARI DELLO SPIRITO SANTO

Sabato, 12 maggio 2001

 

Cari Missionari dello Spirito Santo,

1. La pace del Risorto e la presenza del suo Spirito siano sempre con voi! Vi ringrazio di tutto cuore per questa visita che mi fa la vostra Curia Generalizia e rendo grazie al Superiore Generale, Padre Jorge Ortiz González per le affettuose parole che mi ha rivolto.

Il nostro incontro è in sintonia con quello tenutosi nel 1913 fra il mio Predecessore san Pio X e i venerabili Servi di Dio Ramón Ibarra y González, Arcivescovo di Puebla, e Concepción Cabrera de Arminda, durante il quale gli chiesero di poter avviare la fondazione. Fu in quella occasione che riceveste il nome di Missionari dello Spirito Santo, del quale il vostro Fondatore, il venerabile Servo di Dio Padre Félix de Jesús Rougier, disse che era "tutto un programma della vostra vita religiosa e sacerdotale".

Continuate con animo rinnovato l'opera che la Chiesa vi ha affidato! So che, come Curia Generalizia, avete un compito specifico, delineato dall'impronta che lo Spirito Santo ha lasciato nel vostro XIII Capitolo Generale:  "Entrare nel Terzo Millennio consapevoli del fatto che, consacrati dalla missione, è necessario approfondiate e orientate, con fedeltà creativa, la vostra opera pastorale".

Cari figli, portate avanti il delicato compito che vi spetta, e sotto la guida dello Spirito Santo, aiutate gli altri fratelli affinché rendano nella Chiesa una eloquente testimonianza di unità e di carità pastorale.

2. In questa occasione desidero invitarvi a fissare lo sguardo sul Volto di Cristo; così ho chiesto di fare a tutta la Chiesa nella mia ultima Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte (Cfr nn. 16-28). Secondo il carisma che avete ricevuto, contemplatelo unti dallo Spirito Santo, per annunciare la Buona Novella ai poveri e proclamare l'anno di grazia del Signore (Cfr Lc 4, 18-19); guardatelo mentre dedica il suo tempo e i suoi sforzi a seguire da vicino il cammino spirituale dei suoi discepoli (Cfr Mc 6, 7-13, 30-33). Il vostro modello è dunque Gesù Sacerdote, compassionevole e misericordioso; Gesù vittima volontaria di un amore che si consacra in ogni momento fino a dare la vita per la salvezza di tutto il genere umano e che risuscita nella gloria.

Da questa contemplazione nasce l'urgenza di una conversione personale e comunitaria profonda e costante, che richiede, come diceva il vostro Fondatore, di rinnovare la vostra attenzione amorosa verso Dio, in modo che possiate incontrarLo nella preghiera quotidiana, nell'esperienza sacramentale, nell'ascolto attento della Parola.

3. Nella vita della Chiesa e di ogni Istituto religioso l'unità è favorita dalla contemplazione del Risorto e dall'ascolto attento della Parola. Desidero ricordarvi che ricercare e promuovere la comunione e pregare per essa è compito di tutti. Non si tratta dell'uniformità che fa perdere le caratteristiche personali, bensì dello sforzo di incarnare tutti insieme la ricchezza del corpo comunitario, mossi dallo stesso Spirito e impegnati a portare a termine un'identica missione. Come dice il Signore:  "da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 35).

Il XIII Capitolo Generale ha delineato chiaramente, per il vostro Istituto, punti di rinnovamento circa la promozione della santità nel Popolo di Dio. Si tratta di costruire insieme un mondo più giusto e più umano nel quale tutti si sentano fratelli secondo il disegno di Dio. Perciò il Capitolo vi ha chiesto di rendere significativamente ed effettivamente più dinamico il vostro servizio ai sacerdoti e all'Opera della Croce. Allo stesso tempo vi ha esortati a rinnovarvi e a impegnarvi nell'esercizio ministeriale della direzione spirituale.

4. Mossi dallo Spirito, "Duc in altum" (Lc 5, 4), prendete il largo, trasformando il vostro impegno in orientamenti pastorali che rispondano alle esigenze del vostro carisma e alle necessità delle comunità che vi sono state affidate.

Orientate i vostri sforzi alla diffusione di un'autentica pedagogia della santità (Cfr Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, n. 31), consapevoli del fatto che "tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità" (Costituzione Dogmatica Lumen gentium, n. 40).

Visto che le vostre Costituzioni rinnovate privilegiano i sacerdoti fra i destinatari della vostra missione pastorale (205), dovrete rinnovare la vostra consapevolezza del fatto che la chiamata alla santità "concerne anzitutto noi Vescovi e voi, carissimi sacerdoti. Prima che il nostro "agire", interpella il nostro "essere". "Siate santi - dice il Signore - perché io sono santo" (Lv 19, 2)" (Omelia della Messa Crismale 2001, n. 2).

Nella mia Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis troverete indicazioni utili e suggerimenti precisi che illumineranno il vostro procedere in questo speciale ministero. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo affinché sia Egli stesso a darvi l'impulso nella vostra fedeltà creativa. La collaborazione fraterna con i Vescovi e con i presbiteri diocesani è un cammino privilegiato per costruire secondo il vostro carisma la Chiesa-Comunione.

5. Dovete continuare ad impegnarvi con quanti condividono la vostra spiritualità nell'edificazione di un'autentica comunione ecclesiale:  "Il nuovo secolo dovrà vederci impegnati più che mai a valorizzare e sviluppare quegli ambiti e strumenti che, secondo le grandi direttive del Concilio Vaticano II, servono ad assicurare e garantire la comunione" (Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, n. 44, Cfr 43-45). Vi invito a promuovere, in seno alla Famiglia della Croce, una "spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l'uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell'altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità" (Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, n. 43).

Inoltre, come ho scritto nell'Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis, "è necessario riscoprire la grande tradizione dell'accompagnamento spirituale personale, che ha sempre portato tanti e preziosi frutti nella vita della Chiesa" (n. 40). Continuate con gioia e impegno il vostro studio e la vostra preparazione in quello che le vostre Costituzioni chiamano "il più caratteristico dei vostri mezzi pastorali" (229).

6. Il vostro Capitolo Generale ha voluto affrontare il tema delle vocazioni e dell'internazionalizzazione dell'Istituto visto nell'ottica del mandato che la Chiesa riceve dal Risorto:  "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (Mt 29, 19) e nel ricordo della figura e degli aneliti del vostro Fondatore (Cfr XIII Capitolo Generale, Priorità 3).

Il vivere gioiosamente e generosamente la vostra consacrazione, una maggiore definizione nei vostri ministeri pastorali e l'amore fraterno nelle vostre comunità si tradurranno in un invito a quanti ricercano la sequela radicale di Gesù nella vocazione religiosa e sacerdotale. "Oltre a promuovere la preghiera per le vocazioni, è urgente impegnarsi, con un annunzio esplicito ed una catechesi adeguata, per favorire nei chiamati alla vita consacrata quella risposta libera, pronta e generosa, che rende operante la grazia della vocazione" (Esortazione Apostolica post-sinodale Vita consecrata, n. 64).

Cari figli, tornando nella vostra Patria, ricordatevi delle parole di Gesù:  "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20). Che lo Spirito Santo vi accompagni sempre e vi dia la forza per continuare l'opera che la Chiesa vi ha affidato.

Vi lascio nelle braccia materne di Maria, Madre della Chiesa, affinché entriate nel Nuovo Millennio colmi di gioiosa speranza.

         

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