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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI
PAOLO II AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO ECCLESIALE DELLA DIOCESI DI ROMA
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. All'inizio della grande Assemblea Diocesana, che in questi
giorni vi vedrà riuniti nella Basilica di San Giovanni in Laterano, desidero
farvi giungere il mio saluto augurale.
Questa Assemblea risponde all'invito che vi ho rivolto alla fine
della Missione cittadina, nella Veglia di Pentecoste dell'anno 1999, di
"favorire una specifica riflessione che, coinvolgendo tutte le componenti
ecclesiali, sfoci in un apposito Convegno..., che servirà a tracciare, sulle
basi dell'esperienza della Missione cittadina, le linee portanti di un
permanente impegno di evangelizzazione e missionarietà".
So che vi siete preparati a lungo e intensamente a questo
appuntamento tanto importante, attraverso la preghiera, il discernimento
spirituale e pastorale e la formulazione di proposte concrete da parte di ogni
parrocchia e realtà diocesana.
Sulla base dello strumento di lavoro predisposto fin dal mese di
ottobre 2000, avete percorso un cammino di ascolto e di dialogo che ha coinvolto
i sacerdoti, i religiosi e le religiose e tanti laici cristiani, in particolare
i membri dei Consigli Pastorali, i missionari e quanti sono impegnati nel
servizio alla Chiesa e nell'animazione cristiana della società.
La Lettera apostolica Novo millennio ineunte e poi la
Lettera che ho inviato alla Diocesi lo scorso 14 febbraio, da voi accolte con
gioia e studiate con amore, vi hanno guidato nella preparazione di questa
Assemblea e rappresentano ora il suo punto di riferimento più significativo, in
vista dell'elaborazione del programma pastorale per i prossimi anni.
2. "Ripartire da Cristo per la missione permanente nella
città": questo motto, che avete posto al centro della riflessione, esprime
bene l'obiettivo e il contenuto stesso dell'Assemblea.
Gesù Cristo infatti, con la sua presenza viva e con il suo
messaggio, deve plasmare l'esistenza di ogni credente e di ogni comunità, perché
la nostra testimonianza sia forte e credibile. Chiediamo, dunque, al Signore che
la santità sia davvero per noi la "misura alta della vita cristiana
ordinaria" (Novo millennio ineunte, 31), affinché l'annuncio di
Cristo possa raggiungere tutti gli uomini e le donne della nostra città ed
essere fonte di conversione e di rinnovamento per la vita personale e familiare,
come per ogni ambiente di lavoro e di cultura.
Vi chiedo, perciò, di dare grande spazio all'ascolto della
parola di Dio, di valorizzare appieno l'Eucaristia, soprattutto domenicale, di
rendere ogni parrocchia e realtà ecclesiale permanente "scuola" di
preghiera, "dove l'incontro con Cristo non si esprima soltanto in
implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione,
contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero «invaghimento» del
cuore" (ibid., 33).
3. Dall'intimità e familiarità con il Signore nasce quell'unità
profonda con Lui che sta a fondamento della spiritualità di comunione: Padre ti
prego che tutti i miei discepoli "siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei
in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda
che tu mi hai mandato" (Gv 17,21). La preghiera di Cristo per l'unità
dei suoi discepoli, che sostiene e anima il cammino ecumenico, richiede
anzitutto l'unità piena e sincera di tutte le vocazioni, i ministeri e le
espressioni pastorali di cui è ricca la Chiesa di Roma. Ogni nostra parrocchia
e comunità sia dunque casa dove si sperimenta dal vivo la comunione (cfr Novo
millennio ineunte, 43).
Sulle vie della missione occorre procedere uniti, sostenuti da
comunità in cui si vive l'amore fraterno come principio educativo per ogni
battezzato, esercizio di reciproca accoglienza, ascolto e perdono, rivolto
anzitutto ai più deboli nella fede, ai piccoli e ai poveri in cui il Signore
Gesù è particolarmente presente.
4. La celebrazione dell'Assemblea Diocesana è un momento di
grazia, per consolidare l'unione con Cristo e la comunione ecclesiale: così,
guidati dallo Spirito Santo, potrete discernere le forme più idonee per la
missione permanente nella nostra città, come anche per rispondere alle attese
della Chiesa universale verso cui la Chiesa di Roma ha, per disposizione divina,
una speciale sollecitudine.
Chiedo in particolare a voi, carissimi sacerdoti, di orientare e
incoraggiare tutti a "prendere il largo", per portare l'annuncio del
Vangelo nelle case, negli ambienti, nei quartieri e nell'intera città. Voi
siete chiamati a formare i missionari, a infondere in loro coraggio apostolico,
a dare l'esempio di una vita spesa per il Vangelo con l'anelito del Buon
Pastore: "ho altre pecore che non sono di quest'ovile, anche queste io devo
condurre..." (Gv 10,16).
Alle famiglie cristiane chiedo di aprire la propria casa per
accogliere altri fratelli e sorelle nei centri di ascolto del Vangelo e più
ampiamente di prendersi a cuore le situazioni di difficoltà morale, spirituale
o materiale in cui versano tante altre famiglie, offrendo loro una testimonianza
concreta di amicizia, di ascolto e di condivisione.
A voi religiosi, religiose e laici, che vi siete prodigati nelle
varie iniziative della missione cittadina, chiedo di mantenere vivo in voi e
nella vostra comunità lo slancio ad "uscire fuori", per testimoniare
e annunciare il Vangelo nel grande "mare aperto" del mondo del lavoro,
della cultura, della società.
In particolare, rinnovo ai giovani l'invito che ho loro rivolto
a Tor Vergata di essere "le sentinelle del mattino" di questo terzo
millennio appena iniziato. Cari giovani, non tiratevi indietro di fronte alle
chiamate anche più impegnative che il Signore vi rivolge, non abbiate paura di
proporre con gioia e semplicità l'annuncio del Vangelo ai vostri coetanei,
negli ambienti della scuola e dell'Università, del lavoro e del tempo libero,
come in ogni altro luogo in cui vi incontrate.
5. Carissimi, in attesa dei risultati della vostra Assemblea, vi
assicuro la mia preghiera perché lo Spirito Santo orienti i vostri lavori verso
una nuova stagione di grazia della Chiesa di Roma e della sua pastorale
missionaria. Chiedo una speciale preghiera a tutte le nostre sorelle claustrali
che potranno dare così il contributo più prezioso a questo grande obiettivo.
Ringrazio il Cardinale Vicario, il Vicegerente, i Vescovi
Ausiliari e ciascuno di voi che partecipate a questa Assemblea e siete le forze
vive e generose su cui la nostra Diocesi può contare, per portare a tutti gli
abitanti di questa città l'annuncio del Signore risorto, la testimonianza del
suo amore e della sua pace.
Maria Santissima, Salus Populi Romani, gli Apostoli
Pietro e Paolo e tutti i Santi e le Sante della Chiesa di Roma assistano con la
loro intercessione i lavori dell'Assemblea, perché produca abbondanti frutti di
grazia.
Con questo auspicio e in segno del mio affetto, imparto di cuore
a voi e a tutta la Diocesi la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 7 Giugno 2001
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