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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II 
AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 
DELLA "CAISSE NATIONALE DE CRÉDIT AGRICOLE" 

Sabato, 9 giugno 2001

 

Cari Amici,

Porgo il benvenuto a voi, membri del Consiglio di Amministrazione della Caisse nationale du Crédit Agricole, presenti oggi a Roma, in occasione di un viaggio di lavoro. Un cordiale saluto anche alle vostre famiglie. Ringrazio il vostro Presidente, Dott. Marc Bué, per le sue cordiali parole che manifestano lo spirito con il quale lavorate, apprezzando anche la generosa offerta con la quale gli organismi del Credito agricolo hanno voluto manifestare la sua solidarietà con i Paesi più poveri del pianeta.

Il contesto di un'economia sempre più globalizzata obbliga le aziende a conquistare nuovi mercati adottando strategie di sviluppo spesso aggressive, legate a imperativi di profitto e redditività. Tale logica economica non cessa di generare evidenti disuguaglianze tra i Paesi. E il debito estero dei Paesi poveri costituisce un grande ostacolo al processo di crescita di numerose Nazioni, poiché esso compromette l'economia locale e lo sviluppo integrale delle persone e mette in pericolo la vita delle famiglie e il futuro delle società. Proponendo valori al tempo stesso umani e mutualistici di progresso e promozione dell'uomo nell'azienda come nell'economia, lavorate per consolidare la pace e la solidarietà del genere umano. In questa prospettiva, vi incoraggio a radicare le vostre decisioni in una visione cristiana dell'uomo e dell'umanità, al fine di contribuire efficacemente alla costruzione di un mondo in cui le scelte politiche e le opzioni economiche rispondano veramente alle aspirazioni più profonde delle nuove generazioni.

Affidando alla Vergine Maria tutti gli sforzi compiuti attraverso la vostra sollecitudine nell'edificare la civiltà dell'amore e della fraternità, imparto di cuore la Benedizione Apostolica, che estendo a tutti i vostri collaboratori e alle vostre famiglie.

        

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