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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
ALL’ORDINE DEI FRATI SERVI DI MARIA

 

Al Reverendissimo Padre
HUBERT M. MOONS
Priore Generale dell’Ordine dei Frati Servi di Maria

1. "La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!" (1 Cor 16,23). Con queste parole dell'apostolo Paolo, saluto cordialmente Lei e l'intero Ordine dei Frati Servi di Maria in occasione del Capitolo Generale, in programma ad Ariccia dall'8 al 30 ottobre 2001. Il tema dei lavori è: "Con santa Maria, dall'ascolto di Dio al servizio della vita". Esso richiama la vostra riflessione sulla necessità di rendere la testimonianza dell'Istituto sempre più fedele al carisma delle origini ed insieme vicina alle istanze dell'uomo contemporaneo.

Rivolgo a Lei, Reverendissimo Padre, il mio cordiale saluto e un sincero ringraziamento per il servizio di Priore Generale, che Ella ha reso all'Ordine durante 12 anni. Saluto i Capitolari e, attraverso di loro, tutti i membri di codesta Famiglia religiosa. A ciascuno vorrei far giungere la mia parola di incoraggiamento, avvalorata dall'assicurazione di un costante ricordo nella preghiera.

So che l'Assemblea capitolare, sulla quale da tempo state implorando la luce dello Spirito, è stata preparata con cura, ben definendo le priorità negli argomenti da affrontare e approfondire. Essa rappresenta l'occasione propizia per meglio porre in luce un particolare aspetto della partecipazione della Vergine al mistero di Cristo e della Chiesa, al fine di trarre da ciò ispirazione per le scelte e le decisioni operative dell'Ordine. Sin dall'inizio per i Frati Servi di Maria è la Vergine la Stella che illumina il loro cammino e il riferimento certo d'ogni loro programmazione apostolica.

2. Con santa Maria nella ricerca di Dio. La ricerca di Dio è componente essenziale della vita consacrata. La Madonna è guida sicura in questo itinerario. Cercare il Signore! Avete collocato la riflessione su questo tema, cuore della vostra vocazione, al primo posto nei lavori capitolari. Sì! Cercate Cristo; cercate il suo volto (cfr Sal 27,8). Cercatelo ogni giorno, fin dall'aurora (cfr Sal 63,2), con tutto il cuore (cfr Dt 4,29; Sal 119,2). Cercatelo con la tenacia della Sunamite (cfr Ct 3,1-3), con lo stupore dell'apostolo Andrea (cfr Gv 1,35-39), con lo slancio di Maria di Magdala (cfr Gv 20,1-18).

Nel Rituale per la celebrazione del Capitolo, voi invocate i Sette Santi Fondatori quali «cercatori di Dio». Tali, in effetti, essi furono: cercatori del Regno Dio e della sua giustizia (cfr Mt 6,33), cercatori assidui della sapienza evangelica. Sul loro esempio, anche voi cercate il Signore nell'ora della gioia e nel tempo della desolazione; imitate Maria che va a Gerusalemme alla ricerca del suo Figlio dodicenne piena di ansia (cfr Lc 2,44-49), e più tardi, all'inizio della vita pubblica di Gesù, corre sollecita a cercarlo (cfr Mc 3,32), preoccupata di alcune voci che le erano giunte a suo riguardo (cfr ibid., 3,20-21).

Avvertire l'esigenza di cercare Dio è già un dono da accogliere con animo grato. In realtà, è sempre Dio per primo a venirci incontro, perché per primo ci ha amati (cfr 1 Gv 4,10). E' consolante cercare Dio, ma è al tempo stesso esigente; suppone rinunce e scelte radicali. Che cosa comporta ciò per voi, nell'attuale contesto storico? Sicuramente un'accentuazione della dimensione contemplativa, un'intensificazione della preghiera personale, una rivalutazione del silenzio del cuore, senza mai contrapporre la contemplazione all'azione, la preghiera nella cella alle celebrazioni liturgiche, la necessaria "fuga dal mondo" alla presenza doverosa accanto a chi soffre: tutto questo è nella tradizione dell'Ordine e nelle vostre Costituzioni (cfr Cost. OSM [1987], 16a. 31a-b. 116). L'esperienza dimostra che solo dall'intensa contemplazione scaturisce una fervida ed efficace azione apostolica.

3. Con santa Maria nell'ascolto di Dio. In stretta connessione con la ricerca di Dio è l'ascolto della sua Parola di salvezza. Anche in quest'itinerario vi è di esempio e di guida Maria, della quale la Chiesa sottolinea il singolare rapporto con la Parola. La Madonna è la "Vergine dell'ascolto", pronta a far propria, con atteggiamento umile e sapiente, la parola a Lei indirizzata dall'Angelo. Con il suo fiat Maria accoglie il Figlio di Dio, Parola sussistente, che in Lei si fa carne per la redenzione del mondo.

Forma quanto mai opportuna di ascolto della Parola è la lectio divina, che voi avete in grande considerazione. Ne fate esplicita menzione nella formula stessa della professione solenne, allorché vi impegnate a vivere "nell'ascolto della Parola di Dio" (cfr Rituale della professione religiosa dei Frati Servi di santa Maria, Seconda edizione tipica, 211, Roma, Curia Generalizia OSM, 1993, pp. 128-148). Maria ascolta e in Lei la Parola è accolta docilmente ancor prima nel cuore che nel grembo verginale. Imitando il suo fiat (cfr Lc 1,38), anche voi pronunciate il vostro totale al Dio che si rivela (cfr Rm 16,26). Nella parola della Sacra Scrittura Dio dischiude le ricchezze del suo amore, svela il suo progetto salvifico e affida a ciascuno una specifica missione nel suo Regno.

L'amore per la Parola vi spingerà a riconsiderare la preghiera comunitaria, a privilegiare la vita liturgica, a renderla più partecipata e sentita. Sia la vostra preghiera comunitaria tale che l'orazione personale prepari e prolunghi la celebrazione liturgica. Si avvererà allora anche nell'Ordine l'auspicio dell'Apostolo: "La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente" (Col 3,16).

4. Con santa Maria in una vita di servizio. Il Capitolo Generale è chiamato a trattare a fondo un secondo argomento, anch'esso prioritario: le molteplici forme del vostro servizio apostolico. E', in effetti, parte essenziale del carisma dei Frati Servi di Maria servire la Chiesa e l'umanità. Guardando alla Vergine, sempre in umile atteggiamento di servizio, fate sì che emerga in ogni membro dell'Istituto uno stile di gioiosa premura verso i fratelli, di ardore e di slancio, di valorizzazione dei rapporti umani e di attenzione alle necessità della persona.

Uno stile che non ricerca in primo luogo l'efficienza delle strutture e i progressi della tecnologia, ma conta sull'efficacia della grazia del Signore (cfr 1 Cor 3,6-7). Sempre attenti ai segni dei tempi, ponderate con cura la prospettiva di sospendere alcune attività per rispondere a nuove esigenze missionarie in Asia, in Africa e nell'Europa dell'Est. Salvaguardate la fedeltà allo spirito originario della vostra Famiglia religiosa, nata per testimoniare "i valori umani ed evangelici rappresentati da Maria" (Cost. OSM, 7). Secondo l'ispirazione mendicante dell'Ordine, vivete la dimensione evangelica della provvisorietà, dell'insicurezza e della disponibilità ad andare dove urge il bisogno (cfr ibid., 3).

Tra le molte forme di servizio, nel tema-guida del Capitolo, si fa menzione del "servizio alla vita". In un mondo in cui talora sembra prevalere la cultura della morte, siate servitori della vita, fedeli a Dio che "non è Dio dei morti, ma dei vivi" (Mt 22,32), araldi del Vangelo della speranza sotto la protezione di santa Maria, "Madre della vita".

5. Con santa Maria al servizio dell'animazione vocazionale. Il Capitolo dovrà riflettere, infine, sull'animazione vocazionale, tema di grande interesse e di singolare urgenza. Le vocazioni sono dono per l'Ordine e per la Chiesa da implorare anzitutto con incessante preghiera. L'icona della Vergine della Pentecoste illumini la vostra riflessione. Nel Cenacolo Maria ci appare come l'Orante; insieme agli Apostoli implora la venuta dello Spirito, suscitatore d'ogni vocazione. Maria è Madre della Chiesa: nel Cenacolo la Vergine comincia ad esercitare verso la comunità dei discepoli la maternità a Lei affidata dal suo Figlio morente sulla Croce.

Oltre che dalla preghiera (cfr Lc 10,2), le vocazioni sono favorite dalla testimonianza coerente e fedele di quanti sono chiamati a vivere con radicalità la sequela evangelica. A voi guardano le nuove generazioni, attratte non da una vita consacrata «facilitata», ma dalla proposta di vivere il Vangelo sine glossa.

Il giorno 7 ottobre 2001 ricorre il 750E anniversario dell'«atto di povertà» della prima comunità del Senario. Con tale gesto generoso, i frati si impegnavano a non possedere nulla, come il loro Maestro che non aveva "dove posare il capo" (Lc 9,58). La memoria di tale evento vi spinga ad una ancor più rigorosa testimonianza di povertà, che si traduca in un sobrio tenore di vita (cfr Cost. OSM, 57) e in una fedele pratica della comunione dei beni.

Affido i lavori del Capitolo alla sollecitudine materna di santa Maria, Regina dei suoi Servi, e, mentre assicuro un ricordo nella preghiera, imparto di cuore a Lei, ai Capitolari e a tutta la Famiglia servitana la Benedizione Apostolica, pegno della misericordia infinita del Signore.

Dal Vaticano, 29 Settembre 2001

IOANNES PAULUS II

     

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