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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO
DELLA DIOCESI DI ORIA

Sabato, 26 gennaio 2002

 

Venerato Fratello nell'Episcopato,
Carissimi Sacerdoti, Fratelli e Sorelle!

1. Sono lieto di rivolgere a ciascuno un cordiale benvenuto. Con l'odierno pellegrinaggio, voi intendete prepararvi alla Visita Pastorale, che il Vescovo si appresta a compiere alla Diocesi. Vi ringrazio per questa festosa presenza, che realizza il vostro desiderio di "vedere Pietro".

Saluto anzitutto il vostro Pastore, Monsignor Marcello Semeraro, che nella recente Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi ha svolto il compito di Segretario speciale, offrendo un prezioso contributo a quell'importante assise. Gli sono molto grato per le affettuose parole, che ha voluto poc'anzi indirizzarmi a nome di tutti. Saluto i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i laici attivamente impegnati nelle attività apostoliche, i bambini, i giovani e le famiglie presenti.

Rivolgo, altresì, il mio deferente pensiero alle Autorità civili e militari, che hanno voluto partecipare a quest'incontro.

2. La Visita Pastorale, prassi ecclesiale iniziata con il Concilio di Trento, rappresenta, come ebbe a dire il mio predecessore il Servo di Dio Paolo VI, "una ricerca di anime bisognose di sapersi amate e guidate; una ricerca della Chiesa affinché davvero sia Chiesa" (Insegnamenti di Paolo VI, vol. V, p. 155).

Sono certo che anche per voi, carissimi Fratelli e Sorelle, la visita del vostro Pastore costituirà un'intensa opportunità d'incontrare Cristo e di ascoltarne la voce. Il Signore vi ha colmato di innumerevoli doni di grazia e di santità, e chiama tutti a un rinnovato impegno di fedeltà evangelica. Egli vi invita a "prendere il largo" verso nuove frontiere apostoliche, seguendo l'esempi del beato Bartolo Longo, esimio figlio della vostra Terra, devotissimo alla Madre di Dio, a cui dedicò il Santuario di Pompei.

3. Auspico di cuore che da questo provvidenziale evento scaturisca un vigoroso slancio missionario specialmente per le parrocchie, dove la comunione ecclesiale trova la sua più immediata e visibile espressione. In esse, infatti, è "la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie" (Christifideles laici, 26).

Possa ogni comunità parrocchiale essere luogo privilegiato dell'ascolto e dell'annuncio della Parola; casa di preghiera raccolta attorno all'Eucaristia; vera scuola della comunione, in cui l'ardore della carità, vinca la tentazione di una religiosità epidermica e folcloristica, e costituisca un ambiente atto ad educare i fedeli a quella misura alta della vita cristiana ordinaria che è la santità (cfr Novo millennio ineunte, 31). Così stimolati, i credenti non si accontenteranno di un'esistenza vissuta all'insegna della mediocrità e del minimalismo etico, ma assumeranno piuttosto una più forte consapevolezza degli impegni del Battesimo.

Quando cresce la tensione alla santità, si supera ogni stanchezza e delusione, si irrobustisce la "fantasia della carità" e matura l'attenzione verso quanti sono afflitti da antiche e nuove povertà. Il cristiano impegnato avverte il bisogno di affrontare con coraggio e competenza i gravi problemi sociali e culturali del momento presente ed è pronto ad accettare le sfide poste dall'ambiente in cui vive, offrendo un personale apporto per far sì che cresca la qualità della convivenza civile.

4. Nell'impegno, che deve caratterizzare la vostra azione apostolica, carissimi Fratelli e Sorelle, riservate singolare attenzione alla famiglia, cellula primaria della società e roccaforte per il futuro dell'umanità, reagendo con fermezza a talune gravi pressioni culturali che offendono e relativizzano il valore del matrimonio.

E' in famiglie cristiane che più facilmente sbocciano vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Iddio benedica la Diocesi di Oria con un'abbondante fioritura vocazionale, affinché non le vengano a mancare ministri e apostoli di Cristo, totalmente dediti alla costruzione del Regno.

5. Prego il Signore perché la Visita Pastorale del vostro Vescovo costituisca un tempo di grazia singolare, aiutando tutti i credenti a crescere nell'ascolto di Dio e nella comunione fraterna. Così vissuta, essa ridesterà nei sacerdoti e nei diaconi un più vivo zelo apostolico. Per le persone consacrate sarà stimolo a una più intensa testimonianza evangelica. Sarà incoraggiamento per i fedeli laici - particolarmente per quelli impegnati nelle diverse aggregazioni laicali, come le Confraternite, le Associazioni e i nuovi Movimenti ecclesiali - a camminare in piena sintonia con le direttive dei parroci e del Vescovo. Sarà per l'intera Comunità diocesana occasione di reciproca edificazione.

Vi accompagnino, carissimi Fratelli e Sorelle, i vostri celesti protettori; vi sostenga, in particolare, la protezione materna della Vergine Maria, venerata con speciali titoli in diverse chiese e santuari della vostra Diocesi. Nell'assicurarvi il sostegno della mia preghiera, imparto con affetto al Vescovo e all'intera e cara Chiesa di Oria una speciale Benedizione Apostolica.

  

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