Carissime Sorelle dei Poveri!
1. Con gioia vi accolgo in occasione del Capitolo Generale del
vostro Istituto. A tutte e a ciascuna rivolgo un cordiale benvenuto con uno
speciale pensiero per la Superiora Generale e per il suo Consiglio. Estendo il
mio saluto all'intera vostra Famiglia religiosa, protesa a diffondere il
Vangelo della carità specialmente tra i poveri.
Ogni assemblea capitolare costituisce per gli Ordini e le
Congregazioni un importante momento di riflessione e di rilancio nell'azione
spirituale e missionaria, perché, in un certo modo, è un ideale ritorno alle
proprie origini per proiettarsi ancor più coraggiosamente verso ulteriori
traguardi apostolici.
E' quanto voi pure, care Sorelle, avete inteso fare nel
presente Capitolo Generale, docili alle ispirazioni dello Spirito e attente ai
"segni" dei tempi. La ricca eredità carismatica, che la beata
Savina Petrilli vi ha lasciato, rappresenta un provvidenziale
"talento" da far fruttificare nella Chiesa e per il mondo.
2. La vostra Fondatrice, che il Signore mi ha concesso di
beatificare quindici anni fa, si consacrò a Dio e ai fratelli più bisognosi,
ispirandosi ai quattro grandi amori di Santa Caterina: l'Eucarestia, il
Crocifisso, la Chiesa e i Poveri. Sempre pronta a chinarsi sulle necessità
dei fratelli, non esitò a recarsi, cento anni or sono, nel continente
latino-americano. Seguendone la scia luminosa, le sue figlie spirituali
estesero poi la presenza della Congregazione anche in Asia.
Il tema del Capitolo Generale: "Un dono da donare, il
volto carismatico della Sorella dei poveri", sottolinea l'urgenza di
proseguire quest'azione spirituale e missionaria, senza mai perdere di vista
l'intuizione carismatica della beata Savina Petrilli. Essere Sorelle dei
poveri - ella osservava - comporta l'impegno di non abbandonare mai "quei
poveri che Dio ci diede per fratelli" (Direttorio, pag. 15), perché
"essi devono esserci cari ed a loro particolarmente dobbiamo dedicare la
nostra predilezione, il nostro favore, il nostro cuore, tutte le nostre facoltà,
il nostro operare" (ibid., pag. 1006). Quest'amore - la beata
Savina aggiungeva - "sarà la nostra gloria e la sorgente donde
scaturiranno sempre per l'Istituto le benedizioni del cielo, perché chi ha
misericordia del povero dà ad interesse al Signore" (ibid., pag.
1007).
3. Riconoscere nel volto di ogni indigente il volto di Cristo:
ecco l'insegnamento che la Fondatrice vi ripete oggi, ricordando, come spesso
faceva con le prime consorelle, che "tutto è poco per Gesù" e
"il cuore umano a tutto resiste fuorché alla bontà". La Sorella
dei poveri sa di dover educare il cuore all'amore, imparando a
"sacrificarsi e ad essere sacrificata senza lamento" tendendo
all'eroismo della carità, disponibile ed accogliente verso ogni persona,
qualunque sia la povertà che presenta.
Unendo "la contemplazione all'azione", proseguite,
carissime, nel vostro servizio ecclesiale, che fiorisce dalla preghiera come
"da radice il fiore".
Nella nostra epoca è quanto mai necessario riaffermare il
primato dell'ascolto di Dio e della contemplazione, come vi siete preoccupate
di fare nel corso dei lavori capitolari. Se Gesù vive in voi, sarà proprio
l'intimità con Lui a impedire che si produca una frattura tra l'esperienza
spirituale e le opere da adattare sempre alle mutate esigenze dei tempi.
Oltre a venire incontro ai bisogni materiali della gente, non
perdete di vista l'annuncio esplicito del Vangelo, memori di quanto affermava
la Fondatrice: "Nulla deve dare al prossimo chi non può dargli Dio, e
non è carità dargli alcuna cosa in luogo del Creatore".
Care Sorelle, un vasto campo di azione è dinanzi a voi: sia
vostra cura prepararvi con un'adeguata e costante formazione. Vi accompagni e
sostenga la Vergine Santa e vi proteggano Santa Caterina e la beata Savina
Petrilli. Io vi assicuro la mia preghiera, mentre con affetto benedico voi e
l'intera vostra Famiglia religiosa.