Venerati Fratelli nell’Episcopato!
1. La riunione del Sinodo permanente della Chiesa
greco-cattolica ucraina qui in Roma vi offre la felice opportunità di
riaffermare la vostra comunione con il Successore di Pietro. Avete voluto,
infatti, ritrovarvi in questa città, al fine di incontrare in spirito di
profonda unità e di cordiale fraternità il Papa e i suoi più stretti
collaboratori. Siate i benvenuti!
Ringrazio il Cardinale Lubomyr Husar, vostro Arcivescovo
Maggiore, per le gentili espressioni che, a nome di tutti, mi ha rivolto. Nel
salutare ciascuno di voi singolarmente, intendo far giungere il mio affettuoso
pensiero ai fedeli affidati alle vostre premure pastorali, ricordando il calore
che essi mi hanno dimostrato durante la visita in Ucraina nel giugno del 2001.
In quella circostanza, alla gioia delle vostre comunità si è unita anche
l’accoglienza e il rispetto di tanti fedeli ortodossi, che hanno visto nel
Vescovo di Roma un amico sincero.
2. La Chiesa greco-cattolica ucraina, rinata dopo i tragici
eventi del secolo scorso, prosegue il suo cammino di ricostruzione nella
consapevolezza della sua grande eredità spirituale, della feconda testimonianza
dei suoi martiri e della necessità di mantenere a tutti i livelli un
atteggiamento di dialogo, di collaborazione, di comunione.
Vi incoraggio in questo spirito che, nel contesto delle vicende
quotidiane a volte difficili, vi è guida sicura per risolvere i problemi che
via via si presentano. A tale riguardo, come non rilevare i recenti cordiali
incontri con i vostri Fratelli Vescovi di rito latino, che hanno permesso di
considerare, alla luce del medesimo obbligo della carità e dell’unità, le
questioni pastorali che interessano ambedue le comunità? Anch’essi sono
applicazione pratica di quella comunione effettiva e affettiva che deve guidare
i Pastori del gregge di Cristo.
Tale comunione è tanto più necessaria se si riflette sulle
sfide a cui la situazione odierna vi pone di fronte: dai bisogni spirituali di
larghe fasce della popolazione, ai gravi dilemmi dell’emigrazione; dai disagi
dei meno fortunati alle difficoltà familiari; dall’esigenza di un dialogo
ecumenico al desiderio di una maggiore integrazione nel contesto europeo.
3. Venerati Fratelli, voi provenite da una terra che è la culla
del cristianesimo nell’Europa orientale. A voi è chiesto di operare in questo
"laboratorio" ecclesiale in cui coesistono la tradizione cristiana
orientale e quella latina. Ambedue contribuiscono ad abbellire il volto
dell’unica Chiesa di Cristo. L’Ucraina, "terra di confine", porta
scritta nella sua storia e nel sangue di tanti suoi figli la chiamata ad operare
con ogni impegno a servizio della causa dell'unità di tutti i cristiani.
Affido i vostri buoni propositi alle preghiere dei vostri
numerosi martiri e all’intercessione di Maria Santissima, teneramente venerata
nei molti santuari del vostro Paese.
Con la mia cordiale Benedizione Apostolica!