Monsignor Presidente,
cari Sacerdoti alunni della
Pontificia Accademia Ecclesiastica!
1. Vi sono grato per questa visita e vi saluto tutti con
affetto. Saluto in primo luogo il Presidente, l'Arcivescovo Justo Mullor Garcia,
e lo ringrazio, oltre che per le parole rivoltemi a nome dei presenti, per la
diligenza e la generosità con cui quotidianamente si dedica al suo impegnativo
compito. Estendo questi miei sentimenti di riconoscenza a quanti, in varie forme
e mansioni, lo coadiuvano nell'opera di formazione.
Saluto in modo speciale voi, cari alunni. Alcuni completeranno
tra breve il curriculum accademico e si apprestano a intraprendere un
servizio diretto alla Sede Apostolica. Formulo loro fervidi auguri di fecondo
ministero e chiedo al Signore di accompagnarli in ogni momento della loro
esistenza.
2. Carissimi alunni, già in altre occasioni ho avuto modo di
sottolineare l'importanza di questa vostra peculiare ‘missione’, che vi
condurrà lontano dalle vostre famiglie offrendovi, al tempo stesso,
l'opportunità di entrare in contatto con molteplici e diverse realtà
ecclesiali e sociali.
Per assolvere in modo fedele i compiti che vi saranno affidati,
è indispensabile che a partire dagli anni di formazione il vostro obiettivo
prioritario sia tendere alla santità. Questo ebbi a ricordare anche durante la
visita alla vostra Accademia due anni or sono, in occasione del suo terzo
Centenario. Aspirare alla perfezione evangelica sia vostro quotidiano sforzo,
alimentando un ininterrotto rapporto di amore con Dio nella preghiera,
nell'ascolto della sua parola e specialmente nella devota partecipazione al
Sacrificio eucaristico. Si trova qui, carissimi, il segreto dell'efficacia di
ogni ministero e servizio nella Chiesa.
3. Voi provenite da nazioni, culture ed esperienze diverse. La
vita in comune in Accademia qui a Roma, centro del Cattolicesimo, vi educa alla
condivisione e alla reciproca comprensione, vi apre alla dimensione universale
della Chiesa e vi offre l'opportunità di meglio capire le complesse realtà
umane del nostro tempo. Tutto ciò sarà di grande aiuto quando svolgerete la
vostra attività fra popolazioni varie per costumi, civiltà, lingua e
tradizioni religiose. Il vostro servizio sarà tanto più proficuo quanto più
vi adopererete, con animo autenticamente sacerdotale, a promuovere la crescita
delle Chiese locali, collegandole con la Cattedra di Pietro, e per il bene dei
popoli.
La Vergine Maria, che veneriamo in modo particolare in
quest'anno dedicato al Rosario, posi il suo sguardo su ciascuno di voi e vi
accompagni in ogni vostro passo con la sua materna protezione. Io vi assicuro la
mia preghiera, e di cuore tutti vi benedico.
*L'Osservatore Romano 16.5.2003 p.4.
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