Signor Presidente!
1. La saluto molto cordialmente - insieme alle distinte Personalità che La
accompagnano - e La ringrazio per questa gentile visita.
La Sua presenza a Roma, in questi giorni, è motivata dal solenne atto della
firma del trattato costituzionale europeo, da parte dei venticinque Stati a cui
ora si estende l'Unione Europea. Il luogo prescelto - quello stesso in cui nel
1957 nacque la Comunità Europea - riveste un chiaro valore simbolico: chi dice
Roma, dice, infatti, irradiazione di valori giuridici e spirituali universali.
2. La Santa Sede ha favorito la formazione dell'Unione Europea, ancor prima
che si strutturasse giuridicamente, e ne ha poi seguito con attivo interesse le
varie tappe. Essa si è anche sempre sentita in dovere di esprimere apertamente
le giuste attese di un grande numero di cittadini cristiani d'Europa, che
chiedevano il suo interessamento.
Per questo la Santa Sede ha ricordato a tutti come il Cristianesimo, nelle sue
varie espressioni, abbia contribuito alla formazione di una coscienza comune dei
Popoli europei ed abbia dato un grande apporto a plasmare la loro civiltà.
Riconosciuto o meno nei documenti ufficiali, è questo un dato innegabile che
nessuno storico potrà dimenticare.
3. Oggi desidero, in particolare, felicitarmi con Lei, Signor Presidente, per
l'opera svolta durante il Suo mandato a guida della Commissione Europea, e al
contempo formulo l’auspicio che le difficoltà sorte in questi giorni a riguardo
della nuova Commissione possano trovare una soluzione di rispetto reciproco in
spirito di concordia fra tutte le istanze interessate.
Signor Presidente, su di Lei e sulle Personalità che La accompagnano invoco la
benedizione del Signore, così come su tutti i Rappresentanti degli Stati
convenuti a Roma per l'imminente firma del trattato costituzionale, e su tutti i
Popoli d'Europa.
Possa l'Unione Europea esprimere sempre il meglio delle grandi tradizioni dei
suoi Stati membri, operare attivamene in campo internazionale per la pace tra i
Popoli, ed offrire un aiuto generoso per la crescita dei Popoli più bisognosi
degli altri continenti.
*Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XXVII, 2, p.472-473.
L'Osservatore Romano 29.10.2004 p.5.
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