Carissimi!
1. In occasione del Capitolo Generale del vostro Istituto, sono
lieto di accogliervi e di assicurarvi la mia spirituale vicinanza nella
preghiera. Saluto in particolare il Superiore Generale ed i membri del nuovo
Consiglio Generale della Congregazione, a cui auguro buon lavoro
nell’impegnativo incarico.
Tutti vi ringrazio per l’affetto che dimostrate al Successore di
Pietro e che ricambio cordialmente, a motivo anche della devozione che nutro nei
confronti del vostro Fondatore, sant’Eugenio de Mazenod, come pure della
stima per la vostra Congregazione, al tempo stesso mariana e missionaria.
2. "Testimoni della speranza" è il motto di questa
Assemblea capitolare, in continuità con la precedente. Con tutta la Chiesa,
siete entrati nel nuovo millennio nel segno della speranza, e in questa
prospettiva volete continuare a camminare, confidando nella divina Provvidenza.
La vostra presenza, animata da autentico fervore religioso e missionario,
dev’essere segno e seme di speranza per quanti vi incontrano, sia in
ambienti secolarizzati, sia in contesti di primo annuncio.
3. Vi incoraggio a perseverare negli obiettivi che vi
siete proposti, anzitutto in quello di una rinnovata unione fraterna,
secondo la volontà del santo Fondatore, il quale pensava all’Istituto come ad
una famiglia, i cui membri formano un cuor solo ed un’anima sola. Oggi voi siete
presenti con oltre mille comunità in 67 Paesi del mondo, e questa unità è una
sfida impegnativa, ma tanto importante per l’umanità, chiamata a percorrere la
via della solidarietà nella diversità.
Apprezzo inoltre la vostra riflessione sui profondi
cambiamenti che stanno segnando la Congregazione, il cui centro di gravità
si va spostando verso le zone più povere del mondo. Questo fatto assai
significativo vi conduce ad aggiornare la formazione, la distribuzione delle
persone, le forme di governo e di comunione dei beni.
Sappiate operare scelte chiare in base alle priorità
della vostra missione. Tra le esigenze prioritarie si pone sicuramente la cura
permanente della vita spirituale per una sempre rinnovata fedeltà al carisma
originario. E’ Dio infatti, con l’azione del suo Santo Spirito, che permette
alle famiglie religiose di rispondere adeguatamente alle nuove domande
attingendo allo specifico dono loro affidato.
4. Per tutte queste finalità invoco dal Cielo, per intercessione
di Maria Santissima, abbondanza di luce e di forza. A Lei domando in modo
particolare di vegliare con materna sollecitudine su ciascuno di voi e sui
vostri Confratelli, mentre di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.
*Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XXVII, 2, p.300-301.
L'Osservatore Romano 26.9.2004 p.5.