The Holy See
back up
Search
riga

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELLA TANZANIA
IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"

 

 

Cari Fratelli Vescovi,

1. Mi rincresce di non potervi ricevere in Vaticano questa volta, tuttavia vi porgo un affettuoso benvenuto, Pastori della Chiesa in Tanzania, in occasione della vostra visita ad limina Apostolorum. Vi saluto tutti dal Policlinico Gemelli, dove offro le mie preghiere e le mie sofferenze per voi, ai quali in questi giorni mi sento particolarmente vicino. Rivolgendomi a voi per la prima volta in questo nuovo millennio, in considerazione dei vostri rapporti quinquennali, desidero parlare con voi di tre parti integranti del vostro ministero pastorale: sollecitudine per la famiglia, sollecitudine per il clero e sollecitudine per il bene comune della società nella vostra regione.

2. Il mondo può imparare molto dall'alto valore attribuito alla famiglia quale elemento edificante della società africana. Oggi la Chiesa è chiamata a dare una priorità speciale alla pastorale della famiglia a motivo dei grandi cambiamenti culturali che si stanno verificando nel mondo moderno. Le nuove idee e i nuovi stili di vita proposti devono essere valutati attentamente alla luce del Vangelo affinché vengano tutelati i valori essenziali per la salute e il benessere della società (cfr Ecclesia in Africa, n. 80). Per esempio, la pratica ingiusta di legare programmi di assistenza economica alla promozione della sterilizzazione e della contraccezione vanno avversati strenuamente. Tali programmi sono "affronti alla dignità della persona e della famiglia" (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 234) e minacciano di minare l'interpretazione cristiana autentica della natura e dello scopo del matrimonio.

Secondo il disegno del Creatore, il sacro vincolo del matrimonio simboleggia la nuova ed eterna alleanza sancita nel sangue di Cristo (cfr Familiaris consortio, n. 13). Uno e indissolubile per natura, il matrimonio resta aperto alla generazione di nuova vita, mediante la quale gli sposi cooperano all'opera creatrice di Dio. Quali maestri autentici della fede, continuate a proclamare questi principi e a edificare la Chiesa nel vostro Paese quale Famiglia di Dio (cfr Ecclesia in Africa, n. 92). Solo così, si possono gettare fondamenta salde per il futuro della società africana e, di fatto, della Chiesa locale.

La promozione degli autentici valori familiari è tanto più urgente a motivo del terribile flagello dell'AIDS che affligge il vostro Paese e così tanto il continente africano.

La fedeltà in seno al matrimonio e l'astinenza al di fuori di esso sono gli unici metodi sicuri per limitare l'ulteriore diffusione dell'infezione. La trasmissione di questo messaggio deve essere l'elemento chiave della risposta della Chiesa all'epidemia. Mi duole in particolare considerare le molte migliaia di bambini rimasti orfani a causa di questo virus impietoso. La Chiesa svolge un ruolo vitale nell'offrire il sostegno e la compassione necessari a queste vittime innocenti, tragicamente private dell'amore dei loro genitori.

3. I principali collaboratori del Vescovo nello svolgimento della sua missione sono i sacerdoti della Diocesi, dei quali il Vescovo è chiamato a essere padre, fratello e amico (cfr Direttorio sul Ministero Pastorale dei Vescovi, n. 76). Aiutandoli a crescere in santità e nell'impegno incondizionato alla sequela, cercate di suscitare in loro un anelito autentico al Regno di Dio.

Continuate a incoraggiarli nelle loro capacità, sosteneteli nelle difficoltà e metteteli in grado di soddisfare le esigenze della vita sacerdotale oggi. So che attribuite valore alla formazione sacerdotale e all'esigenza di affidare questo compito ai vostri migliori sacerdoti. Senza tralasciare gli aspetti intellettuali e pastorali della formazione, vi chiedo sempre di esercitare un particolare controllo sulla formazione spirituale. Solo un impegno alla preghiera, radicato in una comprensione matura della configurazione personale del sacerdote a Cristo, permetterà a quest'ultimo di praticare il generoso dono di sé nella carità pastorale alla quale è chiamato (cfr Pastores dabo vobis, n. 23). Parimenti, garantendo che tutti i sacerdoti ricevano un'appropriata formazione permanente, li aiutate a "ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mani" (2 Tm 1, 6).

4. Quale Conferenza Episcopale, avete già compiuto passi importanti per combattere la privazione materiale che affligge così tanti membri del vostro popolo. Il successo della vostra iniziativa nell'organizzare il Forum Internazionale del 2002 è chiaramente evidenziato nell'intenzione proclamata dal Governo di utilizzare le sue conclusioni nella formulazione della politica pubblica.

Questa cooperazione fra Stato e Chiesa su questioni di grande interesse sociale è lodevole, ed è auspicabile che altri seguano il vostro esempio in quest'area. Ho fiducia nel fatto che continuerete a esercitare pressioni per ottenere misure concrete volte ad alleviare la povertà e ad aumentare il livello dell'educazione affinché i poveri siano messi in grado di aiutare se stessi e di aiutarsi reciprocamente.

Il vostro Paese ha già contribuito in modo significativo a creare pace e stabilità nell'Africa orientale. In passato ho menzionato la generosità con cui avete dato una casa a migliaia di persone in fuga dalla persecuzione nei loro Paesi (cfr Discorso all'Ambasciatore della Tanzania presso la Santa Sede, 11 gennaio 1997) e vi esorto a continuare a estendere questa accoglienza ai vostri fratelli e alle vostre sorelle sofferenti, seguendo l'esempio di Cristo. In tal modo, vi dimostrerete loro autentici vicini. Una sfida futura consisterà nel mantenere e rafforzare rapporti rispettosi con la comunità musulmana, in particolare nell'arcipelago dello Zanzibar. Un impegno serio al dialogo interreligioso e una salda volontà di cooperare per risolvere i problemi sociali ed economici del vostro Paese saranno per altre nazioni un esempio luminoso dell'armonia che dovrebbe esistere fra diversi gruppi etnici e religiosi.

5. Cari Fratelli Vescovi, guardando fiduciosi al futuro, pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi nei preparativi della Seconda Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi e le gioie e i dolori, i dispiaceri e le speranze dei popoli del vostro continente trovino una eco nei cuori di tutti i seguaci di Cristo (cfr Gaudium et spes, n. 19). Cercate sempre di evangelizzare la cultura del vostro popolo in modo che Cristo parli dal cuore delle vostre Chiese locali con una voce autenticamente africana.

Prego affinché quest'anno dell'Eucaristia possa essere per voi "occasione preziosa per una rinnovata consapevolezza del tesoro incomparabile che Cristo ha affidato alla sua Chiesa" (Mane nobiscum, Domine, n. 29). Affidando voi e i vostri sacerdoti, diaconi, religiosi e laici all'intercessione di Maria, Stella dell'Evangelizzazione, imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica quale pegno di grazia e forza nel suo Figlio, nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Dal Policlinico Gemelli, 11 marzo 2005

IOANNES PAULUS II

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

top