"Ti salutiamo,
Ostia viva,
in cui Gesù Cristo
cela la
divinità!"
1. Al termine di questa solenne Celebrazione Eucaristica ci rivolgiamo con
il pensiero a Maria, recitando l'"Angelus". Tutti conosciamo questa
preghiera. Sappiamo che ci ricorda la scena dell'Annunciazione. "L'angelo
del Signore recò l'annuncio a Maria ed ella concepì per opera
dello Spirito Santo". Il momento dell'annuncio è anche l'istante del
concepimento verginale del Figlio di Dio. Così, dunque, questa preghiera
mariana, che recitiamo tre volte durante la giornata, ci ricorda questo grande
mistero dell'Incarnazione. "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è
con te . . . Benedetta tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo
grembo" (Lc 1, 28.42).
Nell'odierna domenica, al termine della Statio Orbis, che chiude il
Congresso Eucaristico di Wrocław , ci rendiamo conto di un particolare nesso tra
il mistero dell'Incarnazione e l'Eucaristia. "Il Verbo si fece carne ed
abitò tra noi", ripetiamo nella preghiera dell'"Angelus".
E' proprio questa carne a diventare Eucaristia, quando il sacerdote pronunzia
sopra il pane e il vino le parole, che Cristo pronunziò nel Cenacolo: "Questo
è il mio corpo offerto in sacrificio per voi". Corpo e Sangue. "Questo
è il mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per
tutti. Fate questo in memoria di me!" (cfr 1 Cor 11, 24-25). Questo
mirabile legame tra il mistero del Verbo Incarnato e l'Eucaristia viene espresso
in modo molto bello da un canto eucaristico polacco:
"Ti salutiamo, Ostia viva,
in cui Gesù Cristo cela la
divinità.
Ave, Gesù, Figlio di Maria,
nella santa Ostia
sei il vero Dio".
2. Così, dunque, la preghiera dell'"Angelus" ci svela la
sua profondità eucaristica. Cristo, nel Sacrificio dell'altare, sotto le
specie del pane e del vino ci dà come cibo il Corpo e Sangue, che per
opera dello Spirito Santo gli ha dato sua Madre, Maria.
Dio Padre, scegliendo Maria come Madre del suo Figlio unigenito, l'ha unita
in modo particolare con l'Eucaristia.
Maria, insegnaci a comprendere sempre più pienamente questo grande
mistero della fede, affinché con gioia e gratitudine accogliamo sempre
l'invito del tuo Figlio: "Prendete e mangiatene, questo è il mio
Corpo. Prendete e bevetene, questo è il mio Sangue". "Ti
salutiamo, Pane angelico,ti adoriamo in questo Sacramento. Ave, Gesù,
Figlio di Maria, nella santa Ostia sei il vero Dio".
3. Che il mistero dell'Eucaristia pervada tutta la vostra vita. Che
dall'Eucaristia attinga forza il vostro amore per Dio e per i fratelli, che
s'accenda la vostra fede e si rafforzi la vostra speranza.
Lodando la presenza di Cristo nell'Eucaristia, rendiamo anche grazie a Dio
per il dono del sacerdozio. Il sacerdozio e l'Eucaristia sono uniti
indissolubilmente tra loro. Il sacerdote è ministro dell'Eucaristia.
Nella comunità della Chiesa è lui ad adempiere in modo particolare
l'esortazione di Cristo: "Fate questo in memoria di me". Innestato nel
Cristo-Sacerdote per mezzo del sacramento dell'Ordine, con la potenza di Lui
celebra il Sacrifico eucaristico. Non c'è sacerdozio senza Eucaristia.
Non c'è Sacrificio eucaristico senza sacerdozio. La preghiera dell'"Angelus",
che reciteremo tra un istante, diventi dunque anche rendimento di grazie per il
dono del sacerdozio e una grande supplica per le nuove vocazioni. Siano in tanti
a sentire la chiamata del "Padrone della messe" e a pronunciare con
Maria il fiat generoso della loro risposta a Dio. Chiediamo alla Vergine Maria
di ottenere per la Chiesa presso il suo Figlio numerosi e zelanti ministri
dell'Eucaristia.