1. "Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano"
(Lc 11,28).
Queste parole di Cristo, che abbiamo or ora ascoltato dal Vangelo di
Luca, pongono al centro della nostra celebrazione la figura di Maria
Santissima, icona del perfetto discepolo e della santa Chiesa. Rispondendo
all'esclamazione di una donna del popolo, Gesù fa un'affermazione
che, a prima vista, può sorprendere, ma che, guardata in profondità,
rivela la vera grandezza della Madonna: Maria è veramente beata,
non semplicemente perché ha generato e allevato Gesù, ma
perché ha accolto con fede la volontà del Signore e l'ha
messa in pratica. E' questa l'autentica grandezza di Maria ed è
anche la sua beatitudine: la beatitudine della fede, che apre la vita
dell'uomo all'azione dello Spirito Santo e la rende feconda di frutti
benedetti per la gloria di Dio.
In questa icona, carissimi Fratelli e Sorelle, si rispecchia oggi la
vostra Comunità diocesana, la Chiesa che è in Chiavari. Si
rispecchia in Maria come nel suo sublime modello, e a lei guarda nella
speranza di sentir applicate a sé le parole pronunciate quel giorno
da Gesù: "Beata te, Chiesa di Chiavari, che ascolti la parola
di Dio e la osservi!".
Ecco, carissimi, il Papa è venuto tra voi soprattutto per questo:
per recarvi la parola salvifica del Vangelo, e per aiutarvi in questa
verifica.
2. Carissimi Chiavaresi! E' grande la mia gioia nel trovarmi oggi in
mezzo a voi. Saluto con affetto il vostro Vescovo, Mons. Alberto Maria
Careggio. Vi ho mandato come Pastore lui, che mi ha accompagnato sui
sentieri di montagna, perché possa accompagnarvi sui sentieri che
portano verso il Cielo! Aiutatelo ad essere per tutti voi una buona guida!
Con lui abbraccio anche il Vescovo emerito, Mons. Daniele Ferrari, che
tanto ha fatto per questa Diocesi.
Rivolgo uno speciale e caloroso saluto ai sacerdoti, ai religiosi ed
alle religiose, complimentandomi con loro per la generosità con cui
svolgono il loro servizio ecclesiale, senza badare a fatiche e disagi. Il
saluto si estende anche ai laici impegnati, la cui preziosa collaborazione
è indispensabile per l'attività pastorale nelle varie
comunità.
Un saluto deferente va poi alle autorità civili, che ringrazio
per la loro presenza a questa celebrazione. Il mio pensiero si volge anche
a quanti sono uniti a noi mediante la radio e la televisione. Penso in
modo particolare agli anziani ed agli ammalati, che ci seguono dalle loro
case. A tutti l'assicurazione di una speciale preghiera.
3. Nella comunità di Chiavari la Beata Vergine è
particolarmente amata e venerata. Col titolo di Nostra Signora dell'Orto,
Maria è la Patrona della diocesi. Ma chi non conosce il bel
Santuario di Montallegro, sopra Rapallo? Anche là una celebre
effige evoca la spirituale presenza della Madre di Dio. Assai noto è
pure il Santuario di Velva, dedicato alla Madonna della Guardia.
Secondo la lezione del Concilio Ecumenico Vaticano II, questo ricco
patrimonio di pietà popolare mariana chiede di essere custodito e
valorizzato perché, attraverso la Vergine Santissima, anche le
nuove generazioni incontrino Cristo, unico Mediatore tra Dio e l'uomo, e
in lui trovino la salvezza.
4. Che cosa può significare in concreto, per voi, Comunità
ecclesiale di Chiavari, l'impegno di ascoltare e osservare la parola di
Dio? Significa certamente leggerla e meditarla nella Bibbia, ma significa
anche ascoltarla ed attuarla nella mediazione che ne ha fatto il Sinodo
diocesano, concluso nel 1992, a cent'anni dalla fondazione di questa
Chiesa particolare.
Come Successore di Pietro vi invito a crescere nell'unità e nella
missionarietà, seguendo le direttive del Sinodo. Siate sempre più
uniti tra di voi, e nello stesso tempo, apritevi ai vasti orizzonti
dell'evangelizzazione: tutti coloro che non hanno ancora incontrato Cristo
e la Chiesa vi devono stare a cuore, a partire dal vostro territorio fino
ai Paesi di missione.
Abbiate sempre presente la parola di Cristo: "Tutti sapranno che
siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv
13,35). Nella comunità questo significa portare i pesi gli uni
degli altri, condividere, collaborare, sentirsi corresponsabili. Tutti
sono chiamati a creare questo stile di comunione: Vescovo, sacerdoti,
religiosi e laici; associazioni, movimenti e gruppi. Il primo ambito in
cui fare comunità è la parrocchia: le parrocchie, come
tessere di un mosaico, formano la comunità diocesana; questa poi è
inserita nell'organismo vivente della Chiesa universale.
Nel vostro territorio, un'attenzione particolare meritano due categorie
di persone: i turisti e gli anziani. E' importante che i villeggianti,
venendo in gran numero a trascorrere periodi anche lunghi in riviera,
incontrino comunità vive, accoglienti, nelle quali possano trovarsi
a loro agio, in un clima di famiglia. D'altra parte, bisognerà non
trascurare i molti anziani locali, i quali costituiscono un'inestimabile
ricchezza umana e spirituale.
5. La Beata Vergine Maria è la terra buona e feconda dove il seme
della Parola di Dio è stato accolto con fede ed ha portato il
frutto messianico, benedizione salvifica per tutto il genere umano. La
Chiesa si rispecchia in questo modello: ogni Comunità diocesana è
paragonabile al giardino di cui parla il profeta Isaia, in cui germogliano
molteplici carismi che manifestano l'azione della Grazia e arricchiscono
il Popolo di Dio.
Penso ai numerosi santi e beati di questa terra: il Vescovo sant'Antonio
Maria Gianelli e santa Caterina Fieschi Adorno; i beati Alberto e
Baldassarre da Chiavari, il beato sacerdote Agostino Roscelli e la
neo-beata Brigida Morello, fondatrice delle Orsoline di Maria Immacolata.
Ad essi si aggiungono alcuni Venerabili e Servi di Dio.
Penso ai vari Istituti di vita consacrata femminili e maschili, ed
invito i giovani a conoscerli, perché in qualcuno di essi
potrebbero trovare il carisma che corrisponde alla loro ricerca di
significato e di donazione a Dio e ai fratelli.
Penso anche alle associazioni, ai movimenti, alle comunità ed ai
gruppi laicali, che offrono un contributo indispensabile alla missione
della Chiesa sia per la formazione che per l'animazione spirituale,
caritativa, sociale e culturale. Invoco per ciascuna di queste realtà
ecclesiali la forza dello Spirito Santo e le invito ad operare sempre in
armonia con la pastorale diocesana secondo le indicazioni del Vescovo.
Incoraggio a proseguire la già intensa azione di pastorale
giovanile, formando i "vicini" e nello stesso tempo cercando i "lontani".
Auguro un fruttuoso sviluppo alle tante iniziative antiche e nuove, tra le
quali ricordo gli itinerari formativi dell'Azione Cattolica, la catechesi
interparrocchiale per il sacramento della Cresima e - come "pianta"
assai fiorente nel giardino della diocesi - l'Opera del Villaggio del
Ragazzo.
Invito a promuovere in modo sempre più organico e capillare la
pastorale familiare, che ha un suo punto di riferimento nel centro di
spiritualità "Madonnina del Grappa". La famiglia è
l'elemento portante della vita sociale e solo lavorando molto e bene con
le famiglie si può rinnovare il tessuto della comunità
ecclesiale e la stessa società civile.
6. Carissimi Fratelli e Sorelle di Chiavari! In questa solenne
Eucaristia, vi affido tutti alla Madre di Dio e della Chiesa. Ella sia
sempre al centro della vostra Comunità, come lo fu tra i primi
discepoli, a Gerusalemme. Per sua intercessione, in questo secondo anno di
preparazione immediata al Giubileo del Duemila, invochiamo insieme una
rinnovata effusione dello Spirito Santo su questa giovane Diocesi, perché
ascolti sempre la Parola di Dio e la metta in pratica, e, oltre che di
bellezze naturali, sia sempre più ricca di fede, di speranza e di
amore. "Come una sposa che si adorna di gioielli" (Is
61,10).
Beata te, Chiesa di Chiavari, se saprai ascoltare la parola di Dio e ti
sforzerai di osservarla! (cfr Lc 11,28).
Possa tu essere il giardino di cui parla il profeta Isaia: il Signore
Dio faccia germogliare in te la giustizia e questo ti valga "la lode
davanti a tutti i popoli"! (cfr Is 61,11).
Amen!