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VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITĄ GIOVANNI PAOLO II
A CUBA (21-26 GENNAIO 1998)

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Istituto Superiore di Cultura Fisica «Manoel Fajardo» di Santa Clara
22 gennaio 1998

 

1. «Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via» (Dt 6, 6-7). Ci siamo riuniti nel Campo Sportivo dell'Istituto Superiore di Cultura Fisica «Manuel Fajardo», trasformato oggi in un immenso tempio aperto. In questo incontro desideriamo rendere grazie a Dio per il grande dono della famiglia.

Già nella prima pagina della Bibbia l'autore sacro ci presenta questa istituzione: «Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1, 27). In tal senso, le persone umane nella loro differenza sessuale sono, come Dio stesso e per sua volontà, fonte di vita: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Gn 1, 28). La famiglia è dunque chiamata a cooperare al piano di Dio e alla sua opera creatrice mediante l'alleanza di amore sponsale fra l'uomo e la donna e, come ci dirà san Paolo, questa alleanza è anche segno dell'unione di Cristo con la sua Chiesa (cfr Ef 5, 32).

2. Carissimi fratelli e sorelle: sono lieto di salutare con grande affetto Monsignor Fernando Prego Casal, Vescovo di Santa Clara, i Signori Cardinali e gli altri Vescovi, i sacerdoti e i diaconi, i membri delle comunità religiose e tutti voi, fedeli laici. Desidero anche porgere un deferente saluto alle autorità civili. Le mie parole sono rivolte in modo particolare alle famiglie qui presenti, le quali desiderano proclamare il loro fermo proposito di realizzare nella propria vita il progetto salvifico del Signore.

3. L'istituzione familiare a Cuba è depositaria del ricco patrimonio di virtù che distinse le famiglie creole dei tempi passati, i cui membri s'impegnarono tanto nei diversi campi della vita sociale e forgiarono il Paese senza badare ai sacrifici e alle avversità. Quelle famiglie, fondate solidamente sui principi cristiani, così come sul loro senso di solidarietà familiare e sul rispetto per la vita, furono autentiche comunità di affetto reciproco, di gioia e di festa, di fiducia e di sicurezza, e di serena riconciliazione. Si caratterizzarono anche — come molti focolari di oggi — per l'unità, il profondo rispetto per gli anziani, l'alto senso di responsabilità, l'ossequio sincero all'autorità paterna e materna, la gioia e l'ottimismo, nella povertà così come nella ricchezza, il desiderio di lottare per un mondo migliore e soprattutto la grande fede e la fiducia in Dio.

Oggi le famiglie a Cuba devono affrontare anch'esse le sfide che tante altre famiglie nel mondo sopportano attualmente. Sono numerosi i membri di queste famiglie che hanno lottato e dedicato la propria vita alla conquista di un'esistenza migliore, nella quale vengano garantiti i diritti umani fondamentali: lavoro, alimentazione, abitazione, salute, educazione, sicurezza sociale, partecipazione sociale, libertà di associazione e di scelta della propria vocazione. La famiglia, cellula primaria della società e garanzia della sua stabilità, sperimenta tuttavia le crisi che possono colpire la stessa società. Ciò accade quando i coniugi vivono in sistemi economici o culturali che, sotto la falsa apparenza di libertà e di progresso, promuovono o addirittura difendono una mentalità antinatalista, inducendo in tal mondo gli sposi a ricorrere a metodi di controllo della natalità che non sono conformi alla dignità umana. Si arriva persino all'aborto, che è sempre, oltre che un crimine abominevole (cfr Gaudium et spes, n. 51), un assurdo impoverimento della persona e della società stessa. Dinanzi a ciò, la Chiesa insegna che Dio ha affidato agli uomini la missione di trasmettere la vita in un modo degno dell'uomo, frutto della responsabilità e dell'amore fra i coniugi.

La maternità viene a volte presentata come un regresso o una limitazione della libertà della donna, alterando così la sua vera natura e la sua dignità. I figli vengono presentati non per quello che sono — un grande dono di Dio — ma come qualcosa da cui bisogna difendersi. La situazione sociale vissuta in questo amato Paese ha anche causato non poche difficoltà alla stabilità familiare: le carenze materiali — come quando gli stipendi non sono sufficienti o hanno un potere d'acquisto molto limitato —, le insoddisfazioni per motivi ideologici, l'attrazione esercitata dalla società consumistica. Queste difficoltà, insieme ad alcune misure relative all'occupazione o di altro genere, hanno generato un problema che si trascina da anni a Cuba: la separazione forzata delle famiglie all'interno del Paese e l'emigrazione, che ha lacerato intere famiglie e ha seminato dolore in una parte considerevole della popolazione. Esperienze non sempre accettate e a volte traumatiche sono la separazione dei figli e la sostituzione del ruolo dei genitori, a causa degli studi compiuti lontano dalla famiglia nell'adolescenza, in situazioni che danno come triste risultato la proliferazione della promiscuità, l'impoverimento etico, la volgarità, i rapporti prematrimoniali in giovane età e il facile ricorso all'aborto. Tutto ciò lascia tracce profonde e negative nella gioventù, che è chiamata a incarnare i valori morali autentici per il consolidamento di una società migliore.

4. La via per sconfiggere questi mali non è altro che Gesù Cristo, la sua dottrina e il suo esempio di amore totale che ci salva. Nessuna ideologia può sostituire la sua infinita sapienza e il suo potere. Per questo è necessario recuperare i valori religiosi nell'ambito familiare e sociale, promuovendo la pratica delle virtù che caratterizzarono le origini della Nazione cubana, nel processo di edificazione del suo futuro «con tutti e per il bene di tutti», come chiedeva José Martí. La famiglia, la scuola e la Chiesa devono formare una comunità educativa dove i figli di Cuba possano «crescere in umanità». Non abbiate paura, aprite le famiglie e le scuole ai valori del Vangelo di Gesù Cristo, che non costituiscono un pericolo per nessun progetto sociale.

5. «Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre"» (Mt 2, 13). La Parola rivelata ci mostra come Dio voglia proteggere la famiglia e preservarla da ogni pericolo. Perciò la Chiesa, animata e illuminata dallo Spirito Santo, cerca di difendere e di proporre ai suoi figli e a tutti gli uomini di buona volontà la verità sui valori fondamentali del matrimonio cristiano e della famiglia. Allo stesso modo, proclama, come dovere ineludibile, la santità di questo sacramento e le sue esigenze morali, per salvaguardare la dignità di ogni persona umana.

Il matrimonio, con il suo carattere di unione esclusiva e permanente, è sacro perché ha la sua origine in Dio. I cristiani, nel ricevere il sacramento del matrimonio, partecipano al piano creatore di Dio e ricevono le grazie di cui hanno bisogno per compiere la loro missione, per educare e formare i figli e per rispondere alla chiamata alla santità. È un'unione diversa da qualsiasi altra unione umana, poiché si fonda sulla dedizione e sull'accettazione reciproca dei coniugi al fine di diventare «una sola carne» (Gn 2, 24), vivendo in una comunità di vita e di amore la cui vocazione è quella di essere «santuario della vita» (cfr Evangelium vitae, n. 59). Con la loro unione fedele e perseverante, i coniugi contribuiscono al bene dell'istituzione familiare e dimostrano che l'uomo e la donna hanno la capacità di donarsi per sempre l'uno all'altro, senza che il dono volontario e perenne annulli la libertà, perché nel matrimonio ogni personalità deve rimanere inalterata e sviluppare la grande legge dell'amore: donarsi l'uno all'altro per dedicarsi insieme al compito che Dio affida loro. Se la persona umana è il centro di ogni istituzione sociale, allora la famiglia, primo ambito di socializzazione, deve essere una comunità di persone libere e responsabili che portino avanti il matrimonio come un progetto di amore, sempre perfettibile, che apporta vitalità e dinamismo alla società civile.

6. Nella vita matrimoniale il servizio alla vita non si esaurisce nel concepimento, ma si prolunga nell'educazione delle nuove generazioni. I genitori, avendo dato la vita ai figli, hanno l'oneroso obbligo di educare la prole e, di conseguenza, devono essere riconosciuti come i primi e principali educatori dei propri figli. Questo compito educativo è così importante che, quando manca, difficilmente si può sostituire (cfr Gravissimum educationis, n. 3). Si tratta di un dovere e di un diritto insostituibile e inalienabile. È vero che nell'ambito educativo all'autorità pubblica spettano diritti e doveri, in quanto deve essere al servizio del bene comune; tuttavia, questo non le dà il diritto di sostituirsi ai genitori. Pertanto i genitori, senza attendere che altri li sostituiscano in ciò che è loro responsabilità, devono poter scegliere per i loro figli l'orientamento pedagogico, i contenuti etici e civici e l'ispirazione religiosa ai quali desiderano formarli integralmente. Non aspettate che tutto vi venga dato. Assumete la vostra missione educativa, cercando e creando gli spazi e i mezzi adeguati nella società civile.

Occorre inoltre offrire alle famiglie una casa dignitosa e un focolare unito, in modo che possano ricevere e trasmettere un'educazione morale e un ambiente propizio per coltivare gli alti ideali e per vivere la fede.

7. Cari fratelli e sorelle, cari sposi e genitori, cari figli: ho voluto ricordare alcuni aspetti essenziali del progetto di Dio sul matrimonio e sulla famiglia per aiutarvi a vivere con generosità e con dedizione questo cammino di santità al quale molti sono chiamati. Accogliete con amore la Parola del Signore proclamata in questa Eucaristia. Nel Salmo responsoriale abbiamo ascoltato: «Beato l'uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie... i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa ... Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore» (Sal 127, 1.3.4.).

Grande è la vocazione alla vita matrimoniale e familiare, ispirata alla Parola di Dio, secondo il modello della Sacra Famiglia di Nazaret. Amati cubani: siate fedeli alla parola divina e a questo modello! Cari mariti e mogli, padri e madri, famiglie della nobile Cuba: conservate nella vostra vita questo sublime modello, aiutati dalla grazia che vi è stata concessa nel sacramento del matrimonio! Che Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, dimori nei vostri focolari domestici! Così le famiglie cattoliche di Cuba contribuiranno in modo decisivo alla grande causa divina della salvezza dell'uomo in questa terra benedetta che è la vostra Patria e la vostra Nazione. Cuba: abbi cura delle tue famiglie perché tu possa conservare sano il tuo cuore!

Che la Virgen de la Caridad del Cobre, Madre di tutti i cubani, Madre nella Famiglia di Nazaret, interceda per tutte le famiglie di Cuba affinché, rinnovate, vivificate e aiutate nelle loro difficoltà, vivano in serenità e pace, superino i problemi e le difficoltà, e tutti i loro membri ottengano la salvezza che proviene da Gesù Cristo, Signore della storia e dell'umanità! A Lui la gloria e il potere per i secoli dei secoli. Amen.

Desidero ripetere le parole del vostro poeta José Martí: nel processo di costruzione del proprio futuro «con tutti e per il bene di tutti», la famiglia, la scuola e la Chiesa devono formare una comunità educativa dove i figli di Cuba possano «crescere in umanità».

 

©  Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana

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