Vespri (Cattedrale di St. Louis, 27 Gennaio 1999)
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VIAGGIO APOSTOLICO A CITTÀ DEL MESSICO
E A SAINT LOUIS (22-28 GENNAIO 1999)

CELEBRAZIONE DEI VESPRI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Cattedrale di Saint Louis - Mercoledì, 27 gennaio 1999

 

«Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti» (Sal 67, 4)

Cari amici,

1. Siamo qui riuniti in questa splendida Basilica Cattedrale per adorare Dio e per far sì che le nostre preghiere si innalzino fino a Lui come incenso. Nel cantare lodi a Dio, ricordiamo e riconosciamo il suo dominio sul Creato e sulla nostra vita. La nostra preghiera questa sera ci ricorda che la nostra vera lingua madre è la lode a Dio, la lingua dei Cieli, la nostra vera casa.

Siamo riuniti in quella che è già la vigilia di un nuovo millennio, da ogni punto di vista una svolta decisiva per il mondo. Se guardiamo al secolo che ci accingiamo a lasciarci alle spalle, vediamo che l'orgoglio umano e la forza del peccato hanno reso difficile a molte persone parlare la propria lingua madre. Per poter cantare lodi a Dio dobbiamo imparare di nuovo la lingua dell'umiltà e della fiducia, la lingua dell'integrità morale e dell'impegno sincero verso tutto ciò che è veramente buono al cospetto del Signore.

2. Abbiamo appena ascoltato una commovente Lettura nella quale il profeta Isaia descrive un popolo che torna dall'esilio, sopraffatto e scoraggiato. Anche noi, a volte, sperimentiamo l'arido deserto: le nostre mani sono deboli, le nostre ginocchia fiacche, il nostro cuore impaurito. Quanto spesso la lode di Dio muore sulle nostre labbra e ne scaturisce invece un canto di lamento! Il messaggio del profeta è un'esortazione alla fiducia, un'esortazione al coraggio, un'esortazione alla speranza nella salvezza che viene dal Signore! Quanto urgente è per noi oggi questa esortazione: «Coraggio! non temete! Ecco il vostro Dio. Egli viene a salvarvi» (Is 35, 3-4)!

3. Il nostro cortese ospite, l'Arcivescovo Rigali, ha invitato alla celebrazione dei Vespri i rappresentanti di molti diversi gruppi religiosi e settori della società civile. Saluto il Vice-Presidente degli Stati Uniti d'America e le altre autorità civili e i responsabili di comunità qui presenti. Saluto i miei fratelli e le mie sorelle nella fede cattolica: i membri del laicato che desiderano vivere la loro dignità battesimale ancor più intensamente con i loro sforzi per far sì che il Vangelo influisca sulle realtà della vita quotidiana della società.

Saluto con affetto i miei fratelli sacerdoti, che rappresentano tutti i numerosi, solleciti e generosi sacerdoti di St. Louis e di altre Diocesi. Spero che esulterete ogni giorno incontrando, nella preghiera e nell'Eucaristia, Gesù Cristo vivo, del quale condividete il sacerdozio. Saluto con gioia voi, diaconi della Chiesa e incoraggio il vostro ministero di carità, pastorale e liturgico. Rivolgo un ringraziamento particolare alle vostre consorti e alle vostre famiglie per il ruolo di sostegno che svolgono in questo ministero.

I numerosi religiosi che sono qui questa sera rappresentano migliaia e migliaia di donne e di uomini che hanno operato nell'Arcidiocesi fin dall'inizio. Siete coloro che seguono Cristo imitando il suo totale dono di sé al Padre e alla causa del suo Regno. A ognuno di voi va il mio ringraziamento e la mia stima.

Rivolgo volentieri una particolare parola di incoraggiamento ai seminaristi. Sarete i sacerdoti del nuovo Millennio, operando con Cristo per la nuova evangelizzazione, aiutando la Chiesa, sotto l'azione dello Spirito Santo, a soddisfare le esigenze del nuovo secolo. Prego ogni giorno affinché il Signore vi renda «Pastori secondo» il suo «cuore» (Ger 3, 15).

4. Sono particolarmente lieto che illustri membri di altre Chiese e Comunità ecclesiali si siano uniti alla comunità cattolica di St. Louis in questa celebrazione dei Vespri. Con speranza e fiducia continuiamo a operare insieme per realizzare il desiderio del Signore «perché tutti siano una cosa sola [. . .] perché il mondo creda» (Gv 17, 21). La mia amicizia e la mia stima vanno anche ai membri di tutte le altre tradizioni religiose. Penso in particolare al legame che da tempo ho con i membri della fede ebraica e ai miei incontri, in molte parti del mondo, con i fratelli e le sorelle musulmani. Oggi, la Divina Provvidenza ci ha riuniti e ci ha permesso di pregare: «Dio, ti lodino i popoli tutti»! Possa questa preghiera indicare il nostro impegno comune per una comprensione e collaborazione sempre maggiori!

5. Desidero anche dire una parola di apprezzamento alla comunità civica dell'intera area metropolitana, a tutte le persone della città di St. Louis che sono impegnate a favore del suo benessere umano, culturale e sociale. La vostra determinazione nell'affrontare le molte sfide urbane che si prospettano alla comunità aiuterà a creare un rinnovato «Spirito di St. Louis» per servire la causa della città, che è anche la causa dei suoi abitanti e delle loro esigenze. Occorre dedicare particolare attenzione alla formazione dei giovani, affinché partecipino positivamente alla comunità. A tale riguardo condivido la speranza dell'Arcidiocesi che il Cardinale Ritter College Prep, sostenuto dall'impegno congiunto di tutti i settori, possa continuare a offrire a molti giovani l'opportunità di accedere a una valida educazione e a un'autentica promozione umana.

A nome della Chiesa ringrazio tutti, inclusa la comunità economica, per il costante sostegno a molti validi servizi caritativi, sociali ed educativi promossi dalla Chiesa.

6. «Dio, ti lodino i popoli tutti»! (Sal 67)

Al termine di questo secolo - contrassegnato al contempo da un progresso senza precedenti e da un tragico costo di sofferenza umana - i cambiamenti radicali nella politica mondiale aumentano la responsabilità dell'America di essere per il mondo un esempio di società veramente libera, democratica, giusta e umana. Vi è una lezione per ogni nazione potente contenuta nel brano del Libro dell'Apocalisse che abbiamo recitato. In realtà fa riferimento al canto della libertà elevato da Mosè dopo aver condotto il popolo attraverso il Mar Rosso, salvandolo dall'ira del Faraone. L'intera storia della salvezza va letta nella prospettiva di tale Esodo: Dio rivela se stesso nelle sue azioni per difendere gli umili della terra e liberare gli oppressi.

Allo stesso modo, nel suo Magnificat, Maria, Madre del Redentore, ci offre la chiave per comprendere l'intervento di Dio nella storia umana quando dice: «ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; [...] ha innalzato gli umili» (Lc 1, 51-52). Dalla storia della salvezza apprendiamo che il potere è responsabilità: è servizio, non privilegio. Il suo esercizio è moralmente giustificabile quando viene usato per il bene di tutti, quando è sensibile ai bisogni dei poveri e degli indifesi.

Vi è anche un'altra lezione: Dio ci ha dato una legge morale per guidarci e impedirci di ricadere nella schiavitù del peccato e della menzogna. Non siamo soli nella nostra responsabilità per il grande dono della libertà. I Dieci Comandamenti sono la Carta dell'autentica libertà, sia per il singolo individuo che per la società nel suo insieme.

L'America inizialmente ha proclamato la sua indipendenza sulla base di chiare verità morali. L'America rimarrà un faro di libertà per il mondo fintantoché terrà fede a queste verità morali che sono al centro della sua esperienza storica. Quindi, America: se vuoi la pace, opera per la giustizia. Se vuoi la giustizia, difendi la vita. Se vuoi la vita, abbraccia la verità - la verità rivelata da Dio.

In tal modo, la lode a Dio, lingua dei Cieli, sarà sempre sulla labbra di questo popolo: «Il Signore è Iddio, l'Onnipotente ... Venite allora, inchiniamoci e adoriamo». Amen.

  

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

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