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VIAGGIO APOSTOLICO A RIO DE JANEIRO, IN OCCASIONE DEL
II INCONTRO MONDIALE CON LE FAMIGLIE(2-6 OTTOBRE 1997)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE FAMIGLIE DI TUTTO IL MONDO

Stadio «Maracană» (Rio de Janeiro) - Sabato, 4 Ottobre 1997

  

1. Amate famiglie riunite qui a Rio de Janeiro, provenienti da tutti i popoli e da tutte le nazioni!

Benvenuti a tutti!

Carissime famiglie del mondo intero che, attraverso la radio e la televisione, seguite questo Incontro! Saluto tutte voi con particolare affetto e vi benedico!

Vi ringrazio molto per questa calorosa manifestazione di fede e di gioia che ci avete voluto offrire oggi, per aiutarci a riflettere sul fatto che la famiglia è veramente dono ed impegno per la persona e per la vita, nonché speranza dell'umanità. Anche l'arte è stata posta come strumento al servizio del messaggio dell'amore impegnato e della vita, meraviglioso dono di Dio. Ci avete reso partecipi di ciò che il Signore, Autore del matrimonio e Maestro della vita, ha realizzato in voi. E avete anche reso testimonianza di ciò che è stato da voi ottenuto con la sua grazia. Non è forse vero che il Signore, nelle più diverse situazioni, anche in mezzo alle sofferenze e alle difficoltà, vi ha sempre accompagnato? Sì! Il Signore dell'Alleanza, che è venuto a cercarvi e vi ha trovato, vi ha sempre accompagnato nel vostro cammino. Dio Nostro Signore, l'Autore del matrimonio che vi ha uniti, vi ha colmati abbondantemente con la ricchezza del suo amore, per la vostra felicità.

Vorrei riprendere qui, in una breve sintesi, ciò su cui avete riflettuto, dopo un'intensa preparazione catechetica in conformità con il Magistero della Chiesa, nelle Assemblee familiari, nelle Diocesi, nelle parrocchie, nei movimenti e nelle associazioni. Senza dubbio è stata una preparazione stupenda, i cui frutti portate oggi qui, a beneficio e per la gioia di tutti.

2. La famiglia è patrimonio dell'umanità, perché è attraverso di essa che, secondo il disegno di Dio, si deve prolungare la presenza dell'uomo sulla terra. Nelle famiglie cristiane, fondate sul sacramento del matrimonio, la fede illumina in maniera meravigliosa il volto di Cristo, splendore della verità, che colma di luce e di gioia i focolari che ispirano la propria vita al Vangelo.

Purtroppo, oggi si sta diffondendo nel mondo un falso messaggio di felicità, impossibile e inconsistente, che porta con sé solo desolazione e amarezza. La felicità non si ottiene percorrendo la via della libertà senza la verità, perché questa è la via dell'egoismo irresponsabile, che divide e disgrega la famiglia e la società.

Non è vero che i coniugi, come se fossero schiavi condannati alla loro stessa fragilità, non possono rimanere fedeli al reciproco e totale dono di sé, fino alla morte! Il Signore, che vi chiama a vivere nell'unità di «una carne sola», unità di corpo e di anima, unità della vita intera, vi infonde la forza per una fedeltà che nobilita e fa sì che la vostra unione non corra il rischio del tradimento, che priva della dignità e della felicità e introduce nel focolare divisione e amarezza, le cui principali vittime sono i figli. La miglior difesa dell'unità familiare sta nella fedeltà, che costituisce un dono del Dio fedele e misericordioso, in un amore da Lui stesso redento.

3. Vorrei lanciare qui, ancora una volta, un grido di speranza e di liberazione!

Famiglie dell'America Latina e del mondo intero: non vi lasciate sedurre da questo messaggio menzognero che svilisce i popoli, attenta alle tradizioni e ai valori migliori, e fa ricadere sui figli tanta sofferenza e infelicità. La causa della famiglia conferisce dignità al mondo e lo libera nell'autentica verità dell'essere umano, del mistero della vita, dono di Dio, dell'uomo e della donna, immagini di Dio. Bisogna lottare per questa causa per assicurare la vostra felicità ed il futuro della famiglia umana.

Questo pomeriggio in cui famiglie di tutte le parti del mondo si tengono per mano, come a formare un'immensa catena di amore e di fedeltà, rivolgo un invito a quanti si adoperano per l'edificazione di una nuova società in cui regni la civiltà dell'amore: difendete le vostre famiglie come un dono prezioso e insostituibile, un dono prezioso insostituibile; proteggetele con leggi giuste che combattano la miseria e la piaga della disoccupazione e che, allo stesso tempo, permettano ai genitori di portare a termine la propria missione. Come possono i giovani creare una famiglia se non dispongono dei mezzi per mantenerla? La miseria distrugge la famiglia, impedisce l'accesso alla cultura e all'istruzione di base, corrompe i costumi e mina all'origine la salute dei giovani e degli adulti. Aiutatele, aiutatele! È in gioco il vostro futuro.

Nella storia moderna esistono numerosissimi fenomeni sociali che ci invitano a fare un esame di coscienza sulla famiglia. In molti casi bisogna riconoscere con vergogna che sono stati commessi errori e spropositi. Come non denunciare quei comportamenti, motivati dalla sfrenatezza e dall'irresponsabilità, che portano a trattare gli esseri umani come semplici cose o strumenti del piacere effimero e vuoto? Come non reagire alla mancanza di rispetto, alla pornografia e a ogni sorta di sfruttamento, delle quali in molti casi sono i bambini a pagare il prezzo più alto?

Le società che si disinteressano dell'infanzia sono disumane ed irresponsabili. I focolari che non educano integralmente i propri figli, che li abbandonano, commettono una gravissima ingiustizia di cui dovranno rendere conto davanti al tribunale di Dio. So che non poche famiglie alle volte sono vittime di situazioni più grandi di loro.

In tali casi, occorre fare appello alla solidarietà di tutti, perché i bambini non finiscano per essere vittime di ogni forma di povertà: quella della miseria economica e, soprattutto, della miseria morale che dà origine al fenomeno al quale ho fatto riferimento nella Lettera alle Famiglie: Ci sono molti orfani di genitori vivi! (cfr Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 2 feb. 1994: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVII, 1 (1994) 287).

Come è stato ricordato dal Cardinale Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, per fungere da simbolo di una carità effettiva e quale frutto del Primo Incontro Mondiale con le Famiglie a Roma, nel Rwanda è stata realizzata una «Città dei Bambini», costruita con l'aiuto di molte persone e di alcune generose istituzioni; e ne stanno costruendo un'altra a Salvador da Bahia, in quegli stessi quartieri paludosi che ho visitato e dove ho rivolto un appello alla speranza e alla promozione umana, durante la mia prima Visita Apostolica in Brasile, nel luglio del 1980. Questo sforzo porta con sé un messaggio ed un invito che rivolgo a tutta l'umanità, mediante voi, famiglie del mondo intero: accogliete i vostri figli con amore responsabile; difendeteli come un dono di Dio, dal momento in cui vengono concepiti e in cui la vita umana nasce nel seno della madre; che il crimine abominevole dell'aborto, vergogna dell'umanità, non condanni i nascituri alla più ingiusta delle esecuzioni: quella degli esseri umani più innocenti! Quanto volte abbiamo ascoltato dalle labbra di Madre Teresa di Calcutta la proclamazione dell'inestimabile valore della vita, a partire dal concepimento nel seno materno e il rifiuto di qualsiasi gesto di soppressione della vita? L'abbiamo sentita tutti durante l'Atto di Testimonianza nel Primo Incontro a Roma. La morte ha reso mute quelle labbra. Ma il messaggio di Madre Teresa a favore della vita continua a essere più che mai vibrante e convincente.

4. In questo Stadio, che, grazie al gioco di luci, sembra composto dalle vetrate di un'immensa cattedrale, la celebrazione odierna vuole chiamare tutti a un grande e nobile impegno, per il quale invochiamo l'aiuto di Dio Onnipotente:

Per le famiglie, affinché unite nell'amore di Cristo, organizzate pastoralmente, presenti attivamente nella società, impegnate nella missione di umanizzazione, di liberazione, di edificazione di un mondo secondo il cuore di Cristo, siano veramente la speranza dell'umanità.

Per i figli, perché crescano come Gesù, nel focolare di Nazaret. Nel seno delle madri dorme il seme della nuova umanità. Nel volto dei bambini splende il futuro, il prossimo millennio, il domani che è nelle mani di Dio.

Per i giovani, perché s'impegnino con grande entusiasmo per preparare la loro famiglia di domani, educando se stessi all'amore vero che è apertura all'altro, capacità di ascolto e di risposta, impegno di donazione generosa, anche a costo di sacrifici personali, e disponibilità alla comprensione reciproca e al perdono, per i giovani!

Ieri, parlando nel Riocentro, ho ringraziato Rio de Janeiro per la grande ispirazione. Qui un'architettura divina e un'architettura umana si completano meravigliosamente. Questo mi ha dato un'ispirazione, un'ispirazione per comporre meravigliosamente le famiglie, i matrimoni, sia sul piano divino, che su quello umano. Queste due architetture, divina e umana, si completano. E come si completano? Sembrano giuste e necessarie queste due parole: amore e responsabilità. Sono giunto a questa conclusione già cinquant'anni fa, sì cinquant'anni: amore e responsabilità. Sembra questo un vero principio per comporre bene le due architetture — quella divina e quella umana — del matrimonio e della famiglia.

5. Famiglie del mondo intero, desidero concludere rinnovando un appello: Siate testimoni vivi di Cristo, che è «la via, la verità e la vita» (cfr Lettera alle Famiglie, n. 23)! Lasciate che i cuori accolgano i frutti del Congresso teologico- pastorale appena conclusosi! Che la grazia e la pace di Dio, nostro Padre, e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi! (cfr 2 Cor 1, 2).

Maria, Regina della Famiglia,
Sede della Sapienza,
Serva del Signore,
prega per noi. Amen.

Al termine del discorso, il Papa ha detto:

Pregate per noi, pregate per i giovani, pregate per le famiglie.

Prima di congedarsi dopo aver ascoltato un canto in lingua swahili, dai fedeli, il Papa ha detto:

Ora la nostra felicità è più piena. Siamo più felici con lo swahili.

  

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

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