Signor Presidente della Repubblica,
Onorevoli Rappresentanti del Governo,
Venerati Fratelli nell'Episcopato,
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Sta per concludersi la mia Visita pastorale in questo vostro
bellissimo Paese. È giunto il momento del congedo. Rendo grazie a
Dio per questi tre giorni trascorsi in Croazia, nell'esercizio del
ministero petrino. Sono grato alle Chiese di Zagabria e di Split-
Makarska, che mi hanno ospitato, e a tutta la Chiesa che è in
questo Paese per avermi fatto sentire il suo affetto. Ringrazio il Signor
Presidente della Repubblica, il Capo del Governo e tutte le Autorità
civili e militari che non hanno risparmiato energie, per far sì che
la Visita si svolgesse nel miglior modo possibile. Moltissime persone
hanno collaborato a questo scopo. A tutti va la mia riconoscenza.
Prima di lasciare il Paese e separarmi da voi, voglio rivolgere un
cordiale saluto a tutti ed a ciascuno: alle famiglie, alle parrocchie,
alle diocesi, alle comunità religiose, ai movimenti ed alle
associazioni ecclesiali. Nella mia memoria rimangono impresse le immagini
di tanti fedeli di tutte le età e, soprattutto dei giovani: a
Zagabria, a Marija Bistrica, a Znjan in Split ed a Solin: folle di persone
che hanno manifestato la loro fede ed hanno gioito in piena sintonia di
menti e di cuori.
2. In Croazia ho potuto incontrare una Chiesa molto viva, ricca di
entusiasmo e di energia, nonostante le avversità e i soprusi
subiti; una Chiesa che sta cercando nuove forme di testimonianza a Cristo
ed al suo Vangelo, per rispondere in modo adeguato alle sfide del momento
presente.
Innumerevoli sono coloro che, sin dai primi secoli, in queste terre
hanno reso testimonianza a Cristo con la vita quotidiana; moltissimi hanno
anche saputo affrontare per Cristo la prova del martirio. Voi siete gli
eredi di questa gloriosa schiera di Santi, la maggior parte dei quali è
nota soltanto a Dio. Ho visto la vostra gioia quando ho proclamato Beato
il Card. Alojzije Stepinac: l'onore a lui tributato ridonda in qualche
modo su tutti voi. È giusto che ne siate fieri. Ma è giusto
anche che vi sentiate impegnati ad essere all'altezza di una simile eredità,
che vi onora, ma anche vi impegna.
Possa questo ricco patrimonio di fede, insieme con quello di altri
popoli europei, diventare comune retaggio dell'intero Continente, affinché
i popoli che in esso vivono ritrovino nel cristianesimo quell'unità
spirituale e quello slancio ideale da cui scaturì nei secoli
passati una vera fioritura di opere di pensiero e di capolavori artistici
di assoluto valore per l'intera umanità.
3. La sosta in mezzo a voi mi ha consentito di toccare con mano la
ripresa realizzata in questi anni. Ho visto una società che vuole
costruire il suo presente e il suo futuro su solide basi democratiche, in
piena fedeltà alla propria storia permeata di cristianesimo, per
inserirsi a giusto titolo nel consesso delle altre Nazioni europee. Vi do
atto con gioia di essere un Paese che, riacquistata la libertà e
superata la triste vicenda della guerra, si sta ricostruendo e si rinnova
materialmente e spiritualmente con alacre determinazione.
Esorto gli uomini e le donne di buona volontà del mondo intero a
non dimenticare le tragedie subite da queste popolazioni nel corso della
storia, e soprattutto in questo nostro secolo. Non manchi l'aiuto concreto
e generoso di cui singoli e famiglie abbisognano per poter vivere in
libertà e in uguaglianza, con la dignità di membri attivi
della famiglia umana. L'Europa si è avviata verso una nuova tappa
nel suo cammino di unità e di crescita. Perché vi sia gioia
piena, nessuno deve essere dimenticato lungo la strada che conduce alla
comune Casa europea.
Per parte sua, la Croazia deve dar prova di grande pazienza, saggezza,
disponibilità al sacrificio e generosa solidarietà per poter
superare definitivamente l'attuale fase del dopoguerra e raggiungere le
nobili mete a cui aspira. Già molto s'è fatto, e i risultati
si vedono. Le difficoltà che permangono non devono scoraggiare
nessuno.
4. La vostra Nazione è dotata delle risorse necessarie per aver
ragione delle avversità e, soprattutto, voi, cittadini croati,
possedete i talenti indispensabili per affrontare le sfide del momento
attuale. Con l'impegno di tutti sarà possibile portare avanti il
non facile processo di democratizzazione della società e delle sue
istituzioni civili. La democrazia ha un alto prezzo; la moneta con cui
pagarlo è coniata col nobile metallo dell'onestà, della
ragionevolezza, del rispetto del prossimo, dello spirito di sacrificio,
della pazienza. Pretendere di ricorrere a monete diverse significa esporsi
al rischio della bancarotta.
Dopo lunghi anni di dittatura e di dolorose esperienze di violenza, alle
quali sono state sottoposte le popolazioni della regione, è
necessario ora fare ogni sforzo per costruire una democrazia basata sui
valori morali inscritti nella stessa natura dell'essere umano.
Assecondando lo sforzo dei ceti sociali e delle forze politiche, la
Chiesa non mancherà di dare il proprio specifico contributo,
specialmente con la proposta della sua dottrina sociale e con l'offerta
delle proprie strutture per l'educazione delle nuove generazioni. Essa
esorta i suoi fedeli a collaborare efficacemente, come hanno fatto sin
dall'inizio, all'attuale processo di democratizzazione nei vasti campi
della vita sociale, politica, culturale ed economica del Paese, promovendo
così l'armonioso sviluppo dell'intera società croata.
5. Carissimi, ritorno a Roma portando nel cuore tante belle impressioni
da questa Visita. Esse mi accompagneranno nelle preghiere che farò
per voi, per i vostri malati ed anziani, per i vostri bambini, per
l'intero vostro Popolo.
Voglia Dio concedere alla Croazia la pace, la concordia, la perseveranza
nell'impegno per il bene comune!
Caro Popolo croato, Iddio ti benedica! La Vergine Maria, l'Advocata
Croatiae, la fidelissima Mater, vegli sul tuo presente e sul
tuo futuro! Affido a Lei ogni tuo proposito di libertà e di
progresso nella solidarietà; ogni tua speranza ed ogni tuo impegno
per i valori umani e religiosi.
Iddio benedica la Croazia!