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VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
IN NIGERIA (21-23 MARZO 1998)

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Nnamdi Azikiwe
Lunedì 23 marzo 1998

  

Signor Generale Sani Abacha
Venerati fratelli nell'Episcopato
Autorità ecclesiali e dello Stato
amato popolo della Nigeria,

1. Più di 16 anni fa mi trovavo sull'asfalto dell'aeroporto Murtala Muhammed di Lagos, esprimendo il mio saluto di addio al Presidente Shehu Shagari e ai Rappresentanti ecclesiali e dello Stato, dopo una indimenticabile visita pastorale alla vostra nazione. Chiesi allora: «Mi sarà possibile tornare un giorno nella Nigeria? Vorrà la Provvidenza di Dio Onnipotente e Misericordioso disporre che io torni a baciare il vostro suolo, abbracciare i vostri bambini, incoraggiare i vostri giovani e camminare ancora una volta circondato dall'amore e dall'affetto del nobile popolo del vostro Paese?.

Ripetei quella preghiera e quell'auspicio tante volte negli anni recenti. Ora posso ringraziare Dio che le mie preghiere sono state esaudite e mi è stato possibile compiere questa seppur breve ma fruttuosa visita di ritorno al vostro amato Paese. Assicuro tutti che, come custodisco con affetto la memoria della mia visita precedente, anche questi pochi giorni avranno un posto speciale nel mio cuore.

2. Ora è giunto nuovamente il momento dell'addio. Ringrazio Sua Eccellenza il Capo dello Stato e la sua volenterosa squadra di Officiali e Funzionari del Governo per la loro cordiale accoglienza e sincero benvenuto. Ringrazio voi, Vescovi cattolici della Nigeria, e tutti i sacerdoti i religiosi e i fedeli laici che hanno partecipato con tanta gioia alla beatificazione di padre Cyprian Michael Iwene Tansi e agli altri momenti del mio breve soggiorno in mezzo a voi.

Sono grato ai piloti e agli autisti, agli addetti alla sicurezza e guardiani della pace, uomini e donne dei mezzi di comunicazione, che hanno dato il loro tempo e le loro capacità per rendere questa Visita un successo.

Rinnovo stima e gratitudine ai rappresentanti delle altre Chiese cristiane e comunità ecclesiali, che hanno partecipato a questi eventi. All'approssimarsi del Terzo Millennio, la nostra amicizia e la nostra collaborazione ecumeniche devono diventare sempre più intense; un atteggiamento di fiducia e di rispetto deve contraddistinguere tutti i seguaci di Cristo mentre camminiamo lungo la via di una comprensione e di un sostegno reciproci sempre maggiori!

Esprimo anche il mio ringraziamento ai membri della comunità musulmana per la loro presenza e la loro partecipazione. Prego affinché l'impegno dei cristiani e dei musulmani a creare vincoli di conoscenza e di rispetto reciproci cresca e rechi frutti, cosicché tutti coloro che credono nell'Unico Dio possano operare insieme per il bene della società, in Nigeria e nel mondo.

Parimenti, desidero rivolgere particolari parole di stima ai seguaci della Religione Tradizionale Africana e assicurare loro che la Chiesa Cattolica, attraverso i suoi sforzi per inculturare il Vangelo, cerca di evidenziare gli elementi positivi dell'eredità religiosa e culturale dell'Africa e di edificare a partire da essi.

3. Cari Fratelli e care Sorelle cattolici, conosco e ho nuovamente appurato il vostro desiderio di collaborare con i vostri concittadini per una maggiore giustizia e una vita migliore per voi e i vostri figli. I tempi sono maturi perché la vostra nazione raccolga le sue ricchezze materiali e le sue energie spirituali, di modo che tutto ciò che è causa di divisione possa essere lasciato alla spalle e sostituito dall'unità, dalla solidarietà e dalla pace. Sono ancora molte le difficoltà da affrontare. E non si deve sottovalutare il duro lavoro da svolgere. Non siete soli in questa importante impresa: il Papa è con voi, la Chiesa cattolica vi è vicina e Dio stesso vi darà la forza e il coraggio per costruire un futuro luminoso e duraturo basato sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano.

Lasciandovi sedici anni fa, rivolsi le ultime parole ai bambini della Nigeria, ricordando loro che sono amati da Dio e che riflettono l'amore di Dio. Quei bambini ora sono cresciuti e probabilmente alcuni di loro hanno a loro volta dei figli; tuttavia il messaggio che lascio oggi è lo stesso che lasciai allora. I bambini e i giovani dell'Africa devono essere protetti dagli orrori e dalle atrocità subiti dalle migliaia di vittime innocenti costrette a diventare dei rifugiati, abbandonate alla fame o impietosamente rapite, maltrattate, rese schiave o uccise. Dobbiamo tutti operare a favore di un mondo in cui nessun bambino venga privato della pace e della sicurezza, di una vita familiare stabile, del diritto di crescere senza paure e ansie.

4. Desidero che sappiate che la Nigeria e tutti i nigeriani saranno sempre presenti nelle mie preghiere. Dio Onnipotente, Signore della storia, vi darà la saggezza e la perseveranza necessarie a procedere con coraggio nell'opera di sviluppo e di pace. Il vostro Paese possiede le risorse necessarie a eliminare gli ostacoli sulla via del progresso e a edificare una società giusta e armoniosa. Desidero anche rinnovare l'appello rivolto già molte volte alla comunità internazionale affinché non ignori le necessità dell'Africa, ma cooperi con voi e, in uno spirito di sempre maggiore collaborazione, sostenga tutti gli sforzi tesi ad assicurare lo sviluppo e la crescita pacifica del continente. Tutti i nigeriani devono poter essere fieri della loro nazione; tutti devono partecipare all'edificazione del futuro. È questa la preghiera che rivolgo a Dio Onnipotente per voi!

Dio benedica la Nigeria e tutti i nigeriani! Dio sostenga tutti i popoli dell'Africa!

  

 © Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana

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