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MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII

NATALE 1960

 

Figliuoli e fratelli!

Il sacro rito, compiuto nel tempio, domanda il dono della pin solenne benedizione, aperta di qua a tutto il mondo.

Siamo lieti di suggellare cosi la triplice liturgica celebrazione delle Messe di Natale, che ha riempito di intimo gaudio il cuore di tutti i credenti.

Il mistero della Messa è in qualche modo una rinnovazione del mistero di Betlemme, oltre che della Croce.

Verbo Divino, apparve uomo e Salvatore da quando la Madre sua benedetta, adombrata dallo Spirito Santo, lo generò secondo l'annunzio angelico; ed apparendo oggi sotto le sacre specie su tutti gli altari del mondo, vero Dio e vero uomo, misticamente rinnova il prodigio come di una continuata Incarnazione, che sino alla fine dei tempi egli ci dona, cosicché fu chiamato « l'Emmanuele » Dio con noi.

Questa Messa, celebrata dall'umile successore di S. Pietro, viene associata dai sacerdoti della Chiesa nel mondo intero alla stessa benedizione e consacrazione Eucaristica, con cui Gesù poco prima della Passione istituì il Sacramento della sua permanenza reale tra gli uomini, sotto le specie del pane e del vino.

La grande benedizione finale del Papa è da questa loggia suggello della benedizione dei Vescovi e sacerdoti, distribuita a piene mani sopra il mondo intero.

Il Papa la imparte Urbi et Orbi in nome di con cinque speciali intenzioni :

Per i bambini, anzitutto, che sono in questo giorno i più vicini al divino Infante di Betlemme: per l'innocenza che sorride nei loro occhi: perchè sono la promessa dell'avvenire, il cui mistero riposa sul Cuore di Cristo, il re glorioso e trionfale dei secoli.

Per i lavoratori, i quali oggi, nell'intimità della famiglia, gustano più a fondo di quella serenità, che i disagi e i sacrifici della vita rendono talora difficile da scoprire e da godere.

Per i sofferenti di ogni età e di ogni ceto sociale, afflitti da malattie del corpo e dello spirito. Questa intenzione ha speciale riferimento a quanti soffrono « propter iustitiam » (cfr. Matth. 5, 10) nell'esercizio delle loro libertà fortemente contraddette e contrastate.

La grande benedizione di Dio Noi imploriamo vivamente sopra i più alti responsabili dell'ordine civico, col voto sincero che nel rispetto della verità e della libertà il loro servizio in favore dei popoli riesca di edificazione e di verace e lieto progresso umano e cristiano, individuale e sociale.

Infine il Nostro gesto benedicente va alla intera famiglia della Chiesa universale, sparsa nel mondo, perchè continui ad offrire le sue ricchezze spirituali a tutti gli uomini, spesso smarriti e incerti, a luce e a conforto nella vita presente, a sicurezza di quella futura.

Come frutto di questa grande Benedizione, affidata alla misericordiosa bontà del Salvatore Divino, auguriamo a tutti il rinnovamento del fervore religioso, la tranquillità dell'ordine, la letizia e la pace delle anime, delle famiglie e di tutte le genti umane.

Vi torni gradito, fratelli e figliuoli, questo augurio di Buon Natale con cui amiamo intrecciare il saluto affettuoso, che vi accompagni nel corso del 1961.

Ve lo ripetiamo in vario accento :

Buon Natale e felice Anno Nuovo.
Bonne féte de Noël et Bonne Année.
A happy and blessed Christmas to you all.
Santas y felices Páscuas de Navidád y próspero Año Nuevo.
Boas Festas a Felíz Año Novo.
Ein gnadenvolles Weihnachtsfest und ein gesegnetes Neues Jahr!
Mirom gospodu pom6limsia - Góspodi pomilui.
Christos Razdajetsia! Slavite jehó!
Christós ghennate: proskimisomen aftó!
Kald Cristúghenna! Chronia polla!

Fratelli e figli carissimi. Letizia e coraggio nel Signore. Eccovi ora la annunciata confortatrice Benedizione Apostolica. Di gran cuore la diamo ai presenti a questo rito solenne, ed a quanti, attraverso le ampie vie dell'etere, in devoto raccoglimento, hanno potuto vedere, ascoltare e comprendere.

 

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