Diletti figli.
Questa è l'ora del saluto affettuoso e della grande benedizione, che voi,
Romani e pellegrini di ogni lingua e provenienza, siete venuti a chiedere
all'umile successore di San Pietro, nell'atto di scambiare con lui, figli col
Padre, l'augurio lietissimo.
Occhi luminosi e cuori palpitanti esprimono slancio di amore e fiducia, che
si innalzano da questa incomparabile piazza, come da tutte le cattedrali del
mondo, in eco festosa all'alleluia pasquale. Ma lo sguardo si dilata a più vasti
orizzonti attraverso i collegamenti radiotelevisivi, che simultaneamente adunano
popoli vicini e genti lontane.
Surrexit Christus, spes nostra! Non est in alio aliquo sales: Cristo,
nostra speranza, è risorto; in nessun altro c'è salvezza (cfr. Act. 4,12). Siamo con Gesù
risorto; rimaniamo con lui. Da questa certezza saldissima, che si irradia dal
mistero della Risurrezione, scaturiscono indicazioni di grande incoraggiamento.
I popoli cristiani scambiano oggi lo stesso annuncio, che da quasi duemila
anni è principio di fede, dono di grazia celeste, stimolo di attività coerente.
Il Cristo è risorto: tutto e tutti devono riflettere la luce di lui: l'uomo e
la famiglia, le leggi e il costume, e le varie forme di vita comunitaria delle
nazioni. Poiché Cristo ha vinto il peccato e la morte, instaurando nuovo ordine
nei rapporti dell'uomo con Dio, nulla può ormai esimersi dal suo divino imperio:
« come Cristo risuscitò da morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo in
novità di vita » (Rom. 6, 4.).
Surrexit Christus, alleluia! Il saluto dice radioso programma: non
morte, ma vita; non divisioni, ma pace; non egoismi, ma carità; non menzogna,
ma verità; non quel che deprime, ma il trionfo della luce, della purezza, del
mutuo rispetto. E poiché ciò costituisce la salvezza, il servizio, l'onore del
cristiano, questa sia la vostra testimonianza, ora e sempre, diletti figli!
In questo giorno di Pasqua la parola si arresta sul canto della grande
Benedizione, che Ci sentiamo indotti a dare con grande amore.
Innanzitutto essa scende su di voi, fedeli della diocesi di Roma. Avete ben
meritato la presenza del vostro Vescovo nelle diverse parrocchie durante le
domeniche della Quaresima. Quegli incontri spontanei, toccanti, hanno diffuso
serenità, hanno rianimato propositi, fortificato buone volontà. Che spettacolo
indimenticabile quando voi, giovani padri di famiglia, sollevando i vostri
figlioletti, sembravate dire: — Ecco la Roma di domani —. In quegli istanti le
Nostre braccia si aprivano, ma, la voce non sapeva esprimere appieno la
tenerezza del cuore.
Diletti figli di Roma, e di tutto il mondo. Haec dies quam fecit Dominus!
La Pasqua esalta la gloria del Divino Risorto: Oh! sì, voi continuate a
sollevare in alto i vostri piccoli; ed insieme a volgere al cielo le vostre
speranze, gli intenti, le fatiche e le consolazioni, di cui si intreccia la
quotidiana esistenza.
Risuonano e si diffondono nell'aria e nei cuori le parole dell'apostolo
Paolo, scandite questa notte nella Messa della vigilia pasquale: Se siete
risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, non quelle della terra. Poiché
siete morti (al passato), e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (cfr. Col. 3, 1-3).
Diletti figli ! Perseverate nella fede in Gesù. Nulla fate mai, che sia in
contrasto col suo Vangelo; che addolori i fratelli, ne turbi la coscienza, ne
respinga le giuste aspirazioni.
La letizia di Pasqua irraggi dalle vostre parole e opere, sì che la forza
animatrice del Cristianesimo si propaghi in tutti gli stadi della vita, e vi
rechi fermento rinnovatore di giustizia e di carità.
Su tutto e tutti, sopra le moltitudini di questa piazza ed a quanti nelle
chiese, nelle case, negli ospedali, o pellegrini per via come i discepoli di
Emmaus, sono spiritualmente presenti a questo pacifico convegno di anime, scenda
ora, accesa dall'immenso affetto del Nostro cuore, la benedizione augurale di
pace, che amiamo ripetere nelle diverse lingue a voi familiari: benedictio et
pax, alleluia!
ITALIANO:
Buona Pasqua!
FRANCESE:
Saintes et joyeuses Fétes de Pàques!
Sante e liete Feste pasquali!
INGLESE:
A happy, blessed and peaceful Easter to you all.
Lieta, benedetta e pacifica Pasqua a Voi tutti.
SPAGNUOLO:
Paz, felicidad y alegría en Cristo resuscitado.
Pace, felicità e gioia in Cristo risuscitato.
PORTOGHESE:
Muito boas Festas!
Molto buone Feste!
TEDESCO:
Gesegnete, frohe Ostern;
Benedetta e lieta Pasqua!
OLANDESE e FIAMMINGO:
Het Heilig Paasfeest geve U vrede.
La Santa Pasqua Vi dia pace.
POLACCO:
Wesoego Alleluja!
Un lieto Alleluia!
GRECO:
Cristós anésti.
Cristo è risorto!
RUSSO E PAESI SLAVI (Ucraino, Slavo, Bulgaro, Serbo)
Khristós vosskrèsse!
Cristo è risorto!
ARABO:
Al-Massih qâm.
Cristo è risorto!
ALBANESE:
Krishti U Ngjall!
Cristo è risorto!
BOEMO:
Pòzehnané Vèlikonoce.
Pasqua benedetta!
CROATO:
Srètan Ùskrs!
Felice Pasqua
SLOVENO:
Vesèla Velíke nòc!
Pasqua gioiosa
SLOVACCO:
Mìlostipinà Vèlká nóc!
Pasqua piena di grazia!
UNGHERESE :
Bòldog Húsvét ünnepeket!
Benedette Feste Pasquali!
ROMENO:
Christós a inviát.
Cristo è risorto!
ETIOPICO:
Burùk Fasikà.
Pasqua benedetta!
TURCO:
Pascalia Bairaminiz Cultu Opsun.
Auguri per la Vostra Festa di Pasqua.
GIAPPONESE:
Shu No Onyomigaeri No Shukujtfu Omedeto.
Auguri per la S. Festa della
Risurrezione del Signore.
CINESE:
Kong Si Jesu Fu Fó.
Buona festa della Resurrezione di Gesù.
LATINO:
Surrexit Christus, spes mea, alleluia.
Dal Vaticano, 14 aprile 1963