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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI FEDELI POLACCHI
IN OCCASIONE DELLA PRESENZA IN ROMA
DELL'E.MO CARDINALE STEFANO WYSZYNSKI,
ARCIVESCOVO DI GNIEZNO E VARSAVIA
*

Sabato, 29 novembre 1958

 

1. É con profonda, intima commozione che vi accogliamo nella Nostra casa : figli e rappresentanti di una porzione della Chiesa sofferente intorno al loro amantissimo Padre, al Vicario di Cristo!

Ecco tra di voi il Nostro diletto figlio e vostro amato Cardinale Arcivescovo di Gniezno e Varsavia. Per oltre tre anni, strappato dal suo gregge, ha patito carcere e relegazione. Le sofferenze sostenute con generosa fortezza son per lui titolo di onore e di gloria davanti al suo popolo ed all'intera Chiesa di Dio. Con la guida di lui e degli Ecc.mi Pastori, saldamente avvinti alla roccia dell'infallibile Cattedra di Verità che è la Sede di Pietro, i cattolici di Polonia non vacilleranno.

Ed insieme con il Cardinale Arcivescovo di Gniezno e Varsavia Ci incontriamo in spirito e porgiamo il Nostro saluto agli altri venerandi Presuli, agli zelanti sacerdoti secolari e regolari, alle solerti e pie religiose, ai fedeli tutti che hanno tanto sofferto per il nome di Cristo.

Rivolgiamo altresì il Nostro caldo saluto a tutti voi, qui presenti, ed in primo luogo al Nostro Venerabile Fratello lo zelante Arcivescovo Mons. Gawlina, al Prelato Uditore della S. Romana Rota ed agli altri Prelati, a tutti voi che, in diversi gradi e ciascuno al proprio posto, prestate la vostra assidua collaborazione alla diffusione del regno di Cristo. Il Signore benedica la vostra attività e la renda feconda di copiosi frutti di bene. Davanti a voi desideriamo pure fare memoria di un caro sacerdote che, con generosità ed intelligenza, Ci assistè durante alcuni anni della missione che svolgemmo in Francia. Ora non è più tra i vivi, tragicamente scomparso mentre si recava a compiere opere di carità. Invochiamo per lui dalla misericordia di Dio il premio dei giusti.

2. Quando, qualche settimana fa, ancora trepidanti e confusi per l'onere che Dio aveva posto sulle Nostre spalle, chiedemmo l'ausilio della preghiera che incessante si eleva dal vostro Santuario mariano nazionale, il Nostro diletto Figlio il Cardinale Arcivescovo di Gniezno e Varsavia, con gesto spontaneo e munifico, Ci assicurò che ogni giorno, per tutta la durata del Nostro Pontificato, all'altare della Vergine del Chiaro Monte sarebbe stato celebrato il Divin Sacrificio secondo le Nostre intenzioni, le quali sono di salvezza, di pace e di prosperità per tūtti i popoli. Per tale atto di devozione gli rinnoviamo davanti a voi il Nostro vivo ringraziamento.

Avemmo la ventura di recarCi pellegrini al gran Santuario di Czestochowa. Quell'incontro con la Madre celeste ha lasciato indelebile traccia nel Nostro spirito. Ricordiamo volentieri di aver avuto fin d'allora gradita testimonianza del vostro immenso amore per la Vergine Maria, vostra precipua Patrona. Continuate; anzi intensificate ed approfondite il vostro affetto verso Maria Santissima; il suo potente patrocinio non verrà mai meno. Anche Noi intendiamo rinnovare alla Madonna di Jasna Gora il Nostro omaggio; voglia Ella gradirlo come attestato della Nostra profonda venerazione. L'ostensorio, che filialmente doniamo a Lei, sarà come simbolo della continua presenza spirituale del Papa tra di voi. Siatene tutti ben certi; Noi siamo accanto a voi tutti nelle ore tristi e nelle ore liete della vostra vita e non cesseremo dall'implorare per voi dalla Divina Clemenza, per l'intercessione della vostra Regina e dei vostri Santi, copiosissima abbondanza di grazie.

3. Nel 966, quando il vostro Re ed i vostri avi entrarono a far parte della Chiesa cattolica, allietandola ed illustrandola di fulgide virtù, era Supremo Pastore Papa Giovanni XIII. Avete ora già iniziata una novena di anni per predisporvi alla fruttuosa e santa celebrazione del millennio del Battesimo della vostra Nazione. Preparatevi con ardore ad una data così importante. Siate fedeli alle promesse che, in un oscuro momento della vostra recente storia, avete rinnovato; la balda gioventù sia adorna del profumo della virtù, rifulgano nei padri e nelle madri le nobili azioni che resero grande nei secoli il nome di Polonia. Nessuno si lasci traviare dalle fallaci teorie materialistiche; nessuno si lasci sedurre da quei movimenti che fanno, sì, appello al nome cattolico, ma non ne sono la genuina espressione. Il vostro apostolato di bene si irradi sempre più largamente, ed ottenga il ritorno a Dio di quei vostri connazionali che miserevolmente Lo hanno abbandonato.

Invochiamo di gran cuore su tutti — anche su coloro che sono lontani da Dio e particolarmente sui giovani, sugli ammalati e sugli indigenti — l'effusa Benedizione di Dio.

 


*  AAS. vol. L, 1958, pp. 1010-1012.

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