 |
PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 16 febbraio 1969
La settimana, che oggi si
apre, segna, col prossimo mercoledì delle Ceneri, l’inizio della Quaresima, il
periodo che la Chiesa antepone alla celebrazione della grande festa di Pasqua,
che quest’anno cade il 6 aprile.
È un periodo importante, che Noi con tutta la Chiesa orante raccomandiamo
vivamente alla considerazione di tutti, vicini e lontani, perché è il tempo che
tutti richiama ad un’interiorità propizia alla riflessione e ad una intensità
spirituale indispensabile per il nostro rinnovamento morale, simile per noi,
fedeli alla scuola della Chiesa, ad una primavera dell’anima.
Sì, è un periodo che ci ricorda il dovere della penitenza e che ci offre un
programma di più espressiva preghiera; e che soprattutto ci obbliga ad un
decisivo incontro con Cristo, nella ricorrente attualità del mistero pasquale,
ch’è quello della sua redenzione e della nostra salvezza.
Non è medioevo sorpassato e spento; è un dramma perenne che si fa storia nostra,
del mondo, della Chiesa, di ciascuno di noi. Qui a Roma poi questo dramma, per
chi ha vigile la mente e sensibile il cuore, dispiega memorie e riti di un
mirabile linguaggio liturgico, ben degno d’essere da noi ascoltato e
riecheggiato, come dal coro della tragedia classica. Dobbiamo rivivere questo
mistero autenticamente religioso e cristiano. Ne abbiamo bisogno. Vogliamo
sperare che voi tutti siate sensibili all’invito quaresimale, che suona così :
se oggi sentirete la voce del Signore, non vogliate indurire i vostri cuori. È
poi un invito, che non ci distoglie dalle nostre occupazioni; ché anzi le
conforta, le associa a qualche opera buona, di ravvedimento, di pietà e di
carità. Ascoltiamolo insieme. La Madonna ci assista.
Quindi il Santo Padre rivolge le seguenti parole di saluto ad un gruppo di
pellegrini cecoslovacchi, presenti in piazza:
Vogliamo salutare in modo particolare un gruppo di pellegrini provenienti dalla
Cecoslovacchia, che non sono arrivati in tempo
per assistere alle celebrazioni del centenario di San Cirillo, protettore col
fratello S. Metodio dei Popoli slavi. Rivolgiamo anche a loro la Nostra
affettuosa parola di augurio e di benedizione: Vitaje nam milovani Slovazi!
|