Domenica, 11 gennaio 1970
Non vi possiamo nascondere le trepidazioni del
Nostro animo per l’inasprimento delle operazioni belliche nelle tre regioni
del mondo, dove non solo la pace ancora non ritorna, ma dove la guerra
moltiplica vittime e rovine.
Noi siamo interiormente come uno strumento di segnalazione
spirituale; si ripercuotono nel Nostro cuore i dolori del mondo. È questo un
effetto della Nostra missione apostolica; dobbiamo condividere e convivere le
vicende dell’umanità; e naturalmente siamo soprattutto sensibili alle sue
sofferenze. Osiamo far nostre le parole di San Paolo: « Chi è infermo che io
non lo sia? ».(2 Cor. 11, 29).
Come ascoltare le notizie che vengono dal Vietnam, dopo
tanti anni di guerra militare e civile, e non soffrire per quella
interminabile storia di lotte, di insidie e di sangue, dove tanta umile gente
patisce di paura continua, di distruzioni e di morti senza numero?
E da quella terra in cui fu dal cielo annunciata la pace,
dalla terra di Gesù, la Palestina, e dai Paesi vicini, quali tristi annunci, e
quali ancor più gravi previsioni!
Ma quest’oggi il punto più doloroso è l’Africa, dove
la guerra sembra ora giungere alla sua conclusione, con lo spavento di possibili
rappresaglie e di stragi di inerme popolazione stremata dagli stenti, dalla fame
e dalla perdita d’ogni cosa. Le notizie di questa mattina sono molto
allarmanti.
Abbiamo anche Noi, in tutto questo tempo, mediante persone
generose ed eroiche, che hanno sfidato ogni rischio, cercato di mandare
soccorsi, con assoluta imparzialità e con la sola preferenza del bisogno, dove
era necessario e possibile recare qualche aiuto. Abbiamo anche Noi tentato ogni
via per fare giungere senza sangue il conflitto ad una conclusione onorevole e
pacifica. Oggi le armi decidono. Dio voglia che ciò sia almeno seguito dalla
fine della guerra e dal ritorno della normalità e della concordia. Ma un timore
tormenta l’opinione pubblica: che la vittoria delle armi porti con sé
l’uccisione d’innumerevoli persone; c’è chi teme addirittura una specie
di genocidio. Noi vogliamo escludere tale orrenda ipotesi, per l’onore del
Popolo Africano e dei Responsabili, che l’hanno essi stessi esclusa con tante
esplicite assicurazioni. Ma il momento è grave e la violenza può accecare.
Preghiamo perciò: solo dall’aiuto di Dio ci può
giungere il dono della pace vera, che il mondo desidera e non sa dare. ( Io. 14,
27)