Abbiamo oggi, Figli carissimi, un’intenzione che ci sta molto a
cuore da proporre alle vostre preghiere: quella della ricomposizione nell’unità
della fede e della carità di tutti coloro che già con noi hanno la fortuna e
la responsabilità di chiamarsi cristiani.
Si inizia oggi la settimana per la reintegrazione nell’unica Chiesa di
Cristo di tutti i fratelli cristiani tuttora da noi separati. Come sapete, è
questa una finalità desideratissima; è una causa degnissima e per tutti
obbligante; ma è impresa sempre assai difficile e delicata, e che non può
riuscire a scapito della vera fede e delle esigenze che essa porta con sé.
L’azione, il dialogo, la carità sono indispensabili; ma, trattandosi di cosa
così grande e così ardua e complessa, la preghiera soprattutto ce la potrà
ottenere.
Ancora poi Noi vogliamo interessare la vostra attenzione sopra la Nigeria,
dove in questi giorni si è conclusa la guerra civile e dove la secessione è
terminata. Noi siamo lieti di annunciare alcune buone notizie a Noi pervenute:
come avevamo detto la scorsa settimana, le Autorità governative responsabili
hanno dato chiare disposizioni, affinché siano impedite violenze e vendette a
carico delle popolazioni inermi e bisognose di essere aiutate a ritornare alla
normalità. Ci è data informazione inoltre che con premura si cerca di
assicurare ad esse una sollecita assistenza, anzitutto per l’opera diretta
degli organi federali, con manifestazioni di ristabilita concordia e con buona
speranza di riconciliazione degli animi e di riparazione delle rovine prodotte
dalla guerra. Le necessità materiali e morali, dopo così grave prova, sono
molte; e Noi ancora ci proponiamo di contribuire con amicizia e con disinteresse
al sostentamento, alla prosperità e alla pace d’un Paese, che ci è molto
caro, è dove la Chiesa cattolica conta tanti fedeli, desiderosi di dimostrare
specialmente in questa contingenza la loro fraterna e provvida carità.
Noi ringraziamo di cuore le persone e le istituzioni che hanno aiutato e che
continueranno ad aiutare questa opera di umana e cristiana solidarietà; e
affinché essa abbia l’esito desiderato e il premio promesso dal Signore, oggi
anche a questa intenzione innalzeremo la nostra preghiera.