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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Solennità di San Giuseppe
Venerdì, 19 marzo 1971
Onoriamo oggi
e invochiamo San Giuseppe, l’umile operaio, lo sposo di Maria Vergine e padre
legale di Gesù, che ha dato a Cristo, Figlio di Dio, lo stato civile terreno;
Gli ha dato la famiglia, la patria, l’eredità storica della stirpe di David,
l’abitazione, il pane, il linguaggio, l’educazione del popolo, il servizio
dell’autorità domestica, il lavoro e la professione, la classifica sociale di
artigiano, e specialmente la difesa, la custodia, la protezione durante la sua
infanzia tribolata ed insidiata, e la sua fiorente e nascosta adolescenza.
Gesù nascituro, Gesù bambino, Gesù fanciullo, Gesù debole, Gesù povero, e Maria
con Lui, ha avuto bisogno di questo semplice uomo, pio, integro, laborioso,
silenzioso, tutto per Lui. Ma Giuseppe ebbe il carisma di visioni angeliche,
ebbe la virtù sovrana di tradurre nella sua vita la volontà di Dio e
d’innestarla così nel disegno misterioso della vicenda storica
dell’Incarnazione. Più la si considera questa modesta persona, e più essa si
manifesta singolare ed esemplare, più grandeggia l’eccezionalità della sua
funzione: essere il capo-famiglia e il protettore di Gesù e di Maria.
Perciò ha fatto bene la pietà della Chiesa a venerare in San Giuseppe il Patrono
della Sacra Famiglia, e Pio IX a proclamare il patrocinio di San Giuseppe sulla
Chiesa universale, la quale è la Famiglia storica e sociale, anzi il Corpo
mistico di Cristo.
Dobbiamo anche noi avere caro questo Santo privilegiato, come esempio e
protettore della famiglia domestica, di quella che la Provvidenza ha dato a
ciascuno di noi, e di quella istituzionale, la Famiglia dell’uomo, prima e sacra
società, fondata da Dio creatore, governata dalle sue leggi, santificata da
Cristo e pervasa dallo Spirito-Amore divino. Sappiamo tutti quanto oggi
la famiglia abbia bisogno di protezione e di amore inviolabile e santificante:
San Giuseppe piamente invocato non lascerà mancare ad essa il suo patrocinio.
Così Egli vorrà proteggere la santa Chiesa, oggi tanto turbata ed afflitta; e
noi anche a questo fine, salutando la Madonna, lo vorremmo avere esempio e
protettore.
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