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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 20 giugno 1971
Giungono a noi in questi giorni da ogni parte messaggi augurali in occasione
dell’anniversario della Nostra elezione alla Cattedra di San Pietro; e sebbene
Noi preferiamo circondare di silenzio le circostanze relative alla Nostra
persona, non possiamo tacere il Nostro ringraziamento a quanti in questa
occasione annuale esprimono al Nostro ufficio i loro buoni sentimenti, e
specialmente a quelli che lo confortano con le loro orazioni. Noi vorremmo che
queste mirassero ad ottenerci la grazia di rispondere «sì» alla vocazione di
amore, che Gesù risorto tre volte rivolse a Simone Pietro, e di adempiere meno
indegnamente il mandato pastorale a Noi affidato per tutto il gregge di Cristo.
È questa la Nostra unica e somma aspirazione personale.
Abbiamo celebrato in questi anni il Concilio, indetto ed iniziato dal Nostro
venerato Predecessore Giovanni XXIII; e Noi abbiamo raccolto con proposito di
fedeltà l’eredità a Noi lasciata dal Concilio stesso, la quale determina e
qualifica gli aspetti principali del Nostro Pontificato.
Il mare del mondo in cui viviamo, tutti lo vedono, è sempre in tempesta, non
foss’altro per i contrasti e per le trasformazioni d’ogni genere che lo agitano;
e la barca di Pietro galleggia sulle onde della storia, sicura, sì, ma scossa
dentro e fuori da paurose perturbazioni. In adempienza del Nostro mandato Noi
desideriamo tanto di più mantenere e rassodare con voi la comunione che tutti,
Fratelli e Figli carissimi, qui presenti e sparsi sulla terra, ci unisce a
Cristo; e due cose ora raccomandiamo: con San Pietro, di essere «forti nella
fede» (1 Petr. 5, 9); e con Noi, col Vangelo, d’essere nel mondo
promotori della pace, per meritare di essere chiamati figli di Dio
(Cfr. Matth. 5, 9), cioè rappresentanti ed apostoli della religione di
salvezza. Fede e pace, ecco il nostro programma!
Vogliamo poi a tutti ricambiare i voti migliori, che il Nostro ministero
apostolico, Noi speriamo, renda efficaci, anche per l’intercessione di Colei,
alla quale Noi abbiamo voluto riconoscere il titolo, che da sempre le compete,
di Madre della Chiesa.
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