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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI 

Domenica, 3 dicembre 1972 

  

Ecco l'Avvento: comincia quest'oggi. Ci guida al Natale. È il nuovo ciclo liturgico della spirale che sale, verso Cristo, verso Dio. Ogni anno eguale, ogni anno ad un livello superiore, per l'esperienza progressiva della vita, per l'abbreviarsi del tempo restante, per l'insorgenza dei sempre nuovi problemi, per l'approssimarsi dell'incontro finale con Cristo.

Suo sentiero, sua scala per noi credenti e pellegrini non verso il nulla, ma verso il Tutto, è la preghiera, anche questa tessuta a giro intorno alla storia di Cristo Salvatore, la quale si riflette su la nostra storia personale, su le nostre vicende distribuite nei giorni fuggitivi del calendario.

Questo momentaneo dialogo vuole ora registrarne due sul nastro della nostra ascendente preghiera.

Una, che ha tanto ferito la sensibilità di noi tutti è la sciagura del Prenestino: manderemo un pensiero di suffragio per le vittime, che la morte ha strappato dalla presente esistenza; e un pensiero manderemo di commiserazione e di conforto per i feriti e per le famiglie colpite da lutti e da rovine. È stato motivo di ammirazione e di consolazione lo spettacolo della città - Autorità, enti, cittadini - che ha partecipato con tanto cordiale e pietoso interesse a questa luttuosa vicenda, e ne ha fatto col dolore comune un vincolo di civile e religiosa solidarietà. Salderemo con uno speciale sentimento di fraternità cittadina e di cristiana carità la comunione degli animi prodotta dalla lamentevole disgrazia.

L'altro fatto che vogliamo ricordare alla vostra spirituale sensibilità ci è suggerito dalla "Giornata dell'Emigrante", fissata per oggi. Essa vuole rammentarci il fatto, grave e cospicuo per numero e per natura, di tanti, tanti lavoratori di questa Nazione e di altre non meno, i quali in cerca di lavoro e di pane sono obbligati a lasciare famiglia e paese per trovare oltre i confini della patria il modo di vivere. Si può dire che ogni emigrato rappresenta un doloroso dramma umano. Non dimentichiamo nell'affezione e, se possibile, nel soccorso, ora anche dalla Chiesa meglio organizzato, il fratello profugo e desolato, specialmente oggi con la nostra preghiera.

Così, con la bontà nel cuore e con la preghiera sulle labbra, cominceremo bene l'itinerario dell'Avvento, che ci guida al Natale, dove troveremo Maria che ci offre Gesù.

                                   

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