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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 20 febbraio 1972
Avvengono fatti molto importanti nella scena del mondo in questi giorni, e tutti
siamo intenti a trarne i pronostici per il futuro della storia sia dei popoli,
sia dell’intera umanità. Dobbiamo invocare l’assistenza di Dio su questi
avvenimenti, come pure su gli uomini che ne sono i protagonisti, affinché la
giustizia e la pace abbiano il sopravvento sui pericoli che si intrecciano nella
vita della società moderna, tanto ancora divisa nelle idee e negli interessi, e
tanto insidiata dal suo stesso progresso.
Ma la sfera dei nostri pensieri deve, al tempo stesso, raccogliersi intorno al
tema che in questa stagione la Chiesa, con tanta insistenza di ammonimenti e con
tanta ricchezza di ispirazioni, ci propone, la preparazione alla Pasqua, la
Quaresima. La Chiesa vorrebbe farne un argomento non solo di estremo interesse
personale, ma altresì di pubblica riflessione. Non osserviamo tutti con penoso
stupore l’esplosione della delinquenza organizzata, la diffusione di licenziosi
costumi, l’inquietudine dei ceti sociali, l’irresponsabilità di disordini
pubblici, che coinvolgono i diritti della tranquilla sicurezza comune?
La
Chiesa, con la sua scuola di fede religiosa, di onestà, di austerità, di bontà,
vorrebbe infondere nella convivenza umana sentimenti di rettitudine nobile e
forte, di concordia laboriosa e fraterna e di sollecitudine ai rimedi, di cui
tante lacune sociali hanno ancora bisogno, mediante generoso e ordinato sforzo
di autorità responsabili e di popolo volenteroso; e per questo essa rinnova il
suo annuncio del mistero pasquale, dal quale proviene la riconciliazione
dell’uomo con Dio, e deriva pertanto il proposito e scaturisce l’energia del
rinnovamento verso un vero e sostanziale bene comune.
Diamo perciò, carissimi
figli, a questo periodo d’intensità spirituale e morale che è la quaresima, l’importanza che merita: ognuno vi apporti
la sua adesione di cuore e di opera; e il passaggio della salvezza - Pasqua vuol
dire appunto questo transito - non sarà vano per quest’anno di grazia.
Maria,
torre d’avorio, ci assista.
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