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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 8 ottobre 1972
La stagione richiama la nostra attenzione sulla ripresa dell’attività
scolastica, e risveglia il nostro interesse per quel grande fenomeno umano e
sociale, che è la Scuola. Noi invitiamo voi tutti, figli carissimi, a mandare a
tutte le nostre Scuole, su le ali di questa nostra preghiera festiva, un saluto,
un augurio a questi alveari di gioventù, a queste palestre di studio e di
formazione, a questi vivai della società di domani. Noi non vogliamo
interloquire nelle discussioni, che ora si intrecciano intorno ai problemi
scolastici, ma solo osservare e ammirare per se stessa l’istituzione «Scuola»,
intesa alla formazione culturale e morale della gioventù.
Anche noi vi siamo direttamente e amorosamente obbligati in virtù della nostra
missione; e perciò vogliamo che le nostre Scuole cattoliche, espressione di
libertà civile, di intensità pedagogica, di concezione cristiana della vita,
sappiano quanto sono apprezzate dalla Chiesa di Dio, e quanto ancora da noi
incoraggiate e benedette.
Ma la nostra simpatia si rivolge con non minore affezione ad ogni Scuola degna
di questo nome. Noi guardiamo con estremo interesse allo sviluppo che la scuola
va prendendo nella società contemporanea; e osserviamo con grande speranza la
convergenza in armonica collaborazione dei fattori donde la Scuola deve
risultare: la famiglia, che riprende coscienza della priorità dei suoi doveri e
dei suoi diritti verso l’organo, cioè la Scuola, ch’essa delega a compiere in
suo nome l’istruzione e l’educazione dei propri figlioli; gli insegnanti che
assurgono all’incomparabile funzione di aprire alla emancipazione personale, al
sapere, alla parola, alla verità, al dovere, gli animi degli alunni; e poi gli
scolari e gli studenti, terzo fattore esso pure attivo, i giovani cioè, che
mentre sperimentano la fatica dello studio, devono ancor più pregustare la gioia
del pensiero, dell’amicizia, della comunità intera.
Quale fortuna, quale progresso, se queste tre componenti riescono nel fervore,
nell’ordine, nell’impegno, a costruire insieme la Scuola moderna!
Alla quale noi mandiamo il nostro beneauspicante saluto, nei nome del sommo
Maestro di vita, Cristo Signore. Maria, sede della sapienza, renda validi i
nostri voti.
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