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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 12 novembre 1972
Abbiamo compiuto questa mattina, come sapete, la fausta cerimonia della
beatificazione di una Suora di Carità, Agostina Pietrantoni, la quale il 13
novembre 1894, a trenta anni, fu uccisa nel qui vicino storico Ospedale di Santo
Spirito, dove prestava da sette anni il suo servizio di infermiera, fra i
tubercolotici, dei quali aveva per ciò contratto ella pure la malattia. Un fiore
di purezza e di bellezza, una vittima della carità.
Vediamo riflessa la sua candida immagine su voi tutte Sorelle di questa umile e
forte eroina, la ritroviamo in quante generose e pietose persone dedicano la
loro vita, ovvero offrono i loro servizi alle infermità umane; e pertanto oggi
dedichiamo il nostro orante pensiero festivo a voi, Religiose votate a questa
missione di amore e di sacrificio, a voi Infermieri e Infermiere degli Ospedali
e delle Cliniche, e specialmente a voi, Medici, tanto bravi e pazienti e a voi,
Promotori dell’assistenza sanitaria nelle moderne case di cura, ovvero nei
dispensari e nei lebbrosari delle terre lontane di missione, e dovunque l’uomo
soffre, piange e muore. Su tutti voi, operatori del conforto fisico, morale e
religioso al dolore umano, si riverberi l’onore che la Chiesa di Cristo tributa
ad un’umile, ma tipica figura rappresentativa della vostra provvida categoria; a
voi la riconoscenza della società, anzi di Cristo stesso vivente in ogni misera
natura, in voi si fortifichi la coscienza della vostra trascendente missione,
risplenda lo studio sempre vigilante del progresso terapeutico, e si celebri
l’armonia della scienza e della bontà, sublimata da quell’amore naturale e
religioso che si chiama carità. Giunga a voi tutti assistiti ed assistenti il
raggio di luminosa consolazione della nuova Beata Suor Agostina, e l’onda
misteriosa della sua tuttora indefessa assistenza.
Nel nome della Beata e della Madonna Consolatrice sia oggi per voi la nostra
preghiera e la nostra benedizione.
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